L’anticiclone africano infiamma l’Europa, temperature fino a 40 gradi e Mediterraneo sempre più bollente

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Temperature fino a 40 gradi, notti tropicali e mare fino a 5 gradi più caldo della norma.  L’anticiclone africano stringe nella sua morsa l’Europa meridionale e accende l’allarme per salute, ecosistemi e clima

L’Europa meridionale e l’intero bacino del Mediterraneo sono nella morsa di una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni. Un vasto e potente anticiclone di origine nord-africana, alimentato da masse d’aria provenienti dal Sahara, sta determinando condizioni meteorologiche eccezionali con temperature diffusamente superiori ai 35 gradi e punte che nelle aree interne raggiungono e superano i 40 gradi.

L’Italia è tra i Paesi maggiormente interessati dal fenomeno. Da Nord a Sud il caldo si fa sentire con particolare intensità, accompagnato da livelli elevati di umidità che aumentano la percezione delle temperature reali. In molte città le minime notturne non scendono sotto i 20-25 gradi, dando origine alle cosiddette “notti tropicali”, sempre più frequenti nelle estati mediterranee. – Secondo gli esperti, le temperature registrate in questi giorni risultano comprese tra gli 8 e i 10 gradi oltre le medie climatiche del periodo. Le condizioni più critiche si osservano nelle pianure del Nord, lungo le coste tirreniche e sulle isole maggiori, dove l’afa accentua ulteriormente il disagio fisico.

L’emergenza caldo ha spinto il Ministero della Salute ad attivare il massimo livello di attenzione in numerosi centri urbani italiani. Sono 27 le città monitorate e ben 15 quelle interessate dal “bollino rosso”, il livello di allerta più elevato che indica condizioni di rischio per la salute dell’intera popolazione, non solo per le categorie più fragili. Tra queste figurano Milano, Roma, Bologna, Torino, Firenze, Verona, Venezia, Brescia, Perugia, Pescara e altre importanti realtà urbane della Penisola.

Ma il fenomeno non riguarda soltanto l’atmosfera. A preoccupare gli studiosi è anche lo stato di salute del Mediterraneo, che sta vivendo una fase di riscaldamento particolarmente marcata. Le temperature superficiali del mare hanno infatti raggiunto anomalie fino a 5 gradi superiori alle medie stagionali, con valori compresi localmente tra 26 e 28 gradi già all’inizio dell’estate.

Si tratta di condizioni che favoriscono le cosiddette “ondate di calore marine”, periodi prolungati durante i quali la superficie del mare mantiene temperature eccezionalmente elevate. Un fenomeno sempre più frequente in un bacino semi-chiuso come il Mediterraneo, dove il ricambio delle acque è relativamente lento e il calore tende ad accumularsi più facilmente rispetto agli oceani aperti. – Le conseguenze sono molteplici. Un mare più caldo rilascia maggiori quantità di umidità nell’atmosfera, contribuendo ad aumentare la sensazione di afa soprattutto nelle città costiere. È anche una delle ragioni per cui le temperature notturne faticano a diminuire, aggravando gli effetti delle ondate di calore sulla salute e sul benessere delle persone.

Gli impatti si estendono inoltre agli ecosistemi marini. Temperature anomale possono provocare stress termico per numerose specie, alterare la distribuzione dei pesci, favorire l’espansione di organismi tipici di acque più calde e mettere in difficoltà habitat preziosi come praterie di Posidonia, gorgonie e altre comunità fondamentali per la biodiversità mediterranea. Anche il settore della pesca osserva con crescente attenzione questi cambiamenti, che rischiano di modificare equilibri consolidati e disponibilità delle risorse ittiche. – Gli esperti sottolineano inoltre come mari eccezionalmente caldi possano diventare, nelle fasi successive dell’estate e soprattutto in autunno, un serbatoio energetico capace di alimentare fenomeni meteorologici più intensi quando sopraggiungono perturbazioni o masse d’aria più fresca.

Le proiezioni meteorologiche non indicano, almeno nel breve termine, un significativo cambio di scenario. I principali modelli previsionali mostrano infatti la persistenza dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo ancora per diversi giorni, mantenendo temperature elevate almeno fino alla fine del mese.

L’attuale ondata di calore rappresenta dunque l’ennesimo segnale di un Mediterraneo che si sta trasformando rapidamente. Non si tratta soltanto di un’estate particolarmente calda, ma di un quadro climatico in cui l’aumento delle temperature atmosferiche e marine sta diventando una componente sempre più strutturale. Un fenomeno che richiede monitoraggio costante e una crescente capacità di adattamento da parte delle città, delle comunità costiere e dei settori economici che dipendono direttamente dagli equilibri del mare. –  23 giugno 2026

Fonte Meteo.it
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