Il sisma, avvertito distintamente anche nei quartieri occidentali del capoluogo partenopeo e in numerosi comuni della provincia, è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con una magnitudo di 4.7 e un ipocentro molto superficiale, a circa tre chilometri di profondità
Pozzuoli – È tornata la paura nei Campi Flegrei. Alle 19.46 di ieri sera una violenta scossa di terremoto ha scosso l‘area flegrea e gran parte della città di Napoli, spingendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni e a riversarsi in strada.
Il sisma, avvertito distintamente anche nei quartieri occidentali del capoluogo partenopeo e in numerosi comuni della provincia, è stato registrato dall‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con una magnitudo di 4.7 e un ipocentro molto superficiale, a circa tre chilometri di profondità. Si tratta dell’evento sismico più intenso registrato da quando il fenomeno del bradisismo ha ripreso vigore nell’area flegrea e supera anche la scossa di magnitudo 4.6 del giugno 2025.
Le conseguenze più significative si sono registrate a Pozzuoli, dove il terremoto ha provocato il distacco di porzioni di muratura e di pietre di tufo da alcuni edifici, in particolare in via Pergolesi. I detriti hanno colpito diverse automobili in sosta, mentre in varie zone della città sono stati segnalati crolli di cornicioni, distacchi di intonaco e lesioni alle facciate di alcuni fabbricati. Fortunatamente non risultano vittime. – Il bilancio provvisorio parla di alcuni feriti lievi, tutti trasportati in ospedale con codici di bassa gravità. Le loro condizioni non destano preoccupazione. I Vigili del Fuoco e i tecnici comunali hanno immediatamente avviato verifiche sulla stabilità degli edifici, mentre migliaia di residenti hanno scelto di trascorrere la notte all’aperto, ancora scossi dalla violenza del terremoto.
La macchina dei soccorsi si è attivata pochi minuti dopo l’evento. Il prefetto di Napoli ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi, coinvolgendo i sindaci dei comuni interessati, mentre il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ha riunito l’Unità di crisi per monitorare costantemente l’evolversi della situazione. Anche il Governo ha seguito gli sviluppi dell’emergenza, ribadendo il massimo impegno nel coordinamento delle operazioni di assistenza alla popolazione. In via precauzionale è stata inoltre sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, comprese alcune linee dell’Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sulle infrastrutture. Lo stop ha interessato anche treni regionali e metropolitani, con la ripresa del servizio subordinata all’esito positivo dei controlli di sicurezza.
Il terremoto è legato al fenomeno del bradisismo, il lento sollevamento e abbassamento del suolo causato dalla pressione dei fluidi presenti nel sottosuolo della grande caldera vulcanica dei Campi Flegrei. Quando tale pressione aumenta, le rocce si deformano fino a rompersi, generando terremoti che, pur non indicando necessariamente un’imminente eruzione, possono risultare molto intensi e particolarmente avvertiti dalla popolazione proprio a causa della loro ridotta profondità.
Negli ultimi anni l’area è interessata da un progressivo incremento della sismicità e del sollevamento del terreno, un fenomeno costantemente monitorato dall’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e dalla Protezione Civile. Gli esperti ribadiscono che, allo stato attuale, non esistono evidenze di un’eruzione imminente, ma il sistema vulcanico resta sotto osservazione continua.
La forte scossa di venerdì rappresenta tuttavia un nuovo campanello d’allarme per un territorio fragile e densamente popolato, dove la convivenza con il rischio sismico e vulcanico impone un costante lavoro di monitoraggio, prevenzione e informazione. Per migliaia di cittadini dei Campi Flegrei è stata un’altra notte trascorsa con lo sguardo rivolto ai sismografi, nella speranza che lo sciame sismico possa presto attenuarsi. – 01 agosto 2026

















