Alla Pignatella, anche dopo Borrelli e come in passato, si continua a celebrare la sconfitta dello Stato

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Guardia Costiera alla Pignatella dopo la denuncia di ieri dell’onorevole Borrelli. Nel mirino il parcheggio, le attività sulla scogliera e una gestione che da decenni resta al centro delle polemiche. L’ennesimo sopralluogo rischia però di riproporre il copione già visto, lo Stato interviene, ma senza una svolta concreta la sua presenza rischia di apparire ancora una volta impotente

SORRENTO – Il giorno dopo il blitz dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli, alla Pignatella sono arrivati gli uomini della Guardia Costiera. Un sopralluogo che avrebbe dovuto rappresentare il primo seguito concreto alle segnalazioni emerse ieri e che, inevitabilmente, riporta sotto i riflettori una vicenda che a Sorrento si trascina da decenni.

Ieri il parlamentare aveva raggiunto la scogliera, accompagnato dalla Polizia di Stato, puntando l’attenzione su una serie di situazioni che, secondo quanto da lui denunciato, meritano verifiche e accertamenti da parte delle autorità competenti. Al termine del sopralluogo aveva annunciato che sarebbe tornato sul posto. Questa mattina, è arrivata la Guardia Costiera. Gli uomini della Capitaneria hanno effettuato un sopralluogo nell’area per poi lasciare la zona. Ma, almeno nell’immediato, la situazione sembra essere rimasta sostanzialmente invariata con le attività presenti lungo la scogliera operative mentre restano sul tavolo gli interrogativi relativi alla sicurezza del sito, sulla gestione del parcheggio e, più in generale, sui titoli autorizzativi delle diverse attività che vengono svolte nell’area .

Dopo il clamore suscitato dall’intervento di ieri, in molti si sarebbero aspettati un’azione di controllo più articolata, capace di fare chiarezza su una situazione che non nasce certo oggi. Da tempo vengono sollevati interrogativi sulla gestione del parcheggio, sulle attività presenti lungo la scogliera e, più in generale, sull’utilizzo dell’area. – Domande alle quali non possono rispondere le impressioni, ma soltanto gli atti e le verifiche degli enti competenti: quali autorizzazioni esistono? Chi le ha rilasciate e a quali condizioni? Il parcheggio dispone dei titoli necessari? Le attività sulla scogliera sono autorizzate? E quali controlli sono stati effettuati negli anni, anche sulla sicurezza del costone? Se tutto è in regola, sarà sufficiente chiarirlo attraverso la documentazione. Se invece dovessero emergere irregolarità, spetterà alle autorità intervenire. È questa la normalità che i cittadini hanno il diritto di aspettarsi.

Le regole devono valere per tutti

La questione non riguarda il diritto di fare impresa. Chi investe e lavora deve poterlo fare, ma nel rispetto delle norme, delle autorizzazioni e della libera concorrenza. Il problema nasce quando, nel tempo, si accumulano interrogativi sulla legittimità delle attività e sulla gestione degli spazi. È proprio allora che devono intervenire le istituzioni: se è tutto regolare, lo si dimostri; se emergono violazioni, si intervenga.

La vera anomalia della Pignatella è che non siamo di fronte a una vicenda nata ieri. Da decenni la gestione dell’area e le attività presenti tornano periodicamente al centro dell’attenzione. Cambiano le amministrazioni e i protagonisti, ma le domande restano le stesse. Il sopralluogo della Guardia Costiera di questa mattina è certamente un passaggio importante, ma la questione vera sarà ciò che accadrà dopo. Un controllo ha un significato concreto soltanto se, quando vengono accertate eventuali violazioni, produce conseguenze altrettanto concrete. Altrimenti rischia di diventare l’ennesimo episodio di una storia già vista.

La Polizia Municipale e il problema dell’organico

Resta anche quanto accaduto ieri in occasione del sopralluogo dell’onorevole Borrelli. Secondo quanto riferito, non sarebbe stato possibile garantire la presenza della Polizia Municipale nell’area a causa dell’impiego del personale in altri servizi sul territorio. Una circostanza che apre una riflessione sulle risorse disponibili: l’organico è sufficiente a garantire un controllo adeguato del territorio, soprattutto in una città turistica come Sorrento? Una domanda che non riguarda il lavoro degli agenti, ma l’organizzazione complessiva dei servizi e le scelte dell’amministrazione.

Una vicenda che mette alla prova la presenza delle istituzioni

La Pignatella pone, infine, una questione più ampia, la capacità delle istituzioni di garantire nel tempo il rispetto delle regole sul territorio. Quando una vicenda si trascina per decenni tra segnalazioni, controlli e polemiche, non basta più chiedersi cosa accada oggi. Occorre capire perché non si sia ancora arrivati a una soluzione definitiva. La Pignatella non ha bisogno dell’ennesima passerella istituzionale, ma di atti, risposte e decisioni capaci di produrre effetti duraturi.

Il sopralluogo della Guardia Costiera dovrà essere valutato soprattutto per ciò che accadrà dopo. Se emergeranno irregolarità, bisognerà sapere quali provvedimenti saranno adottati e se verranno fatti rispettare. Se tutto risulterà regolare, sarà altrettanto importante dirlo con chiarezza. Dopo decenni di domande, l’obiettivo non dovrebbe essere aprire l’ennesima polemica, ma chiuderla una volta per tutte.

Il passato che pesa e una domanda che resta

La Pignatella, al di là delle responsabilità che dovranno essere eventualmente accertate, pone una questione che va oltre la vicenda di oggi, la capacità dello Stato di far rispettare nel tempo le proprie decisioni. La storia racconta di controlli, interventi e, in alcuni casi, anche sequestri. Ma se dopo ogni provvedimento, trascorso un certo periodo, tutto torna come prima, il problema non è più soltanto ciò che accade sulla scogliera. È capire perché l’azione delle istituzioni non riesca a produrre un risultato definitivo.

Ed è proprio qui che la Pignatella rischia di riproporre un copione già visto, lo Stato interviene, accerta, contesta e assume provvedimenti. Poi, con il passare del tempo, la situazione torna a essere quella precedente.  È soltanto una questione di controlli insufficienti? È un problema di coordinamento tra gli enti? Mancano uomini e risorse? Oppure esiste una difficoltà, da parte delle autorità competenti, nel dare continuità agli interventi fino a ottenere una soluzione definitiva? E poi c’è una domanda ancora più delicata, che sarebbe sbagliato eludere. Ovvero: chi continua a operare in una situazione da anni al centro di segnalazioni e controlli lo fa perché ritiene di poter contare sull’assenza di conseguenze concrete, oppure perché esiste una rete di tolleranze, inerzie e responsabilità che nessuno ha mai realmente affrontato?   Non è un’accusa verso qualcuno, ma una constatazione che impone una domanda: se le stesse dinamiche si ripetono per anni, chi finisce davvero per avere la meglio? Sembra palese che quando le decisioni delle istituzioni vengono sistematicamente vanificate dal ritorno delle condizioni precedenti, il rischio è che non venga più percepita la forza dello Stato, ma la sua impotenza.

Il sopralluogo della Guardia Costiera dovrà quindi essere valutato non soltanto per ciò che accerterà oggi, ma per quello che accadrà dopo. Se tutto tornerà come prima, la Pignatella non sarà soltanto la storia di una vicenda mai definitivamente risolta. Sarà anche l’ennesima dimostrazione di come, nel tempo, la sconfitta dello Stato possa diventare una consuetudine. – 08 agosto 2026

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