Dopo oltre dieci anni di battaglie giudiziarie, il medico Raffaele Scarpato è tornato in acqua davanti al Bikini. Con lui Francesco Emilio Borrelli, Rosario Lotito e una folla di cittadini: una mobilitazione diventata il simbolo della rivendicazione del libero accesso al mare.
Vico Equense – Questa volta non era soltanto un sopralluogo. Non era soltanto una protesta. E non era soltanto il ritorno in mare di un uomo che per oltre dieci anni ha visto trasformarsi una semplice abitudine, raggiungere la battigia e fare un bagno, in una lunga e logorante vicenda giudiziaria. – Questa mattina, giovedì 27 agosto, davanti al Bikini di Vico Equense, il mare è diventato il punto di incontro di una comunità che ha scelto di esserci, numerosa, per rivendicare un principio: la possibilità di raggiungere la battigia e il mare non può trasformarsi in un privilegio riservato a chi paga l’accesso a uno stabilimento.
Ad accompagnare il medico napoletano Raffaele Scarpato nel suo atteso ritorno in acqua c’erano il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, il responsabile territoriale di Europa Verde Rosario Lotito, attivisti e, soprattutto, una folta partecipazione di cittadini. Le cronache della mattinata riferiscono di circa duecento persone radunate all’ingresso dello storico stabilimento. E così quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo sopralluogo di Borrelli sul litorale campano si è trasformato in qualcosa di diverso: una manifestazione collettiva, con una forte valenza simbolica.
Poco dopo mezzogiorno, Scarpato ha raggiunto la battigia e finalmente è entrato in acqua. Un gesto semplice, quasi ordinario per chiunque trascorra una giornata al mare, ma che per il medico ha assunto il significato di una liberazione. Un tuffo accompagnato dagli applausi dei presenti, diventato il momento più intenso di una vicenda che affonda le proprie radici molti anni fa.
Scarpato, appassionato di nuoto e abituato a frequentare il mare anche nei mesi invernali, era stato denunciato per violazione di domicilio dopo aver attraversato l’area del lido per raggiungere la spiaggia e lo specchio d’acqua. La vicenda giudiziaria si è protratta per anni e si è conclusa con l’assoluzione del medico perché “il fatto non sussiste”, già pronunciata in primo grado e successivamente confermata in Appello, secondo quanto riportato dalle cronache sulla vicenda. La storia, dunque, è molto più antica della manifestazione di oggi. Già nel 2013 la vicenda era stata raccontata dalla cronaca nazionale, il caso riguardava proprio la possibilità per un cittadino di raggiungere il mare attraversando un’area gestita da uno stabilimento balneare.
Proprio in tale contesto che la storia di Scarpato ha assunto, nel tempo, una dimensione più ampia. La sua vicenda personale è diventata il simbolo di una questione che ogni estate torna al centro del dibattito, dove finisce la concessione a un privato e dove comincia il diritto della collettività a godere del mare.
Il punto non riguarda, naturalmente, la legittimità delle attività degli stabilimenti balneari o dei servizi offerti ai clienti. La questione sollevata dai manifestanti riguarda piuttosto il rapporto tra l’utilizzo economico delle aree in concessione e la necessità di garantire alla collettività la possibilità di raggiungere la battigia e il mare secondo le regole previste. Su questa distinzione che Borrelli ha costruito negli ultimi anni una parte importante delle proprie iniziative sul territorio campano.
Nei giorni scorsi il deputato aveva annunciato la mobilitazione al Bikini invitando cittadini e bagnanti a partecipare. L’obiettivo dichiarato era trasformare il caso Scarpato in un momento di sensibilizzazione sul tema dell’accessibilità delle coste. Lo storico stabilimento di Vico Equense, attivo dal 1952, si è così ritrovato nuovamente al centro dell’attenzione pubblica.
Il confronto sul mare libero, infatti, non è una novità sulle coste campane. Ogni estate il tema riemerge tra concessioni balneari, spiagge libere, accessi alla battigia e modalità di fruizione del demanio marittimo. Ma questa volta, al Bikini, la discussione ha avuto un volto preciso: quello di un uomo che, dopo anni trascorsi tra denunce e tribunali, è tornato a fare ciò che aveva sempre fatto, fare il bagno!

“Il mare è di tutti” è stato il filo conduttore della mobilitazione. Borrelli e Lotito hanno ribadito che spiagge e mare sono beni pubblici e che la concessione di un’area non equivale, nella loro impostazione, alla trasformazione della stessa in una proprietà privata. Nei giorni scorsi i due esponenti avevano annunciato che la battaglia sarebbe proseguita anche oltre l’appuntamento di Vico Equense. Il deputato ha inoltre sottolineato che la manifestazione non avrebbe cambiato tutto in un giorno, ma avrebbe avuto il compito di dimostrare che sulla questione esiste una mobilitazione civile. Probabilmente questo l’aspetto più significativo della mattinata. Al di là dello scontro politico, delle posizioni dei concessionari e delle diverse interpretazioni del tema delle concessioni, oggi al Bikini una parte della cittadinanza ha scelto di trasformare un caso individuale in una domanda collettiva: il mare, bene naturale che appartiene alla collettività, può davvero essere percepito come qualcosa di privato? Il caso Scarpato non sembra destinato a esaurirsi con il bagno di questa mattina. Borrelli ha annunciato che continuerà a occuparsi dell’accessibilità dei litorali e a effettuare verifiche e sopralluoghi lungo le coste campane.
Il tema, del resto, è destinato a rimanere centrale soprattutto in territori come la Penisola sorrentina, dove la conformazione della costa, la scarsità di spazi facilmente accessibili e la forte presenza di strutture balneari rendono particolarmente delicato il rapporto tra turismo, attività economiche e fruizione pubblica del mare. Quello di oggi, dunque, è stato molto più di un semplice bagno. Per Raffaele Scarpato è stato il ritorno a un’abitudine che gli era mancata per anni. Per Borrelli e gli attivisti è stata una nuova tappa della battaglia per il mare libero. Per le tante persone presenti, un modo per esserci fisicamente e affermare un principio.
Mentre Scarpato si allontanava dalla riva dopo il suo tuffo, la scena aveva un significato semplice e immediato, un cittadino era tornato a fare il bagno nel mare che aveva continuato a sentire come proprio, dopo dieci anni di tribunali e attese. Questa volta, però, non era solo. – 27 agosto 2026

















