Sorrento, un’idea balzana quella del mercato in piazza Lauro?

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La possibile destinazione del mercato in piazza Lauro accende il dibattito cittadino. Mentre crescono le perplessità di residenti, commercianti e operatori del turismo, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Corrado Fattorusso è chiamata a risolvere una vicenda complessa, ereditata dal passato, nel difficile tentativo di conciliare le legittime esigenze dei mercatali con quelle dell’intera comunità.

Sorrento – Tra le ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale per restituire una sede al mercato settimanale di Sorrento, nelle ultime ore prende sempre più corpo quella che vorrebbe piazza Lauro quale nuova destinazione delle bancarelle. Una soluzione che, sebbene non sia stata ancora ufficializzata, sta già facendo discutere e dividendo profondamente l’opinione pubblica.

La vicenda è nota. Tutto nasce dalla chiusura dell’area del parcheggio Terminal di via San Renato, sede storica del mercato, dove, alla scadenza delle concessioni, sarebbero emerse alcune difformità urbanistiche che ne hanno impedito il prosieguo dell’utilizzo.

Una situazione complessa, che la nuova amministrazione guidata dal sindaco Corrado Fattorusso non ha certamente creato, ma che si è ritrovata a dover affrontare fin dal suo insediamento. E va riconosciuto che, sin dal primo momento, il primo cittadino ha scelto la strada del confronto, convocando i rappresentanti dei mercatali a Palazzo Municipale con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa, nel rispetto delle esigenze degli operatori ma anche della città. – Un atteggiamento improntato al dialogo che, però, ha trovato una risposta tutt’altro che distensiva.

All’indomani dell’incontro, infatti, è arrivata la clamorosa protesta dei mercatali, culminata con il blocco della circolazione lungo le principali arterie della penisola sorrentina. Una manifestazione che ha paralizzato il territorio nel pieno della stagione turistica, causando enormi disagi ai residenti, ai lavoratori, ai visitatori e alle attività economiche. – Una protesta che molti hanno percepito come una forma di pressione nei confronti dell’amministrazione, se non addirittura come una vera e propria imposizione. – Il diritto a manifestare è sacrosanto. Ma altrettanto legittimo è chiedersi se bloccare un’intera penisola, mettendo in difficoltà migliaia di persone e arrecando danni all’economia locale, fosse davvero il modo migliore per favorire il dialogo.

Da qui nasce una riflessione che in molti stanno facendo.

Se, dopo aver vagliato tutte le possibili alternative, dovesse davvero emergere che non esiste un’area idonea ad ospitare il mercato nelle condizioni richieste, è davvero obbligatorio trovarne una ad ogni costo? La domanda, per quanto possa apparire provocatoria, circola sempre più spesso tra cittadini e operatori economici. Se la soluzione dovesse essere piazza Lauro, allora il prezzo da pagare rischierebbe di essere molto elevato.

Piazza Lauro non è uno spazio periferico né un’area inutilizzata. È il principale biglietto da visita della città, il luogo di accesso per migliaia di turisti, il punto di riferimento per autobus, taxi, parcheggi, residenti, lavoratori e decine di attività commerciali. Trasformarla, sia pure per due mezze giornate alla settimana, in un mercato rionale significa inevitabilmente incidere sulla viabilità, sulla sosta, sulla vivibilità dell’area e sull’operatività di negozi, bar, ristoranti e strutture ricettive che ogni giorno lavorano proprio in quella zona.

L’ipotesi allo studio prevederebbe una rotazione degli operatori, quaranta bancarelle il martedì e quaranta il mercoledì, con alternanza settimanale, utilizzando lo spazio soprastante il parcheggio di piazza Lauro. Contestualmente si starebbe valutando di trasferire gli autobus turistici in via Rota per limitare gli inevitabili disagi alla circolazione. Una proposta che, però, convince ben poco una parte consistente della cittadinanza.

C’è chi parla apertamente di “follia”, chi teme caos, sporcizia e problemi di ordine pubblico, chi sottolinea come le attività commerciali presenti nell’area non ricaverebbero alcun beneficio dalla presenza del mercato, subendone invece soltanto le conseguenze. – Altri evidenziano un aspetto ancora più delicato, i posti auto destinati ai residenti, ai lavoratori e alle attività verrebbero inevitabilmente sacrificati, aggravando una situazione già oggi particolarmente critica.

Non va dimenticato, inoltre, che la penisola sorrentina dispone già di altri appuntamenti mercatali, come quelli del lunedì a Piano di Sorrento e il venerdì a Massa Lubrense. Il problema, dunque, riguarda esclusivamente la ricollocazione del mercato di Sorrento, ma la sua soluzione non può trasformarsi in un fattore di penalizzazione per il cuore della città. Nel frattempo è stata definitivamente accantonata l’ipotesi di Campo Italia, osteggiata dagli operatori turistici e dagli albergatori per le ripercussioni che avrebbe avuto sulle strutture ricettive circostanti.

L’amministrazione si trova quindi davanti a una delle decisioni più difficili di questo inizio mandato. Da un lato il diritto dei mercatali a poter continuare a svolgere la propria attività; dall’altro quello dei cittadini, delle imprese e dell’intero comparto turistico a non vedere compromesso l’equilibrio di uno degli spazi più importanti di Sorrento. Senz’altro una partita delicata, nella quale il sindaco Fattorusso è chiamato a trovare un punto di equilibrio tra interessi diversi, cercando una soluzione che non favorisca una sola categoria a discapito dell’interesse collettivo.

Sorrento è da sempre una città aperta, accogliente e pronta al dialogo. Ma dialogare non può significare cedere a ogni richiesta, soprattutto quando il rischio è quello di compromettere la funzionalità del suo centro nevralgico. In fondo governare significa anche saper dire dei no quando le circostanze lo impongono.

Se davvero piazza Lauro dovesse diventare la nuova casa del mercato settimanale, sarà inevitabile chiedersi se questa rappresenti una scelta lungimirante oppure una soluzione dettata esclusivamente dall’urgenza del momento. Una decisione che potrebbe risolvere un problema nell’immediato, ma crearne molti altri nel lungo periodo. Ed è proprio questo che preoccupa una parte crescente della cittadinanza, la quale auspica che, prima di qualsiasi decisione definitiva, l’amministrazione valuti con estrema attenzione non soltanto i benefici per gli operatori del mercato, ma anche le conseguenze sulla città nel suo complesso. Il mercato settimanale rappresenta senz’altro  è un servizio importante, ma l’interesse generale di Sorrento deve restare il criterio guida di ogni scelta amministrativa.

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