Segnalazioni, contestazioni e richieste di controlli. Il sopralluogo alla Pignatella riporta al centro del dibattito il rapporto tra demanio marittimo, attività private e diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare. Rosario Lotito: “Una situazione che dura da oltre quarant’anni. È arrivato il momento di fare chiarezza”
Sorrento – Un faro acceso su uno dei punti più delicati della costa sorrentina. È quello che si è acceso ieri alla Pignatella, dove l’onorevole Francesco Emilio Borrelli, insieme a rappresentanti dell’AVS Penisola Sorrentina e a Rosario Lotito, ha effettuato un sopralluogo dopo alcune segnalazioni riguardanti l’accesso alla scogliera e la fruizione dell’area. – Una vicenda che, al di là del singolo episodio, porta nuovamente alla ribalta una domanda tanto semplice quanto fondamentale: chi può davvero accedere al mare e in che modo vengono garantiti i diritti dei cittadini lungo la costa sorrentina? – Il sopralluogo sarebbe partito proprio dalle segnalazioni di cittadini che lamentano difficoltà nell’accesso e nella fruizione di un tratto di costa che, in quanto interessato da aree demaniali marittime, è sottoposto a precise regole e controlli.
Durante l’intervento, secondo quanto riferito dai partecipanti, sarebbero emersi diversi aspetti meritevoli di approfondimento. In un primo momento, stando alle ricostruzioni fornite da chi era presente, i soggetti che si presentavano come responsabili dell’attività avrebbero sostenuto di essere in possesso delle necessarie autorizzazioni. Successivamente, sempre secondo quanto riferito, di fronte alle contestazioni e alle verifiche sollevate durante il sopralluogo, sarebbero state fornite versioni differenti. Su tale questione ora dovranno essere le autorità competenti a fare chiarezza, verificando documentazione, autorizzazioni, titoli concessori e modalità di gestione dell’area.
Il momento di tensione con la Polizia – Durante il sopralluogo si sarebbe verificato anche un episodio particolarmente delicato. Secondo quanto riferito durante la diretta,, uno dei gestori presenti avrebbe avvicinato uno degli agenti della volante della Polizia intervenuta sul posto, chiedendogli, in sostanza, evitare di approfondire sulle presunte irregolarità. Una richiesta che, se confermata nella sua esatta dinamica e nei suoi contenuti, assumerebbe particolare rilievo proprio perché rivolta a un agente delle forze dell’ordine mentre era in corso un intervento finalizzato a verificare le condizioni dell’area e le eventuali criticità segnalate. L’episodio avrebbe provocato la reazione degli agenti presenti e, secondo la ricostruzione fornita da Lotito e dagli altri presenti, il soggetto sarebbe stato successivamente fermato. Sarà naturalmente compito degli organi competenti chiarire con precisione quanto accaduto, verificando le circostanze, le parole effettivamente pronunciate e gli eventuali provvedimenti adottati. – Ma al di là degli aspetti che dovranno essere accertati ufficialmente, l’episodio restituisce la tensione che ha accompagnato il sopralluogo alla Pignatella e rende ancora più importante fare piena luce sulla situazione.
Una situazione che dura da oltre quarant’anni – E’ soprattutto la prospettiva storica apreoccupare. Secondo quanto denunciato dal referente dell’AVS Penisola Sorrentina, quella della Pignatella sarebbe una situazione conosciuta da decenni, sulla quale nel corso degli anni non sarebbero mancati proteste, segnalazioni e interventi da parte di cittadini e associazioni. “Una situazione che dura da oltre quarant’anni”, sostiene Lotito, ponendo una domanda destinata inevitabilmente a chiamare in causa le istituzioni: se le criticità denunciate fossero confermate, come è stato possibile che una situazione del genere sia rimasta irrisolta per così tanto tempo? Una domanda che non implica automaticamente responsabilità individuali, ma che merita una risposta istituzionale chiara. Perché se le verifiche dovessero confermare irregolarità, sarebbe necessario capire non soltanto che cosa sia accaduto oggi, ma anche come sia stato possibile arrivare fino a oggi.
Il nodo della Polizia Municipale – A rendere ancora più delicata la vicenda c’è poi un altro elemento sollevato durante la diretta e successivamente rilanciato da Lotito: l’assenza, al momento del sopralluogo, di una pattuglia della Polizia Municipale di Sorrento. – Secondo quanto riferito, dal Comando sarebbe stato spiegato che la presenza di una pattuglia non era possibile a causa di un incidente verificatosi sulla Statale, che avrebbe impegnato le forze disponibili. – Lotito ha però sollevato perplessità sulla circostanza, chiedendosi se non fosse stato possibile individuare una pattuglia da destinare temporaneamente alla Pignatella, anche considerata la consistenza numerica del corpo di Polizia Municipale di Sorrento. Anche in questo caso, più che formulare conclusioni definitive, la questione merita una risposta precisa da parte delle istituzioni. Perché in una situazione nella quale vengono segnalate possibili criticità relative all’utilizzo di un’area costiera, la presenza coordinata degli organi preposti ai controlli è fondamentale. E proprio la mancanza di un intervento congiunto rischia di alimentare dubbi e sospetti che soltanto una ricostruzione ufficiale dei fatti può fugare.
Una battaglia per il rispetto delle regole – Il punto centrale della vicenda, dunque, non dovrebbe essere trasformato in una contrapposizione ideologica tra privato e pubblico.
Il problema è un altro: le regole vengono rispettate? Se un’attività dispone di tutte le autorizzazioni necessarie, opera nel rispetto della legge e garantisce quanto previsto dalle norme, non c’è alcuna ragione perché non possa continuare a svolgere la propria attività. Se, al contrario, emergessero irregolarità, spetterebbe alle autorità intervenire. È questo il senso della battaglia annunciata da Borrelli e dai rappresentanti dell’AVS, effettuare sopralluoghi, raccogliere le segnalazioni dei cittadini, portare le criticità all’attenzione degli enti competenti e chiedere che siano gli organi preposti a verificare la situazione. “Non siamo organi di polizia giudiziaria”, è stato ribadito, e dunque non spetta ai promotori delle segnalazioni sostituirsi alle autorità investigative o amministrative. Spetta però ai cittadini, alle associazioni e alla politica accendere i riflettori quando qualcosa non convince. Ed è esattamente ciò che è accaduto alla Pignatella.
Adesso la partita passa alle istituzioni. Serviranno verifiche sui titoli autorizzativi, sui rapporti con il demanio, sulle modalità di accesso alla costa e su ogni altro aspetto emerso durante il sopralluogo. Ma soprattutto servirà capire se ciò che è stato denunciato rappresenti un episodio circoscritto oppure il sintomo di un problema più ampio che riguarda altri tratti della costa sorrentina. La Pignatella potrebbe essere soltanto l’ultimo capitolo di una questione molto più grande.
Anche a Sorrento il mare non può diventare un privilegio – La questione, però, non riguarda soltanto la Pignatella. Il tema dell’accessibilità al mare è ormai una delle questioni più controverse della Penisola Sorrentina. Da una parte ci sono le attività economiche, le concessioni, gli stabilimenti e il diritto di chi investe e lavora sul territorio; dall’altra c’è il diritto dei cittadini alla fruizione degli spazi pubblici e alla possibilità di raggiungere il mare nel rispetto delle regole. È un equilibrio delicato, che diventa ancora più importante in un territorio nel quale ogni metro di costa assume un valore straordinario.
“Il mare resta un diritto di tutti” è il messaggio rilanciato da Rosario Lotito e dall’AVS Penisola Sorrentina al termine del sopralluogo. Una posizione che non vuole mettere in discussione, spiegano i promotori della denuncia, l’esistenza delle attività regolarmente autorizzate, ma chiede che le regole siano uguali per tutti e che nessuna attività privata possa trasformare, di fatto, l’accesso al mare in un privilegio per pochi. – La Penisola Sorrentina vive da anni una contraddizione evidente: è una delle destinazioni costiere più celebri e preziose d’Italia, ma proprio l’enorme valore economico e turistico del suo litorale rende ancora più importante garantire un equilibrio tra attività private e diritti collettivi. Il mare può essere fonte di lavoro, turismo e ricchezza. Ma non può diventare, per questo, un territorio senza regole. E soprattutto non può passare il principio secondo cui il cittadino comune debba sentirsi ospite a casa propria. La frase rilanciata al termine del sopralluogo alla Pignatella è destinata a diventare il simbolo di questa battaglia: Il mare non ha padroni;Il mare non si recinta; Il mare è di tutti.
Ora, però, non bastano gli slogan. Servono documenti, controlli, risposte e trasparenza. E soprattutto serve capire una volta per tutte chi ha ragione e chi no. Perché se da un lato le denunce dovranno essere dimostrate, dall’altro anche i cittadini hanno diritto a sapere se le loro segnalazioni sono fondate. La Pignatella, ieri, ha acceso un faro. Adesso tocca alle istituzioni decidere se lasciarlo acceso. – 08 agosto 2026

















