Oltre mille indagati in attesa delle decisioni dei Gip. La Procura guidata da Nicola Gratteri chiede un potenziamento urgente degli organici per evitare il rischio di un sistema sempre più in affanno
Napoli – Non è soltanto una questione di numeri, ma di efficienza della macchina giudiziaria e di capacità dello Stato di dare risposte tempestive alla domanda di giustizia. A Napoli si sta delineando quella che molti operatori del settore definiscono una vera e propria emergenza organizzativa: centinaia di richieste cautelari attendono di essere esaminate, mentre gli organici dei giudici per le indagini preliminari continuano a essere insufficienti rispetto al carico di lavoro. – L’allarme riguarda un arretrato che coinvolge circa 1.300 indagati, molti dei quali inseriti in procedimenti particolarmente delicati, spesso legati alla criminalità organizzata. Una situazione che interessa da vicino la Procura di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, da anni impegnata in un’intensa attività investigativa contro i clan camorristici e le reti criminali del territorio.

A pesare è invece la cronica insufficienza degli organici. I giudici effettivamente in servizio risultano inferiori rispetto alle necessità operative di un distretto giudiziario che rappresenta uno dei più grandi e complessi d’Italia. Una carenza che rischia di allungare i tempi delle decisioni e di mettere ulteriormente sotto pressione un sistema già chiamato a confrontarsi quotidianamente con fenomeni criminali particolarmente radicati.
Per questo motivo dagli uffici giudiziari arriva la richiesta di un intervento strutturale: copertura dei posti vacanti, aumento del numero dei magistrati, rafforzamento del personale amministrativo e stabilizzazione delle figure di supporto introdotte negli ultimi anni. Misure considerate indispensabili per garantire continuità ed efficacia all’azione della giustizia.
La vicenda riporta al centro del dibattito un tema che va oltre i confini del Palazzo di giustizia. In territori caratterizzati da una forte presenza della criminalità organizzata, la rapidità delle decisioni giudiziarie rappresenta infatti un elemento essenziale per assicurare la credibilità delle istituzioni e la tutela della sicurezza collettiva. È in questo contesto che l’allarme lanciato dagli uffici napoletani assume il valore di una richiesta di attenzione nazionale: senza risorse adeguate, anche le strutture più produttive rischiano di non riuscire a sostenere il peso delle sfide che sono chiamate ad affrontare. – 04 giugno 2026

















