Penisola Sorrentina, più campi boe per proteggere la Posidonia e il futuro del mare

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

Regolamentare gli ormeggi, ridurre i danni ai fondali e tutelare uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo. La sfida indicata da Rosario Lotito (Avs) è quella di  aumentare i campi boe ecosostenibili lungo la Penisola Sorrentina

Sorrento – La Penisola Sorrentina possiede un patrimonio naturale straordinario, ma proprio la sua bellezza la espone ogni estate a una forte pressione. Le baie e gli specchi d’acqua della costa vengono infatti frequentati da migliaia di imbarcazioni e, quando gli ormeggi non sono adeguatamente regolamentati, il rischio per i fondali aumenta. A essere particolarmente vulnerabili sono le praterie di Posidonia oceanica, un elemento fondamentale dell’ecosistema marino mediterraneo.

“La Posidonia non è un’alga, ma una vera e propria pianta marina”, spiega Rosario Lotito, sottolineandone l’importanza per l’ambiente. Le sue praterie rappresentano un habitat essenziale per numerose specie, offrendo rifugio e aree di riproduzione. Ma il loro ruolo non si limita alla biodiversità. – La Posidonia produce ossigeno, contribuisce alla cattura e allo stoccaggio del carbonio e svolge una funzione importante anche nella protezione delle coste, contribuendo ad attenuare l’energia del moto ondoso. In altre parole, preservare queste praterie significa difendere contemporaneamente la salute del mare, la biodiversità e la stabilità dell’ambiente costiero.

Uno dei pericoli più concreti arriva proprio dalle attività diportistiche. Un’ancora calata su una prateria di Posidonia può danneggiare le piante e, quando viene trascinata sul fondale durante le manovre di ormeggio o di partenza, può spezzarle e sradicarle. Il problema è che il danno non si esaurisce nel momento in cui l’imbarcazione salpa. Le praterie di Posidonia hanno una crescita lenta e il recupero di un’area danneggiata può richiedere molti anni, rendendo particolarmente importante la prevenzione. Da qui nasce la necessità, secondo Lotito, di intervenire non soltanto vietando o scoraggiando gli ancoraggi nelle zone più sensibili, ma offrendo anche una soluzione alternativa e organizzata, una rete più ampia di campi boe ecosostenibili.

Un campo boe consente alle imbarcazioni di ormeggiarsi senza dover calare l’ancora sul fondale. Se realizzato con sistemi adeguati e in aree correttamente individuate, può quindi contribuire a ridurre la pressione sulle praterie di Posidonia e a concentrare gli ormeggi in zone compatibili con la tutela dell’ambiente. Non significa, dunque, impedire la fruizione del mare. Al contrario, significa organizzarla in modo più sostenibile, facendo convivere il turismo nautico con la protezione degli ecosistemi.

In questa direzione un ruolo importante è già svolto dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che ha avviato la realizzazione di diversi campi di ormeggio ecosostenibili.Secondo Lotito, questo percorso può e deve essere ulteriormente sviluppato.

La proposta è quella di estendere progressivamente il modello dei campi boe ai diversi comuni della Penisola Sorrentina, attraverso una pianificazione coordinata che tenga conto delle caratteristiche dei fondali e della presenza degli habitat più delicati. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di considerare la tutela ambientale e la fruizione turistica come due esigenze contrapposte. Il vero punto è trovare un equilibrio che permetta di vivere il mare senza consumare le risorse che lo rendono così prezioso. Una maggiore disponibilità di campi boe potrebbe quindi rappresentare uno strumento concreto per affrontare uno dei problemi legati alla crescente presenza di imbarcazioni lungo la costa: meno ancoraggi indiscriminati e maggiore protezione dei fondali.

La tutela della Posidonia, in questa prospettiva, non è soltanto una questione che riguarda biologi e ambientalisti. Riguarda l’intera comunità della Penisola Sorrentina: chi vive sul territorio, chi lavora con il mare, chi lo frequenta per turismo e, soprattutto, chi lo erediterà domani. Proteggere oggi le praterie di Posidonia significa infatti preservare un patrimonio che non è facilmente sostituibile.

La direzione, dunque, è chiara, più campi boe ecosostenibili, meno ancoraggio indiscriminato e una gestione del mare capace di conciliare economia, turismo e tutela ambientale. –  18 agosto 2026

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x