Operazione, la notte scorsa, della Guardia Costiera a Marina del Cantone. Sigilli alle attrezzature di due strutture, tra cui lo storico ristorante “Maria Grazia”, già al centro di un’inchiesta e destinatario a luglio di una misura interdittiva. Un terzo stabilimento è risultato in regola. Poche ore prima, sulla stessa spiaggia, il sopralluogo del deputato Francesco Emilio Borrelli
Massa Lubrense – Blitz notturno della Guardia Costiera sulla spiaggia di Marina del Cantone. Nella tarda serata di ieri, gli uomini della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, nell’ambito dei controlli sul demanio marittimo e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sono intervenuti sull’arenile di Nerano per verificare la regolarità delle strutture e degli arredi collocati sulla spiaggia.
Al termine dei controlli sono scattati sequestri nei confronti di due attività. Nel mirino sono finiti tavoli e altre attrezzature che, secondo quanto contestato dagli accertamenti, risultavano collocati in aree demaniali senza le necessarie autorizzazioni. Un terzo stabilimento sottoposto a verifica, invece, è risultato in regola.

La vicenda precedente aveva avuto origine dal sequestro, eseguito il 17 dicembre 2025, di una parte di una pedana su palafitte sulla quale erano presenti alcuni tavoli. Secondo gli investigatori, la struttura, ricadente sul demanio marittimo, avrebbe dovuto essere rimossa al termine della stagione balneare. Gli accertamenti avevano invece evidenziato la permanenza dell’opera e il suo ancoraggio stabile al suolo, anche attraverso elementi in cemento. Erano inoltre emerse criticità sotto il profilo edilizio, paesaggistico e della sicurezza strutturale. Il caso si era ulteriormente aggravato dopo che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la pedana sottoposta a sequestro era stata riverniciata. Il 21 giugno, a seguito di una segnalazione, un successivo controllo della Capitaneria aveva inoltre accertato la presenza di tavoli e clienti nell’area sottoposta ai sigilli. È importante ricordare che il procedimento è tuttora nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni dovranno trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie.
Provvedimento analogo, secondo gli esiti del controllo notturno, ha interessato anche il lounge bar “Musdea”, dove sarebbero stati individuati arredi collocati sul suolo pubblico in assenza delle necessarie autorizzazioni. Diverso, invece, l’esito del controllo effettuato sulla terza struttura interessata dall’operazione. Per “L’Africano”, infatti, gli accertamenti non avrebbero evidenziato irregolarità e l’attività sarebbe risultata in possesso delle autorizzazioni richieste. – Un elemento che rende ancora più significativo il controllo: nello stesso tratto di arenile, a pochi metri di distanza, convivono infatti situazioni amministrative differenti, a conferma della necessità di verifiche puntuali sulle modalità con cui vengono occupati gli spazi del demanio marittimo.
Il sopralluogo di Borrelli poche ore prima del blitz
L’operazione della Guardia Costiera arriva inoltre a poche ore dal sopralluogo effettuato sulla stessa spiaggia dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, impegnato da settimane in una serie di verifiche e segnalazioni sulle condizioni degli arenili della Penisola Sorrentina. – Il parlamentare ha acceso più volte i riflettori sulla questione dell’occupazione degli spazi demaniali, chiedendo controlli sulle strutture che, attraverso barriere, pedane, arredi e altre installazioni, rischiano di limitare l’accesso alle aree che dovrebbero rimanere liberamente fruibili. Il tema non riguarda soltanto Marina del Cantone. Nei giorni scorsi Borrelli aveva effettuato un sopralluogo anche sulla spiaggia di Pozzano, a Castellammare di Stabia, denunciando la presenza di strutture che si estendevano verso il mare e chiedendo verifiche alla Capitaneria sulle autorizzazioni.
Il nuovo blitz riporta inevitabilmente al centro del dibattito il tema dei controlli sul demanio marittimo a Massa Lubrense. La domanda, a questo punto, è soprattutto amministrativa: come è stato possibile arrivare a un nuovo intervento della Guardia Costiera in un’area già interessata da sequestri, contestazioni e provvedimenti giudiziari?
La questione chiama in causa la necessità di un coordinamento costante tra gli organi di polizia giudiziaria, gli uffici comunali e le autorità competenti alla gestione e alla vigilanza del demanio. Non si tratta soltanto di stabilire se una singola struttura abbia o meno un’autorizzazione, ma di garantire che i limiti delle concessioni vengano rispettati e che gli spazi destinati alla libera fruizione e alle attività dei pescatori non vengano progressivamente occupati da tavoli, pedane e attrezzature. – Il dato emerso dal controllo della notte scorsa appare, in questo senso, significativo, su tre strutture sottoposte a verifica, due sono finite nel mirino degli accertamenti mentre una è risultata regolare.
Marina del Cantone, una delle località più conosciute e frequentate della Penisola Sorrentina, si trova ora davanti a una questione che va oltre i singoli sequestri: capire dove finisca il diritto di esercitare un’attività commerciale e dove inizi, invece, il diritto collettivo alla fruizione del demanio marittimo. –

















