La protesta contro il caro carburante continua a provocare disagi in Campania e in altre regioni del Mezzogiorno. In difficoltà la distribuzione delle merci, i supermercati e alcuni servizi di trasporto. Il governo prepara un nuovo decreto a sostegno dell’autotrasporto e del settore agricolo, mentre proseguono i controlli delle forze dell’ordine
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a interessare il Sud Italia, con ripercussioni sulla circolazione stradale, sull’approvvigionamento dei supermercati e sulle attività produttive. La Campania rimane tra le regioni maggiormente colpite, insieme a Calabria, Puglia, Basilicata e Molise. In Sicilia, invece, gli autotrasportatori hanno annunciato la sospensione della mobilitazione dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di partecipare ai tavoli nazionali di confronto. Tuttavia, la giornata odierna si apre con una situazione ancora complessa. Le difficoltà nei rifornimenti di carburante e nel trasporto delle merci stanno interessando diversi comparti economici, mentre cittadini e imprese attendono segnali concreti per il ritorno alla normalità.
Convocato il Consiglio dei ministri, atteso un nuovo decreto – Il governo si prepara a intervenire con un nuovo provvedimento a sostegno dell’autotrasporto e dell’agricoltura. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi, giovedì 22 ottobre, una riunione del Consiglio dei ministri nella quale è atteso l’esame di misure dedicate ai due settori. Il provvedimento arriva dopo i confronti avviati con le associazioni di categoria e gli annunci relativi allo sblocco delle risorse già stanziate. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha indicato circa 480 milioni di euro per i contributi e le misure rivolte alle imprese dell’autotrasporto, con ulteriori interventi allo studio. La mobilitazione, tuttavia, non si è fermata. Una parte dei manifestanti ritiene insufficienti le risposte finora prospettate e chiede interventi capaci di compensare l’aumento dei costi del gasolio e le difficoltà economiche delle aziende.

Campania, supermercati in difficoltà e problemi nei trasporti – In Campania che gli effetti della protesta risultano particolarmente evidenti. A Napoli, Caserta e Salerno, le difficoltà nei rifornimenti hanno interessato diversi punti vendita della grande distribuzione, con carenze soprattutto nei reparti dei prodotti freschi. Frutta, verdura, latte, carne e altri alimenti deperibili sono tra le merci maggiormente esposte ai ritardi nelle consegne. Le interruzioni della catena logistica rischiano inoltre di provocare sprechi alimentari e perdite economiche per produttori, distributori e commercianti. La situazione riguarda anche il carburante. Le difficoltà di rifornimento hanno spinto alcuni gestori a segnalare l’esaurimento delle scorte, mentre le aziende del trasporto pubblico hanno annunciato possibili riduzioni dei servizi su gomma. Anche la raccolta dei rifiuti e altre attività essenziali potrebbero risentire delle conseguenze della mobilitazione. Per limitare i disagi, le autorità hanno organizzato interventi e scorte ai mezzi diretti verso le aree di distribuzione, con l’obiettivo di garantire il passaggio delle merci e ripristinare gradualmente le normali attività.
Autostrade e collegamenti: resta alta l’attenzione – Nei giorni scorsi la protesta ha provocato code e chiusure su alcuni tratti della rete autostradale campana, in particolare lungo l’A1 e l’A30, con ripercussioni sui collegamenti tra Napoli, Caserta, Salerno e il resto della penisola. Nella serata di ieri, 21 ottobre, era stata segnalata la riapertura dello svincolo di Caianello, mentre altri presidi risultavano ancora attivi. La situazione della viabilità può cambiare rapidamente in relazione all’evoluzione delle manifestazioni: per questo motivo, prima di mettersi in viaggio, è opportuno consultare gli aggiornamenti ufficiali di Autostrade per l’Italia e della Polizia Stradale. Le conseguenze della protesta si estendono anche al settore aeroportuale. Nei giorni precedenti erano state segnalate difficoltà nelle scorte di carburante per gli aerei negli aeroporti calabresi di Crotone e Reggio Calabria. Non è possibile considerare automaticamente attuale questa situazione senza una nuova conferma ufficiale.
Intanto, un segnale di distensione è arrivato dalla Sicilia, dove l’associazione degli autotrasportatori che manteneva alcuni presidi ha annunciato la sospensione del blocco dopo un confronto in prefettura a Catania. La decisione è stata motivata dalla disponibilità a coinvolgere anche i rappresentanti siciliani nei tavoli nazionali dedicati alle problematiche del settore. La sospensione, tuttavia, non equivale alla conclusione della vertenza: le imprese attendono ancora risposte sulle richieste economiche e sulle prospettive del comparto.
Il confronto resta aperto – La protesta degli autotrasportatori pone al centro il peso crescente del carburante sui costi di esercizio delle imprese, ma le conseguenze dei blocchi coinvolgono un’intera filiera, dai produttori agricoli ai supermercati, fino ai cittadini che dipendono dai servizi di trasporto. Il governo punta a sbloccare le risorse e a definire nuove misure attraverso il decreto atteso in Consiglio dei ministri. Sul territorio, invece, resta urgente il ripristino della circolazione e della regolarità delle consegne. Il prossimo passaggio decisivo sarà il confronto previsto per il 27 ottobre, indicato dai rappresentanti di una parte degli autotrasportatori come un appuntamento determinante per valutare gli impegni dell’esecutivo. Fino ad allora, la situazione nel Mezzogiorno rimane legata all’evoluzione dei presidi, all’effettiva attuazione degli aiuti e alla ripresa dei flussi di merci e carburante. – 22 ottobre 2026

















