Dopo i blitz del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, il M5S presenta un’interrogazione ai ministri competenti. Riflettori su accessi chiusi, concessioni e controlli. E l’azione annunciata da Borrelli in costiera sembra tutt’altro che conclusa
Penisola sorrentina – La vicenda delle spiagge del territotio sorrentino, compie un nuovo salto di livello e approda in Parlamento. Dopo le ispezioni e le denunce del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che nelle ultime settimane hanno riacceso il dibattito sul libero accesso al mare, è stata presentata alla Camera un’interrogazione parlamentare dall’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, sottoscritta anche dai deputati del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro e Gaetano Amato.
Al centro dell’iniziativa ci sono le spiagge del Pezzolo e delle Calcare, a Marina d’Aequa, nel comune di Vico Equense, ma l’attenzione si estende all’intero litorale della Penisola Sorrentina. Nell’interrogazione si richiama il principio della libera fruizione del demanio marittimo e si chiedono chiarimenti ai ministri delle Infrastrutture, dell’Interno e del Turismo sulle limitazioni all’accesso agli arenili, sulle concessioni demaniali e sull’efficacia dei controlli svolti negli ultimi anni.
Il documento parlamentare ripercorre una vicenda che si trascina dal 2011, quando, attraverso ordinanze comunali motivate da esigenze di sicurezza, furono installati cancelli e barriere agli accessi delle spiagge. Una situazione che, secondo i firmatari, avrebbe alimentato negli anni proteste di cittadini, comitati e associazioni ambientaliste, preoccupati per quella che definiscono una progressiva compressione del diritto al libero accesso al mare.
L’interrogazione evidenzia inoltre presunte criticità diffuse lungo la costa sorrentina: occupazioni abusive degli arenili, ostacoli all’accessibilità per le persone con disabilità, mancato rispetto delle distanze tra stabilimenti balneari e presenza di recinzioni e manufatti ritenuti incompatibili con il demanio marittimo. Particolarmente severo il passaggio in cui si sottolinea come le attività di vigilanza degli enti competenti – dalla Capitaneria di Porto alle amministrazioni locali – sarebbero risultate, nel tempo, discontinue e non sempre efficaci.
Proprio questo rappresenta uno degli aspetti più delicati della vicenda. L’azione politica e mediatica condotta da Francesco Emilio Borrelli, attraverso sopralluoghi, denunce pubbliche e richieste di intervento, sembra aver contribuito ad accendere i riflettori su una situazione che, secondo i promotori dell’interrogazione, non avrebbe ricevuto finora risposte adeguate da parte delle autorità preposte ai controlli. Un’iniziativa che sta producendo effetti concreti, portando il caso all’attenzione del Governo e aprendo un confronto istituzionale destinato a far discutere.
Nell’interrogazione si chiede, tra l’altro, di conoscere gli esiti delle verifiche effettuate negli ultimi tre anni, gli eventuali provvedimenti adottati nei confronti dei responsabili di violazioni, le ragioni della mancata risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini e le iniziative che il Governo intende assumere per garantire la piena fruizione pubblica delle spiagge della Penisola Sorrentina. Tra le richieste figura anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento per censire e rimuovere eventuali opere che impediscano il libero accesso al mare.
Ma la vicenda è tutt’altro che chiusa. Secondo indiscrezioni, l’attività del deputato Borrelli in Penisola Sorrentina proseguirà anche nei prossimi giorni con nuovi sopralluoghi e ulteriori iniziative che potrebbero riservare sviluppi di forte impatto. Un segnale che lascia intendere come il dossier sulle spiagge e sul rispetto della legalità lungo la costa sorrentina sia destinato a rimanere al centro dell’attenzione politica e istituzionale ancora a lungo. – 31 luglio 2026

















