Targhe estere? La vera anomalia il caro Rc Auto che penalizza il Mezzogiorno

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

Le auto con targa estera non sono di per sé illegali e rappresentano un fenomeno marginale. Il vero nodo resta il costo delle Rc Auto nel Mezzogiorno, dove milioni di automobilisti continuano a pagare premi molto più elevati rispetto al resto d’Italia

Il dibattito sulle cosiddette “targhe polacche”, accompagnato da titoli che parlano di “truffa napoletana”, rischia di spostare l’attenzione dal vero problema, il costo delle assicurazioni Rc Auto che, da anni, grava sugli automobilisti del Mezzogiorno e, in particolare, della provincia di Napoli. – Associare il nome di un’intera città a una presunta truffa non solo alimenta stereotipi ormai radicati, ma finisce per semplificare una realtà molto più complessa, fatta di norme, costi e profonde disparità territoriali.

Sul piano giuridico il quadro è chiaro. Circolare con un veicolo immatricolato all’estero non costituisce, di per sé, un illecito. Il Codice della strada consente l’utilizzo di auto con targa straniera nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. Dal 2022, l’articolo 93-bis impone, nei casi previsti, la registrazione del veicolo al Registro dei Veicoli Esteri (ReVE): è l’eventuale mancato adempimento di questo obbligo a configurare un’irregolarità, non certo la targa straniera. – Anche i numeri contribuiscono a ridimensionare il fenomeno. A fronte di oltre 1,2 milioni di veicoli assicurati nella sola provincia di Napoli, le vetture con targa polacca rappresentano una quota contenuta. Generalizzare significa trasformare un fenomeno circoscritto in un marchio negativo per un’intera comunità.

La vera domanda, invece, è un’altra: perché migliaia di cittadini cercano soluzioni alternative? La risposta, secondo associazioni dei consumatori e numerosi osservatori del settore, è soprattutto economica. Da anni gli automobilisti napoletani e campani sostengono costi assicurativi sensibilmente superiori rispetto a quelli applicati in molte province del Centro-Nord, anche a parità di classe di merito e di comportamento alla guida. – È proprio questo il nodo della questione. Se oltre il 90% degli automobilisti della provincia di Napoli non provoca incidenti negli ultimi anni e il ricorso alla scatola nera è tra i più diffusi d’Italia, perché il fattore territoriale continua a incidere così pesantemente sul premio assicurativo?

Da tempo si chiede una revisione dei criteri tariffari affinché il prezzo della polizza sia determinato principalmente dal profilo di rischio del singolo assicurato e non dal luogo di residenza. Un principio già ampiamente adottato in molti sistemi assicurativi europei e che consentirebbe di premiare realmente la condotta individuale.

Le targhe straniere, dunque, non rappresentano la causa del problema, ma il sintomo di un disagio economico che interessa migliaia di famiglie. Concentrarsi esclusivamente su questo fenomeno significa ignorare la questione principale: un sistema assicurativo che continua a produrre profonde differenze territoriali e che molti cittadini considerano ormai non più sostenibile.

Prima di coniare etichette come “truffa napoletana”, sarebbe opportuno affrontare il tema che da anni pesa sulle tasche degli automobilisti del Sud: quello di premi Rc Auto che, secondo numerosi studi di settore, restano tra i più elevati d’Italia. È da qui che dovrebbe partire il dibattito pubblico, non da slogan che finiscono per alimentare pregiudizi anziché contribuire alla ricerca di soluzioni. – 07 agosto 2026

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x