Dal Bikini a Meta, Borrelli e Lotito in prima linea per il mare libero: “Servono controlli e regole rispettate”

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Dal litorale di Vico Equense a Meta di Sorrento una nuova giornata di sopralluoghi del deputato di Avs e del rappresentante di Europa Verde. Tra accessi al mare negati o difficili, scarsità di spiagge libere, ruderi e manufatti sul demanio, l’attenzione si sposta anche sulla sicurezza dei cittadini e sulle responsabilità di chi deve vigilare

Penisola Sorrentina –  Un’altra giornata sul litorale campano, sotto un sole rovente, per riportare al centro dell’attenzione una questione che ogni estate torna puntualmente a dividere cittadini, operatori balneari e istituzioni: il diritto al mare e alla libera fruizione delle coste.

Questa mattina il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, insieme a Rosario Lotito, ha incontrato cittadini e attivisti sul litorale di Vico Equense, davanti al Bikini. Una presenza annunciata, questa volta, ma non per questo meno significativa. Il caldo torrido non ha scoraggiato le persone che hanno scelto di partecipare all’iniziativa e di accompagnare gli esponenti politici nella rivendicazione di quello che viene considerato un diritto essenziale: poter raggiungere il mare e la battigia senza che il demanio pubblico venga percepito come uno spazio sottratto alla collettività. Dopo il confronto davanti allo stabilimento, la giornata è proseguita lungo la costa, fino a Meta di Sorrento, dove il sopralluogo ha assunto una prospettiva ancora più ampia.

A Meta, infatti, l’attenzione si è concentrata anche sulla situazione di alcuni tratti del litorale caratterizzati dalla quasi totale assenza di spiagge liberamente accessibili, ma anche dalla presenza di strutture degradate, ruderi fatiscenti e immobili che, secondo quanto rilevato durante il sopralluogo, potrebbero trovarsi su aree demaniali. Situazioni che, se confermate dagli accertamenti degli enti competenti, aprirebbero interrogativi non soltanto sulla legittimità delle occupazioni o delle costruzioni, ma soprattutto sulla capacità delle istituzioni preposte di controllare il territorio e far rispettare le regole. Anche su tale aspetto Borrelli e Lotito intendono spostare l’attenzione.

Il problema, in modo evidente, non può essere affrontato esclusivamente puntando il dito contro chi realizza, occupa o utilizza in maniera eventualmente illegittima spazi appartenenti al demanio. Esiste un’altra domanda, forse ancora più importante, su chi avrebbe dovuto accorgersene e intervenire prima. Una riflessione che riguarda direttamente il funzionamento dei controlli sul territorio.

Un manufatto abusivo, un’occupazione che si protrae nel tempo, un rudere pericolante o un tratto di costa sottratto di fatto alla libera fruizione difficilmente compaiono dal nulla. Spesso sono il risultato di situazioni che si consolidano nel corso degli anni.

Di fronte ad un tale scenario, come quello rilevato oggi giù Meta, che la denuncia politica prova a cambiare prospettiva.

Non soltanto chi ha commesso l’eventuale abuso, ma anche chi doveva controllare, chi doveva intervenire  e, soprattutto, perché non è stato fatto prima? – Domande che diventano ancora più importanti quando si parla di aree frequentate quotidianamente da centinaia o migliaia di persone. Il tema del demanio, infatti, non riguarda soltanto la possibilità di fare il bagno gratuitamente. Riguarda anche la sicurezza di chi frequenta il litorale.

Ruderi e strutture degradate: una questione di sicurezza

Un edificio fatiscente affacciato sul mare, un manufatto degradato o una struttura abbandonata non rappresentano soltanto un problema paesaggistico o amministrativo. Possono diventare un rischio concreto.

La presenza di strutture completamnte aggredite dalla carbonatazione e pertanto pericolanti in prossimità di zone frequentate da bagnanti, famiglie e turisti pone inevitabilmente il tema della manutenzione, della messa in sicurezza e dell’eventuale interdizione delle aree. E proprio questo aspetto, troppo spesso relegato sullo sfondo del dibattito estivo sul “mare libero”, merita invece maggiore attenzione. Non basta, dunque, stabilire che una spiaggia debba essere accessibile. Bisogna anche assicurarsi che il percorso per raggiungerla, l’area circostante e gli spazi destinati alla fruizione siano sicuri e rispettosi delle norme.

Quella di Vico Equense e Meta è quindi soltanto un’altra tappa di una campagna che Borrelli sta portando avanti da tempo lungo le coste campane. – Il deputato di Avs, affiancato da Lotito, ha scelto ancora una volta di andare direttamente sui luoghi segnalati dai cittadini, raccogliere testimonianze, osservare le situazioni sul posto e portare all’attenzione pubblica ciò che, secondo la sua denuncia, non sempre viene adeguatamente controllato. Una modalità di intervento che punta anche a coinvolgere direttamente la cittadinanza.

Ed è significativo che, nonostante le temperature elevate, questa mattina siano state numerose le persone che hanno deciso di partecipare all’iniziativa. Un segnale che il tema dell’accessibilità del mare non viene percepito soltanto come una questione politica, ma come una questione di cittadinanza.

Alla fine della giornata resta soprattutto una considerazione.

Le coste non possono essere difese soltanto attraverso le denunce successive agli abusi. Occorre una presenza costante delle istituzioni, controlli efficaci e tempestivi e un’assunzione chiara di responsabilità da parte di chi è chiamato a vigilare sul patrimonio demaniale. Quando un’occupazione illegittima, una costruzione non autorizzata o una situazione di degrado rimangono per anni senza soluzione, il problema non è più soltanto quello di chi eventualmente ha violato le regole. Diventa anche il problema di un sistema di controllo che quelle regole non è riuscito, o non ha voluto, far rispettare. Su tale  terreno che Borrelli e Lotito intendono proseguire la loro azione, non soltanto denunciare ciò che non funziona, ma chiedere alle istituzioni competenti risposte, verifiche e interventi. – 27 agosto 2026

 

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