Al centro delle indagini della Guardia di Finanza presunti crediti fiscali ottenuti attraverso documentazione edilizia ritenuta ottobre non veritiera. Nel mirino due società e lavori eseguiti su immobili del Villaggio Coppola a Castel Volturno. Un’operazione che conferma l’importanza dei controlli per tutelare le risorse pubbliche e contrastare gli abusi
Un sequestro preventivo da 38,2 milioni di euro, due società coinvolte e un’indagine che si estende anche ai Monti Lattari. È il quadro delineato dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sui presunti illeciti legati al Superbonus 110% per interventi edilizi realizzati nel territorio di Castel Volturno, in provincia di Caserta. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Procura, riguarda crediti fiscali che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati ottenuti attraverso documentazione edilizia non veritiera e lavori su immobili che non avrebbero posseduto i requisiti richiesti per accedere alle agevolazioni. Tra le persone sottoposte a indagine figurano anche due tecnici residenti a Pimonte, nel comprensorio dei Monti Lattari.
Il provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal giudice per le indagini preliminari, interessa complessivamente 38,2 milioni di euro e coinvolge due società operanti nel settore edilizio. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario: per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Crediti fiscali per lavori con requisiti da verificare
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le operazioni contestate si sarebbero sviluppate tra il 2021 e il 2024. Il meccanismo ipotizzato sarebbe consistito nell’utilizzo di documentazione edilizia ritenuta irregolare per ottenere crediti d’imposta legati agli interventi agevolati dal Superbonus 110%. Le somme sarebbero state successivamente monetizzate attraverso gli strumenti previsti dal sistema delle agevolazioni, in particolare lo sconto in fattura e la cessione dei crediti fiscali. Gli investigatori stanno verificando, in particolare, la regolarità dei titoli edilizi utilizzati per attestare i requisiti degli immobili interessati dai lavori e la corrispondenza tra la documentazione presentata e la situazione effettiva degli edifici. Si tratta di accertamenti particolarmente rilevanti, perché le agevolazioni fiscali per la riqualificazione del patrimonio immobiliare erano subordinate al rispetto di specifiche condizioni. L’eventuale riconoscimento di benefici in assenza dei requisiti previsti avrebbe potuto determinare un indebito utilizzo di risorse pubbliche, con conseguenze economiche per l’erario.
Villaggio Coppola, sotto la lente anche Palazzo Marina
Una parte importante dell’inchiesta riguarda il Villaggio Coppola, sul litorale di Castel Volturno, dove tra gli immobili interessati figura anche un edificio di otto piani con 104 appartamenti, da tempo al centro delle questioni legate all’abusivismo edilizio nella zona. Il complesso era già stato sottoposto a sequestro nell’aprile 2025, nell’ambito di un distinto filone investigativo relativo a una presunta lottizzazione abusiva. Gli ulteriori approfondimenti avrebbero portato gli investigatori a estendere le verifiche anche agli interventi edilizi agevolati con il Superbonus e ad altri edifici del Villaggio Coppola.
Al centro degli accertamenti vi sarebbe anche la documentazione relativa alle licenze edilizie. Secondo quanto emerso dall’indagine, sarebbero state presentate copie di titoli risalenti al 1964, i cui originali non sarebbero stati reperiti negli archivi comunali. Ulteriori elementi sarebbero stati ricavati dall’analisi delle immagini aeree storiche, dalle quali emergerebbe che alcuni edifici non erano ancora ultimati nel 1967. Una circostanza ritenuta significativa dagli investigatori per verificare la legittimità urbanistica degli immobili e la loro eventuale ammissibilità ai benefici fiscali. Saranno gli accertamenti giudiziari a chiarire la portata delle irregolarità ipotizzate, le responsabilità individuali e l’effettiva sussistenza dei presupposti contestati. – 29 ottobre 2026
Il lavoro della Guardia di Finanza e la tutela delle risorse pubbliche
Al di là delle responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, l’indagine richiama l’attenzione sull’importanza dei controlli nell’utilizzo delle agevolazioni fiscali e sul ruolo delle forze dell’ordine nel contrasto agli eventuali abusi. Il lavoro investigativo della Guardia di Finanza, attraverso l’esame della documentazione, la ricostruzione dei flussi finanziari e le verifiche sulla situazione urbanistica degli immobili, rappresenta un passaggio essenziale per individuare eventuali utilizzi indebiti di fondi e benefici pubblici. Un’attività che richiede competenze tecniche, pazienza investigativa e capacità di mettere in relazione elementi documentali e riscontri sul territorio. Quando le agevolazioni vengono utilizzate in modo irregolare, infatti, non è in gioco soltanto il rispetto delle norme fiscali ed edilizie. A essere coinvolta è anche la corretta destinazione delle risorse pubbliche, che dovrebbero sostenere interventi legittimi e contribuire alla riqualificazione del patrimonio immobiliare.
L’operazione nel Casertano dimostra quanto sia importante verificare con rigore la documentazione presentata e ricostruire l’intero percorso dei crediti fiscali, senza fermarsi alle sole dichiarazioni formali. Resta ora il compito della magistratura di valutare gli elementi raccolti e accertare le eventuali responsabilità. Nel frattempo, il lavoro svolto dagli investigatori merita attenzione per l’impegno profuso nella ricostruzione di un sistema di operazioni complesse, nella tutela dell’interesse pubblico e nel contrasto ai possibili illeciti. – 29 ottobre 2026

















