Minori tra i 14 e i 18 anni, cambia la presunzione di imputabilità

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Il tema della settimana proposto dall’avvocato Luigi Alfano riguarda una delle novità più significative in materia di giustizia minorile, la capacità di intendere e di volere dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni potrebbe essere presunta, salvo prova contraria

Tra i provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026, particolare attenzione merita il disegno di legge che interviene sulle regole relative all’imputabilità dei minorenni. La soglia dei 14 anni resta invariata, sotto questa età non si è penalmente imputabili. Per chi, invece, ha compiuto 14 anni ma non ancora 18, la proposta introduce una novità importante: la capacità di intendere e di volere verrebbe presunta, mentre oggi deve essere accertata caso per caso dal giudice. Si tratta soprattutto di un cambiamento nell’onere della prova. Con la nuova disciplina, la capacità del minore costituirebbe il punto di partenza, ma potrebbe essere esclusa se nel procedimento emergessero elementi tali da dimostrare che, al momento del fatto, il ragazzo non era capace di comprendere il significato delle proprie azioni o di autodeterminarsi.

Resta inoltre confermata la diminuzione di pena prevista per i minorenni imputabili. – La modifica riguarda anche il processo penale minorile. Il pubblico ministero e il giudice potranno acquisire elementi utili non soltanto per valutare la personalità e le condizioni familiari e sociali del minore, ma anche per formulare il giudizio sulla sua imputabilità.

Il Governo colloca la riforma nel più ampio percorso di contrasto alla criminalità minorile, avviato anche con il decreto Caivano. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la responsabilità dei giovani che commettono reati e rendere più efficace l’attività investigativa. – Di segno opposto le critiche delle opposizioni, che contestano soprattutto il nuovo meccanismo dell’onere della prova. Il timore è che una presunzione generale di capacità possa non tenere sufficientemente conto delle differenze di maturità psicologica tra ragazzi della stessa età. –  Il nodo centrale della discussione rimane come conciliare la necessità di garantire sicurezza e responsabilità con la particolare tutela che l’ordinamento riconosce ai minorenni, la cui personalità è ancora in formazione

È importante, tuttavia, ricordare che quello approvato dal Consiglio dei ministri è un disegno di legge e non una legge già in vigore. Il testo dovrà infatti essere esaminato e approvato dal Parlamento e potrà essere modificato durante l’iter parlamentare. Il tema proposto dall’avvocato Luigi Alfano apre dunque una riflessione che va oltre il semplice dato tecnico: quando un adolescente commette un reato, quale deve essere il giusto equilibrio tra responsabilità, sicurezza, tutela e possibilità di recupero? Sarà il Parlamento, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, a decidere se e come cambieranno queste regole. – 08 agosto 2026

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