Sorrento, la rete contro l’abusivismo ricettivo parte dai condomini. ABBAC chiama cittadini e amministratori

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Una segnalazione circostanziata trasmessa da un condominio alla Polizia Locale apre una nuova fase dell’iniziativa dell’associazione. L’obiettivo è costruire una rete territoriale di prevenzione, senza trasformarla in una “caccia alle streghe”. Nel mirino le eventuali attività ricettive irregolari e il rispetto delle regole, dalla sicurezza al CIN fino agli adempimenti amministrativi e all’imposta di soggiorno.

Sorrento  – La lotta all’abusivismo ricettivo a Sorrento prova a cambiare passo e, soprattutto, metodo. Non soltanto controlli e verifiche da parte degli organi competenti, ma una rete di collaborazione che coinvolga anche chi vive quotidianamente nei condomini, a partire dagli amministratori e dai residenti. È la nuova iniziativa promossa da ABBAC, l’associazione che rappresenta il comparto dell’ospitalità extralberghiera, partita da un caso concreto, un condominio di Sorrento ha trasmesso una segnalazione circostanziata relativa a una possibile  attività ricettiva irregolare. La documentazione è stata inoltrata alla Polizia Locale, alla quale spetta verificare i fatti e stabilire, attraverso gli accertamenti previsti, l’eventuale esistenza di violazioni.

Un passaggio importante, perché ABBAC chiarisce di non voler sostituire le autorità di controllo. L’associazione intende piuttosto creare un canale attraverso il quale situazioni potenzialmente anomale possano essere portate all’attenzione degli uffici competenti, lasciando naturalmente agli organi istituzionali il compito di accertare responsabilità e irregolarità.

Da questa prima segnalazione nasce dunque l’idea di estendere anche alla Penisola Sorrentina un modello già sperimentato da ABBAC a Napoli. Nel capoluogo campano, secondo quanto riferito dall’associazione, la collaborazione con cittadini e amministratori condominiali ha consentito di raccogliere e trasmettere alle autorità segnalazioni riguardanti circa 250 strutture ricettive da sottoporre a verifica. Ora il modello viene proposto a Sorrento e, successivamente, agli altri Comuni della Penisola.

ABBAC invita condomini e amministratori a segnalare eventuali situazioni ritenute irregolari attraverso l’indirizzo segnalazioni@abbac.it. La richiesta dell’associazione è precisa, le comunicazioni dovranno essere circostanziate, evitando accuse generiche o iniziative basate su semplici sospetti. Un aspetto centrale dell’iniziativa. Una segnalazione non equivale infatti all’accertamento di un illecito. Saranno esclusivamente Polizia Locale e altri organismi competenti a stabilire se un’attività sia regolare oppure presenti violazioni della normativa.

“Vogliamo costruire una rete di collaborazione e non una caccia alle streghe”, sottolinea il presidente ABBAC Agostino Ingenito. “Chi opera rispettando le norme ha tutto l’interesse a contrastare l’abusivismo. Tutelare la legalità significa tutelare gli operatori regolari, i condomini, i turisti e la reputazione internazionale di Sorrento”.

La questione non riguarda soltanto la concorrenza tra operatori turistici. La crescita delle locazioni brevi e delle diverse forme di ospitalità ha infatti portato il tema anche all’interno dei palazzi, dove la presenza di un’attività ricettiva può incidere sulla quotidianità dei residenti, sulla gestione degli spazi comuni e sulla vivibilità degli edifici. Proprio su questo terreno che ABBAC punta a coinvolgere gli amministratori condominiali: non come soggetti incaricati di fare controlli, ma come possibili interlocutori in grado di intercettare situazioni che meritino una verifica istituzionale. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di tenere insieme due esigenze: difendere il diritto di chi svolge un’attività ricettiva nel rispetto delle regole e, allo stesso tempo, garantire ai residenti condomini vivibili e rispettosi delle normative.

Il tema assume particolare rilievo in una città come Sorrento, dove l’economia turistica convive con una presenza significativa di strutture alberghiere ed extralberghiere e di locazioni brevi. Il Comune dispone già di un regolamento specifico per le attività extralberghiere e di una disciplina dell’imposta di soggiorno che comprende, tra le strutture interessate, anche le realtà extralberghiere con caratteristiche di civile abitazione e gli immobili destinati alle locazioni brevi.

Proprio il quadro normativo in evoluzione spinge ABBAC a chiedere un aggiornamento delle disposizioni comunali. L’associazione ha già avviato un confronto con l’amministrazione cittadina e intende sottoporre agli assessorati competenti una proposta di revisione del regolamento, con l’obiettivo di renderlo coerente con l’attuale quadro normativo e con le differenti modalità attraverso cui oggi si offre ospitalità.A questo si aggiunge la richiesta di un percorso di aggiornamento tecnico per la Polizia Locale. L’idea è favorire controlli il più possibile omogenei sulle diverse tipologie di strutture e locazioni, verificando gli adempimenti amministrativi, il CIN – Codice Identificativo  Nazionale, i requisiti di sicurezza e gli altri obblighi previsti.

La proposta più ampia riguarda però la creazione di un Osservatorio comunale sull’ospitalità, pensato come strumento permanente di conoscenza e monitoraggio del fenomeno. Secondo ABBAC, non sarebbe sufficiente intervenire soltanto quando arriva una segnalazione. Servirebbe invece costruire una fotografia costantemente aggiornata del comparto, mettendo in relazione i dati sulle attività ricettive e sulle locazioni turistiche con quelli relativi ai controlli e, nel rispetto delle competenze dei diversi enti, agli adempimenti tributari e all’imposta di soggiorno.Quest’ultimo aspetto non è secondario. Il regolamento comunale stabilisce infatti che il gestore della struttura ricettiva provveda alla  riscossione dell’imposta di soggiorno e ai successivi adempimenti nei confronti del Comune.

Un sistema integrato di dati potrebbe quindi consentire, secondo l’impostazione dell’associazione, di passare da una logica prevalentemente reattiva a una forma di monitoraggio più strutturata. “Non bastano i controlli” – ribadisce Ingenito –  “Occorrono conoscenza del fenomeno, regole aggiornate, formazione, trasparenza dei dati e collaborazione tra Comune, operatori e cittadini”.

È una linea che prova a spostare il dibattito dall’alternativa, spesso troppo semplificata, tra “turismo” e “abusivismo”. La questione, nella prospettiva di ABBAC, è piuttosto quella di stabilire regole chiare e farle rispettare, distinguendo chi opera correttamente da chi eventualmente sceglie di sottrarsi agli obblighi. Per una destinazione internazionale come Sorrento, la posta in gioco è anche la qualità complessiva dell’offerta turistica. La legalità diventa così parte della reputazione della destinazione, insieme alla sicurezza, alla qualità dell’accoglienza e alla vivibilità del territorio.

L’iniziativa non si fermerà a Sorrento. ABBAC intende proporre lo stesso percorso agli altri Comuni della Penisola Sorrentina, con l’obiettivo di creare una rete territoriale condivisa.La sfida, dunque, è costruire un sistema nel quale cittadini, amministratori condominiali, operatori,  e organi di controllo possano dialogare, senza sovrapporre ruoli e competenze. Una segnalazione può essere il punto di partenza, ma la verifica resta nelle mani delle istituzioni.

Proprio questo potrebbe rappresentare il passaggio più significativo della nuova strategia: non una “guerra” indiscriminata alle strutture extralberghiere, ma un tentativo di rendere più trasparente un settore ormai centrale nell’economia turistica sorrentina, tutelando contemporaneamente chi lavora secondo le regole, chi abita nei condomini e chi sceglie Sorrento per le proprie vacanze. – 20 agosto 2026

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