Bandiera Blu in Penisola Sorrentina, un riconoscimento da meritare ogni giorno

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La Bandiera Blu è senza dubbio motivo di orgoglio per l’intera Penisola Sorrentina. Ma il suo valore, il suo orgoglio, non si conquistano con una cerimonia, si difendono 365 giorni l’anno, con acque pulite, regole rispettate, trasparenza amministrativa e il coraggio di affrontare le criticità senza nasconderle

Sorrento – Anche quest’anno la Penisola Sorrentina può fregiarsi della Bandiera Blu. Le consuete cerimonie istituzionali, le fotografie di rito, gli applausi, le dichiarazioni dei sindaci e la soddisfazione delle amministrazioni comunali hanno accompagnato l’assegnazione di uno dei riconoscimenti ambientali più prestigiosi a livello internazionale. Un vessillo che, nell’immaginario collettivo, rappresenta il simbolo di un mare pulito, di servizi efficienti e di una gestione virtuosa del territorio.

La Bandiera Blu non è un premio assegnato per acclamazione, né un semplice marchio turistico da esibire durante la stagione estiva. È una certificazione internazionale rilasciata dalla Foundation for Environmental Education (FEE), organizzazione non governativa nata nel 1981 e oggi presente in decine di Paesi, impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile e dell’educazione ambientale.

Istituito nel 1987, il programma Bandiera Blu premia ogni anno quei tratti di costa che dimostrano di possedere e mantenere nel tempo una serie di rigorosi requisiti ambientali, gestionali e di sicurezza. Ed è bene sottolineare un aspetto spesso ignorato, la Bandiera Blu non viene attribuita all’intero territorio comunale, ma esclusivamente alle spiagge e ai tratti di litorale candidati dall’amministrazione e ritenuti idonei dalla Commissione Tecnica Giudicante sulla base della documentazione prodotta e dei dati ufficiali disponibili. Per tale motivo il riconoscimento dovrebbe essere considerato non un punto di arrivo, ma un impegno costante.

I criteri FEE –  Molti ritengono che la Bandiera Blu venga assegnata semplicemente perché il mare è pulito. In realtà il regolamento FEE è molto più articolato e prende in considerazione numerosi aspetti della gestione del territorio. Tra i principali criteri figurano: qualità eccellente delle acque di balneazione certificata negli ultimi quattro anni; efficienza dei sistemi di depurazione e della rete fognaria; corretta gestione dei rifiuti e raccolta differenziata; educazione ambientale con almeno cinque iniziative annuali; informazione ai cittadini sulla qualità delle acque, sugli ecosistemi costieri e sui servizi presenti; presenza di mappe della spiaggia e del codice di comportamento; servizi igienici adeguati; accessibilità per le persone con disabilità; assistenza ai bagnanti, primo soccorso e piani di emergenza; tutela degli ecosistemi naturali; promozione della mobilità sostenibile e infine assolutamente da non sottovalutare, rispetto della normativa urbanistica, paesaggistica e ambientale. Sono parametri che descrivono un modello complessivo di qualità ambientale e amministrativa, ben più ampio della sola balneabilità.

Inoltre , la Bandiera Blu ha validità annuale e può essere ritirata in qualsiasi momento se vengono meno i requisiti richiesti; le spiagge devono rispettare tutti i criteri imperativi e il maggior numero possibile dei criteri guida.

Ed è proprio alla luce di questi criteri che sorgono alcune riflessioni. Chi vive quotidianamente la Penisola Sorrentina conosce problematiche che, purtroppo, continuano a ripresentarsi nel tempo. I rivoli e i valloni che, dopo le piogge, convogliano verso il mare acque di dilavamento e scarichi; gli episodi legati ai troppo pieni della rete fognaria; le criticità del sistema depurativo comprensoriale; le conseguenze ambientali provenienti dall’area del Sarno, che continua a rappresentare una delle maggiori emergenze ambientali del Mezzogiorno. Naturalmente ciò non significa che le spiagge premiate non rispettino i parametri richiesti dalla FEE. Sarebbe una conclusione arbitraria. Significa però che la Bandiera Blu dovrebbe rappresentare uno stimolo permanente ad affrontare definitivamente quelle criticità che ancora oggi incidono sulla qualità complessiva del territorio.

L’ informazione ambientale – Il regolamento FEE prevede che sulle spiagge Bandiera Blu siano facilmente consultabili informazioni sulla qualità delle acque di balneazione, sugli ecosistemi costieri, sulle aree naturali, sui servizi presenti, sulle norme di comportamento e sulle attività di educazione ambientale promosse durante l’anno. È quindi lecito chiedersi se tutto ciò sia realmente presente e facilmente accessibile sulle spiagge della Penisola Sorrentina insignite del prestigioso vessillo.Quanti cittadini conoscono queste prescrizioni? Quanti turisti riescono realmente a percepire che dietro quel simbolo esiste un articolato sistema di regole?

Il rispetto del demanio marittimo: un aspetto spesso trascurato – Tra gli aspetti meno conosciuti del regolamento FEE vi è un principio fondamentale, le spiagge candidate devono trovarsi in condizioni di piena conformità con la normativa urbanistica, paesaggistica, ambientale e demaniale vigente. Può sembrare un dettaglio, ma non lo è affatto. – La FEE non entra nel merito delle autorizzazioni edilizie né svolge funzioni di polizia amministrativa. Tuttavia presuppone che le aree interessate rispettino la legislazione nazionale e locale in materia di tutela del paesaggio e di utilizzo del demanio marittimo. Da qui nasce una riflessione che interessa l’intera costa sorrentina.

Negli ultimi decenni gli arenili hanno visto una progressiva presenza di manufatti, servizi e strutture destinate alle attività balneari. La normativa italiana, soprattutto quella demaniale e paesaggistica, tende però a privilegiare opere precarie e amovibili, capaci di garantire la reversibilità dell’occupazione del suolo pubblico e la tutela dell’ambiente costiero. È quindi legittimo domandarsi se tutte le strutture oggi presenti sugli arenili demaniali siano effettivamente conformi ai titoli autorizzativi rilasciati e rispettino i principi di temporaneità e reversibilità che ispirano la disciplina del demanio marittimo. Non si tratta di mettere in discussione il lavoro degli operatori balneari né di formulare accuse verso le amministrazioni comunali. Al contrario. Proprio perché la Bandiera Blu rappresenta una certificazione di eccellenza, ogni elemento che riguarda la tutela del paesaggio, la corretta gestione del demanio e la piena osservanza della normativa dovrebbe costituire parte integrante della qualità complessiva del territorio.

Il caso Sorrento – Per quanto riguarda Sorrento, sarebbe ingeneroso attribuire responsabilità all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Corrado Fattorusso. L’attuale esecutivo si è insediato da poco, ereditando una situazione amministrativa consolidata e sostanzialmente immutata anche durante il periodo commissariale. – L’auspicio è che proprio questo nuovo corso possa rappresentare un’occasione per rafforzare ulteriormente i controlli, la trasparenza amministrativa e la piena applicazione di tutti i requisiti previsti dal protocollo FEE, affinché il prestigioso riconoscimento continui a essere meritato non soltanto sulla carta, ma nella concreta gestione quotidiana del territorio. Un vessillo da meritare ogni giorno –

La Bandiera Blu è senza dubbio motivo di orgoglio per l’intera Penisola Sorrentina. Ma il suo valore non si misura durante la cerimonia della consegna, né nelle fotografie pubblicate sui social istituzionali. Si misura nei dodici mesi dell’anno. Nella qualità delle acque, nell’efficienza della depurazione, nella tutela del paesaggio, nel rispetto delle regole che disciplinano il demanio marittimo, nella trasparenza amministrativa, nell’informazione ai cittadini e nella capacità delle istituzioni di affrontare con determinazione le criticità ancora esistenti. Solo così quel vessillo azzurro continuerà a rappresentare ciò che la FEE ha immaginato fin dalla sua istituzione: non un semplice simbolo da esibire, ma la certificazione di un territorio che ha fatto della sostenibilità ambientale, della legalità e della tutela del mare una scelta concreta e quotidiana. In definitiva, la Bandiera Blu non certifica soltanto il mare,bensì  il modo in cui un territorio gestisce il proprio mare. 03 agosto 2026

 

 

 

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