Sotto accusa gli uffici comunali preposti, dove è evidente che non sia stata valutata nessuna sensibilità storica. La Scala di Sophia Loren non è un dehors, ma bensì un pezzo di identità sorrentina, è arte, è storia. Se degli errori sono stati commessi bisogna che ci si adoperi per rimediare al più presto possibile. L’appello alla Commissaria Prefettizia
Sorrento – Torniamo, nostro malgrado, su una vicenda che ci vede costretti, ancora una volta, a raccogliere l’indignazione crescente di tanti cittadini sorrentini, residenti e amanti di questa terra, che non intendono più tollerare quello che è a tutti gli effetti uno sfregio alla storia, alla cultura e al decoro urbano.
Stiamo parlando della scalinata di Marina Grande, un luogo consacrato all’immaginario collettivo grazie alla celebre scena del film Pane, amore e…, con Sophia Loren e Vittorio De Sica. Una scala che non è solo un insieme di gradini, ma un simbolo identitario, un patrimonio storico-cinematografico che ogni città degna del proprio passato dovrebbe proteggere come un tesoro. Invece da due anni (con sconcertante regolarità anche quest’anno), il Comune di Sorrento ha autorizzato l’occupazione del suolo pubblico su quel sito iconico, permettendo ad esercizio commerciale di installarvi , pedane e strutture da consumo. Una vera e propria aggressione che non si limita alla vista, ma che compromette la fruizione del luogo da parte di cittadini, visitatori, turisti, fotografi e sognatori. Una intollerabile situazione che si verifica in altri luoghi storici della città, per i quali tanti cittadini , stanchi di un tale andazzo, si chiedono quale possa essere il criterio nel rilasciare determinate autorizzazioni. Dagli uffici comunali preposti è evidente che non sia stata valutata nessuna sensibilita storica. Di sicuro non è questo il modello di sviluppo turistico che la comunità chiede. Non si può barattare la memoria collettiva con quattro coperti e un incasso serale. Se degli errori sono stati commessi dalla recente amministrazione, bisogna che ci si adoperi per rimediare al più presto possibile. In tanti vorrebbero chiedere alla Commissaria Prefettizia di Sorrento, dott.ssa Rosalba Scialla, un intervento urgente e definitivo. Non si tratta di essere nostalgici o ostili all’imprenditoria locale, ma qui siamo davanti a qualcosa di più grave: uno scempio autorizzato, una ferita visibile a tutti. È l’ennesimo episodio in cui si dimostra quanto poco venga tutelato il nostro patrimonio e quanto, invece, si continui a privilegiare l’interesse di pochi, a discapito della collettività. Bisogna dire basta alla trasformazione del nostro patrimonio in un semplice fondale commerciale. Basta alla logica del profitto che calpesta la memoria. La Scala di Sophia Loren non è un dehors, ma bensì un pezzo di identità sorrentino, è arte, è storia. Pertanto va liberata, tutelata e difesa, senza compromessi e senza più silenzi. – 28 luglio 2025