Il mare è davvero di tutti? Da Vico Equense parte una battaglia politica e istituzionale che approda in Parlamento. Sotto accusa il modello delle “spiagge libere pre-attrezzate” e la tutela del diritto di accesso alla battigia
Vico Equense – Dalle spiagge della costiera sorrentina fino ai banchi della Camera dei Deputati. La gestione del demanio marittimo di Vico Equense diventa un caso politico nazionale dopo i sopralluoghi effettuati dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, accompagnato dal rappresentante locale di AVS Rosario Lotito, che nelle scorse settimane hanno raccolto segnalazioni e verificato direttamente la situazione lungo il litorale cittadino.
Da quelle verifiche è nata un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, depositata il 5 agosto e indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, con cui il parlamentare chiede accertamenti sulla gestione delle aree demaniali e sulla procedura di sub-affidamento delle spiagge comunali.
Il nodo delle “spiagge libere pre-attrezzate”
Al centro della vicenda c’è il Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree Demaniali (PAD) del Comune di Vico Equense, adottato dalla Giunta ma non ancora approvato dal Consiglio comunale. Una situazione che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, ha già determinato una diffida della Regione Campania e potrebbe portare all’esercizio dei poteri sostitutivi attraverso la nomina di un commissario ad acta. Nel frattempo, però, l’amministrazione comunale ha pubblicato il bando per il sub-affidamento biennale (2026-2027) delle aree demaniali, introducendo una formula che suscita forti perplessità: quella della “spiaggia libera pre-attrezzata”.
Secondo Borrelli e AVS, questa tipologia non è prevista dal Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PUAD) della Regione Campania e rischia di alterare la natura stessa delle spiagge libere.
Cosa prevede il PUAD regionale
La normativa regionale distingue chiaramente tra spiagge libere, spiagge libere attrezzate e stabilimenti balneari. Per le spiagge libere attrezzate è consentita la fornitura di servizi, ma con una condizione precisa: lettini, ombrelloni e altre attrezzature possono essere installati esclusivamente su richiesta dell’utente e non occupare preventivamente e stabilmente l’arenile.
Secondo AVS, invece, il sistema previsto dal bando comunale rischierebbe di determinare una occupazione anticipata degli spazi, trasformando di fatto una spiaggia pubblica in uno stabilimento balneare, pur mantenendo formalmente la denominazione di spiaggia libera.
Le osservazioni di Rosario Lotito
“Abbiamo portato all’attenzione del Governo una questione che riguarda un principio fondamentale: il mare è un bene comune e deve restare accessibile a tutti”, afferma Rosario Lotito, rappresentante locale di Alleanza Verdi e Sinistra. “Il PUAD della Regione Campania è molto chiaro: nelle spiagge libere attrezzate i servizi possono essere offerti soltanto su richiesta dell’utente. Non è consentita una preventiva occupazione commerciale dell’arenile. Per questo riteniamo necessario fare piena chiarezza sulla procedura adottata dal Comune.”
Lotito sottolinea inoltre come il ricorso al criterio del massimo rialzo economico nelle gare possa finire per privilegiare il profitto rispetto alla tutela dell’interesse pubblico e della libera fruizione del litorale.
L’interrogazione parlamentare
Nel documento presentato alla Camera, Borrelli ricorda che il demanio marittimo costituisce un patrimonio pubblico destinato alla collettività e che la sua gestione deve rispettare i principi di legalità, trasparenza, imparzialità e tutela dell’interesse generale. – L’interrogazione richiama inoltre gli orientamenti della giurisprudenza amministrativa e penale, secondo cui l’occupazione stabile del demanio mediante attrezzature balneari può assumere rilievo quando limita concretamente la disponibilità degli spazi pubblici.
Viene inoltre evidenziato come la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e la giurisprudenza nazionale abbiano più volte ribadito la necessità che l’affidamento delle concessioni demaniali avvenga nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e proporzionalità.
Con l’interrogazione parlamentare il deputato di AVS chiede ai Ministeri competenti: di verificare la correttezza della procedura di sub-affidamento delle aree demaniali; di accertare la conformità del bando alla normativa vigente; di promuovere eventuali iniziative ispettive; di garantire il rispetto della disciplina sul demanio marittimo e il diritto dei cittadini al libero e gratuito accesso alla battigia e al mare.
Per Alleanza Verdi e Sinistra la battaglia non riguarda soltanto Vico Equense, ma rappresenta un tema nazionale che interessa la tutela dei beni comuni.
“La difesa delle spiagge libere non si ferma”, conclude Lotito. “Il mare non può diventare un privilegio riservato a chi può permetterselo. Deve restare uno spazio pubblico, aperto e accessibile a tutti. È questo il principio che continueremo a difendere nelle istituzioni e sul territorio.” – Adesso la parola passa al Governo, chiamato a rispondere all’interrogazione parlamentare e a chiarire se la procedura adottata dal Comune di Vico Equense sia pienamente conforme alla normativa regionale e nazionale sul demanio marittimo. – 06 agosto 2026

















