Il provvedimento del Tribunale del Riesame riaccende la vicenda sull’utilizzo dello storico edificio. Il presidente Francesco Gargiulo: “Non si cancellano 150 anni di storia. Il Comune trovi una soluzione per restituire alla città un patrimonio che appartiene a tutti i sorrentini”
Sorrento – Il Sedil Dominova, uno dei luoghi simbolo della storia e dell’identità di Sorrento, è stato sottoposto a sequestro preventivo. Il provvedimento, eseguito questa mattina dai militari della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme al personale della Guardia di Finanza della Stazione Navale di Napoli, segna un nuovo passaggio nella vicenda relativa all’utilizzo dello storico edificio, risalente al XIV secolo e di proprietà comunale. Una vicenda che ha avuto come conseguenza immediata la chiusura della Società Operaia di Mutuo Soccorso, che da circa 150 anni ha la propria sede nei locali del Sedil. Il sequestro è stato disposto dal Tribunale del Riesame di Napoli con decreto del 16 ottobre 2026, accogliendo l’appello presentato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata contro il precedente rigetto del giudice per le indagini preliminari. Al centro del procedimento, l’ipotesi di occupazione abusiva di un immobile pubblico, contestata ai sensi degli articoli 633 e 639-bis del Codice penale.

Francesco Gargiulo: “Non si cancella la storia di Sorrento”

Il presidente richiama anche il proprio impegno nelle battaglie per la legalità e nelle denunce presentate negli anni, senza tuttavia attribuire con certezza a queste attività le ragioni della vicenda. “C’è chi ritiene che dietro questo accanimento possa esserci un attacco alla mia persona. Non ho elementi per affermare che sia così, ma se qualcuno pensasse di colpire Francesco Gargiulo attraverso la Società Operaia, commetterebbe un errore enorme. Perché non starebbe colpendo me, ma la storia stessa di Sorrento e dei sorrentini”.
Parole che riportano l’attenzione sul significato di un’istituzione che, al di là delle responsabilità e delle questioni giuridiche da accertare, rappresenta una parte della storia cittadina. “La Società Operaia non appartiene a Francesco Gargiulo, ma alla storia e alla memoria collettiva di Sorrento”, sottolinea il presidente, ricordando come il proprio ruolo sia soltanto temporaneo rispetto a una tradizione costruita da chi lo ha preceduto e destinata, nelle sue intenzioni, a essere trasmessa alle generazioni future. Da qui la richiesta alle istituzioni di non fermarsi alla controversia sull’utilizzo dei locali, ma di valutare un percorso che consenta di salvaguardare l’esperienza associativa e il patrimonio di relazioni costruito in 150 anni. “Chiedo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di impegnarsi concretamente per trovare una soluzione. Non chiediamo privilegi, favoritismi o scorciatoie, ma soltanto la volontà di affrontare una vicenda che riguarda l’intera comunità. Nel pieno rispetto della legalità e in attesa della conclusione del procedimento penale, ritengo necessario individuare una strada che consenta di restituire alla città questo importante luogo di storia e partecipazione”. – L’appello si chiude con un richiamo al valore della memoria e alla responsabilità di preservare le testimonianze del passato: “Non chiedo una soluzione per me. Non per i soci. Non soltanto per la Società Operaia. Chiedo una soluzione per la storia che essa rappresenta. Per le generazioni che ci hanno preceduto, per quelle che verranno, per Sorrento e per tutti i sorrentini. Perché una città che non difende la propria memoria rischia di perdere anche la propria identità. E 150 anni di storia non possono essere cancellati”.
Ora l’attenzione si sposta sui prossimi sviluppi giudiziari e sulle eventuali iniziative dell’Amministrazione comunale. Resta aperta la questione di come conciliare il rispetto delle regole nella gestione del patrimonio pubblico con la tutela di un’esperienza associativa che, da un secolo e mezzo, costituisce una presenza significativa nella vita sociale e culturale di Sorrento. – 29 ottobre 2026

















