Dalle rivelazioni di Vincenzo Iurillo emerge il contenuto della relazione della commissione d’accesso, 180 pagine che descrivono un Comune ritenuto permeabile a interessi criminali. Ora il vero interrogativo è se quel sistema sia stato davvero smantellato o se le “tossine del Sistema Sorrento” continuino ancora a condizionare le istituzioni cittadine
Sorrento – Le conclusioni della Commissione d’accesso al Comune di Sorrento riportano al centro dell’attenzione una vicenda che continua a far discutere. Secondo quanto rivelato, qualche settimana fa, in esclusiva da Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano, il documento ispettivo descriverebbe un quadro di particolare gravità, caratterizzato da una persistente vulnerabilità dell’ente rispetto a interessi criminali e a condizionamenti esterni.
La relazione, redatta al termine dell’attività ispettiva successiva all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta corruzione negli appalti pubblici, ricostruisce un sistema amministrativo che, secondo i commissari, avrebbe mostrato nel tempo criticità profonde sul piano della tutela della legalità e dell’autonomia decisionale.
Tra gli aspetti evidenziati figurano i rapporti con soggetti gravati da precedenti penali, la mancata protezione di funzionari comunali sottoposti a campagne di delegittimazione e la permanenza di dinamiche ritenute incompatibili con il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.
La Commissione richiama inoltre alcune vicende simboliche della storia amministrativa cittadina, come quella legata al progetto “Boxlandia”, già oggetto negli anni di procedimenti giudiziari e di un ampio dibattito pubblico. Secondo quanto emerge dal documento, tali episodi contribuirebbero a delineare una continuità di criticità che andrebbe oltre le singole responsabilità personali. Non a caso, al termine dell’ispezione, Prefettura e Commissione avevano proposto lo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata. Una proposta che il Governo non ha poi accolto, optando invece per l’imposizione di prescrizioni e consentendo il regolare svolgimento delle elezioni amministrative.
L’esito delle urne ha consegnato la guida della città al nuovo sindaco Corrado Fattorusso, chiamato ora ad affrontare una fase particolarmente delicata. La nuova amministrazione dovrà infatti dimostrare, attraverso atti concreti, di poter rafforzare gli strumenti di trasparenza, legalità e controllo interno, ricostruendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
Resta però una domanda che accompagna inevitabilmente la pubblicazione della relazione: il cosiddetto “Sistema Sorrento” appartiene ormai al passato oppure continua a produrre effetti nel presente?
Le conclusioni della commissione fotografano una realtà riferita al periodo oggetto dell’ispezione; spetterà agli organi dello Stato, alla magistratura e alla nuova amministrazione verificare se quelle condizioni siano state definitivamente superate. Il vero banco di prova sarà la capacità delle istituzioni di dimostrare, nel tempo, che i meccanismi descritti non trovano più spazio nell’attività amministrativa.
Come osserva Vincenzo Iurillo nell’analisi pubblicata da Il Fatto Quotidiano, il dubbio resta aperto: le “tossine del Sistema Sorrento” potrebbero non essere state ancora completamente eliminate, continuando a rappresentare un elemento di condizionamento dell’ambiente istituzionale locale. Saranno i fatti, più che le dichiarazioni, a stabilire se quella stagione sia davvero conclusa o se la città sia ancora impegnata nel difficile percorso di liberarsi definitivamente della sua eredità.
Fonte: articolo di Vincenzo Iurillo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.
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