Napoli e concessioni marittime, dal 2026 stop alle proroghe con gare obbligatorie. Settore in allarme

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Dopo trent’anni cambia il sistema, fine delle proroghe automatiche per approdi e porti turistici. Il Consiglio di Stato e l’Ue impongono le gare con  micro-imprese in allarme, enti locali sotto pressione

Napoli – Dal 2026 niente più proroghe per le concessioni demaniali marittime. Anche a Napoli e in Campania approdi, banchine e porti turistici dovranno essere assegnati tramite gare pubbliche, come imposto dall’Unione europea e ribadito dal Consiglio di Stato. La scadenza delle ultime proroghe è fissata al 31 dicembre 2025 e sta già facendo crescere la tensione tra concessionari, enti locali e operatori della nautica. L’allarme arriva soprattutto dalle realtà più piccole. La Lega Navale di Pozzuoli ha scritto al Comune di Napoli e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale temendo il mancato rinnovo della concessione, con ricadute su occupazione stabile e stagionale. Il principio delle gare vale per tutti, incluse associazioni e circoli sportivi quando svolgono attività economiche sulle banchine.

Il settore arriva a questo passaggio dopo oltre trent’anni di proroghe automatiche, contestate da Bruxelles sin dai tempi della direttiva Bolkestein. La Corte di Giustizia europea ha chiarito che le regole sulla concorrenza si applicano anche ai porti turistici, mentre l’Antitrust ha messo in guardia contro l’uso del project financing come strumento per aggirare le gare. – Lo scenario divide gli operatori. I concessionari storici denunciano il rischio di essere esclusi da un mercato improvvisamente competitivo e chiedono una fase di accompagnamento. Sul fronte opposto, nuovi investitori e amministrazioni pubbliche contestano un sistema chiuso, con canoni bassi, servizi spesso carenti e rendite limitate per lo Stato. A pagare sono anche gli utenti, penalizzati dalla carenza di ormeggi regolari e dall’incertezza.

Il paradosso è che la Campania, tra le coste più attrattive d’Europa, soffre una forte mancanza di posti barca. Secondo i dati regionali, i 500 chilometri di costa ospitano circa 21mila ormeggi, a fronte di una domanda potenziale stimata almeno tripla. Le “Linee programmatiche per lo sviluppo della portualità turistica”, approvate dalla Regione, confermano la necessità di nuovi investimenti e di una pianificazione integrata, nel rispetto delle regole europee. – Napoli resta il caso simbolo. A Mergellina e a Bagnoli-Coroglio sono arrivate proposte di project financing dai concessionari uscenti, ma senza una pianificazione condivisa con il Comune e una chiara dichiarazione di pubblico interesse. Il tempo stringe: dal 2026 il sistema dovrà misurarsi con le gare. Senza rinvii.

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