Regolamentare gli ormeggi, ridurre i danni ai fondali e tutelare uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo. La sfida indicata da Rosario Lotito (Avs) è quella di aumentare i campi boe ecosostenibili lungo la Penisola Sorrentina
Sorrento – La Penisola Sorrentina possiede un patrimonio naturale straordinario, ma proprio la sua bellezza la espone ogni estate a una forte pressione. Le baie e gli specchi d’acqua della costa vengono infatti frequentati da migliaia di imbarcazioni e, quando gli ormeggi non sono adeguatamente regolamentati, il rischio per i fondali aumenta. A essere particolarmente vulnerabili sono le praterie di Posidonia oceanica, un elemento fondamentale dell’ecosistema marino mediterraneo.

Uno dei pericoli più concreti arriva proprio dalle attività diportistiche. Un’ancora calata su una prateria di Posidonia può danneggiare le piante e, quando viene trascinata sul fondale durante le manovre di ormeggio o di partenza, può spezzarle e sradicarle. Il problema è che il danno non si esaurisce nel momento in cui l’imbarcazione salpa. Le praterie di Posidonia hanno una crescita lenta e il recupero di un’area danneggiata può richiedere molti anni, rendendo particolarmente importante la prevenzione. Da qui nasce la necessità, secondo Lotito, di intervenire non soltanto vietando o scoraggiando gli ancoraggi nelle zone più sensibili, ma offrendo anche una soluzione alternativa e organizzata, una rete più ampia di campi boe ecosostenibili.
Un campo boe consente alle imbarcazioni di ormeggiarsi senza dover calare l’ancora sul fondale. Se realizzato con sistemi adeguati e in aree correttamente individuate, può quindi contribuire a ridurre la pressione sulle praterie di Posidonia e a concentrare gli ormeggi in zone compatibili con la tutela dell’ambiente. Non significa, dunque, impedire la fruizione del mare. Al contrario, significa organizzarla in modo più sostenibile, facendo convivere il turismo nautico con la protezione degli ecosistemi.
In questa direzione un ruolo importante è già svolto dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che ha avviato la realizzazione di diversi campi di ormeggio ecosostenibili.Secondo Lotito, questo percorso può e deve essere ulteriormente sviluppato.

La tutela della Posidonia, in questa prospettiva, non è soltanto una questione che riguarda biologi e ambientalisti. Riguarda l’intera comunità della Penisola Sorrentina: chi vive sul territorio, chi lavora con il mare, chi lo frequenta per turismo e, soprattutto, chi lo erediterà domani. Proteggere oggi le praterie di Posidonia significa infatti preservare un patrimonio che non è facilmente sostituibile.
La direzione, dunque, è chiara, più campi boe ecosostenibili, meno ancoraggio indiscriminato e una gestione del mare capace di conciliare economia, turismo e tutela ambientale. – 18 agosto 2026

















