Sorrento e la relazione della Commissione d’accesso, la città chiede di conoscere la verità

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Il Consiglio comunale approva all’unanimità la richiesta di acquisire la relazione. Un documento che avrebbe proposto lo scioglimento del Comune e che oggi resta al centro di interrogativi sulla sua possibile divulgazione

Sorrento – C’è un documento che continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale a Sorrento, la relazione della Commissione d’accesso prefettizia, chiamata a verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa.

Secondo quanto riportato da diverse fonti giornalistiche, la relazione, composta da circa 177 pagine, avrebbe concluso proponendo lo scioglimento del Comune. Una proposta che, tuttavia, non è stata accolta. Il ministro dell’Interno ha infatti deciso di non procedere allo scioglimento dell’ente. Ora la questione pero torna al centro della politica cittadina.

Il Consiglio comunale, ieri pomeriggio,ha approvato all’unanimità una mozione per chiedere ufficialmente l’acquisizione della relazione.  Il problema è che il documento, secondo quanto viene riferito, conterrebbe dati e informazioni soggetti a particolari forme di riservatezza. Da qui i dubbi sulla possibilità di ottenerne una copia integrale e di renderla pubblica, eventualmente anche attraverso l’utilizzo di omissis.

La richiesta di conoscere il contenuto della relazione assume un rilievo particolare. Se il documento ha effettivamente prospettato lo scioglimento del Comune, la sua conoscenza permetterebbe alla cittadinanza di comprendere quali elementi siano stati valutati dalla Commissione e perché, successivamente, il Governo abbia assunto una decisione diversa.

“Il Sistema Sorrento”: un nome che pesa

Il titolo attribuito a uno dei capitoli della relazione, secondo quanto riferito da Vincenzo Iurillo,nota firma de “Il Fatto Quotidiano”, è particolarmente significativo: “Il Sistema Sorrento”. Il giornalista, che da tempo segue le vicende giudiziarie e amministrative della città, ha descritto la relazione come il documento nel quale sarebbe contenuta la ricostruzione di una rete di rapporti, pressioni e condizionamenti. Sono parole che hanno avuto una forte eco nel dibattito pubblico, ma che proprio per questo rendono ancora più importante poter distinguere ciò che è stato accertato, ciò che è stato contestato, ciò che è stato valutato dalla Commissione e ciò che, invece, appartiene alle interpretazioni giornalistiche e politiche. Solo la lettura integrale del documento consentirebbe di farlo.

Non bisogna dimenricare che Sorrento ha attraversato una stagione amministrativa e giudiziaria senza precedenti. L’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, l’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”, il commissariamento e successivamente l’arrivo della Commissione d’accesso hanno segnato profondamente il dibattito pubblico cittadino. La stessa istituzione della Commissione è stata una circostanza inedita nella storia amministrativa della città. Oggi, però, la città si trova davanti a un’altra partita, quella della conoscenza.

Il voto unanime del Consiglio comunale rappresenta, in questo senso, un passaggio politico importante e inequivocabile: la città vuole sapere.

Ora spetterà alle istituzioni competenti stabilire se la relazione possa essere acquisita e, soprattutto, in quale forma possa essere resa conoscibile. Qualora esistano effettivi impedimenti giuridici alla sua divulgazione, sarà necessario spiegarli con la stessa chiarezza con cui viene invocata la trasparenza. In quanto, in una vicenda già segnata da inchieste, sospetti e contrapposizioni, il silenzio rischierebbe soltanto di alimentare nuovi interrogativi.

Trasparenza, però, non significa necessariamente rendere pubblico tutto e senza limiti. Significa, piuttosto, chiarire cosa può essere conosciuto, cosa deve eventualmente rimanere riservato e, soprattutto, per quali ragioni. Tale rappresenta la vera sfida per Sorrento, non soltanto sapere se quelle 177 pagine potranno essere lette, ma capire se la città potrà finalmente conoscere, senza filtri e senza interpretazioni di parte, quali elementi abbiano portato la Commissione d’accesso a formulare una proposta di scioglimento e per quali ragioni, successivamente, tale scioglimento non sia stato disposto.

La richiesta del Consiglio comunale è stata unanime. Adesso la parola passa alle istituzioni. Probabilamnte, mai come in questo momento, conoscere le ragioni dei fatti è il primo passo per restituire serenità e fiducia alla comunità. – 14 agosto 2026 

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