Bonus edilizi, sequestri per 21 milioni. Smantellato il sistema di riciclaggio legato al clan dei Casalesi

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L’inchiesta della Dda di Napoli ha portato al sequestro di beni per oltre 21 milioni di euro. Al centro delle indagini una presunta frode sui crediti fiscali e un sofisticato sistema di riciclaggio internazionale attraverso la cosiddetta “banca occulta” cinese

Napoli – Un presunto sistema criminale capace di trasformare crediti d’imposta inesistenti in denaro contante, sfruttando le agevolazioni fiscali sui bonus edilizi e una rete di riciclaggio internazionale. È quanto hanno ricostruito i militari dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di oltre 21 milioni di euro.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Napoli, riguarda sette persone ritenute appartenenti al clan dei Casalesi, fazione Schiavone. Complessivamente gli indagati sono 38. Le ipotesi di reato contestate sono associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, aggravati dall’agevolazione dell’attività di un’organizzazione camorristica.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe utilizzato intestatari compiacenti per creare fittizi crediti d’imposta legati ai bonus fiscali. Dopo essersi procurati le credenziali SPID degli intestatari, gli indagati avrebbero gestito direttamente i rispettivi cassetti fiscali, cedendo e monetizzando i crediti inesistenti attraverso una complessa rete di transazioni finanziarie. – Una parte delle somme sarebbe transitata anche su conti correnti riconducibili a cittadini cinesi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione mediante il sistema dell’underground banking, la cosiddetta “banca occulta”. Si tratta di un circuito finanziario informale che consente il trasferimento di denaro tra diversi Paesi al di fuori dei canali bancari ufficiali, rendendo particolarmente difficile la tracciabilità dei flussi e ostacolando l’attività investigativa. Per il recupero del denaro, l’organizzazione si sarebbe avvalsa anche di “corrieri” incaricati di ritirare e consegnare il contante, contribuendo a schermare ulteriormente l’origine illecita delle somme.

Le investigazioni hanno inoltre consentito di ricostruire il successivo impiego dei proventi della frode, utilizzati per l’acquisto di beni mobili e immobili, prevalentemente nelle aree di Trentola Ducenta e Castel Volturno, spesso intestati a prestanome. Tra i beni sequestrati figurano immobili, una barca di quasi dieci metri con due motori fuoribordo, due autovetture, una motocicletta e crediti d’imposta ancora presenti nei cassetti fiscali delle società coinvolte. – Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 21 milioni di euro. L’operazione rappresenta un nuovo fronte investigativo sul crescente interesse della criminalità organizzata verso le frodi fiscali e i bonus edilizi, considerati strumenti ad alto rendimento per generare ingenti profitti e riciclarli attraverso sofisticati circuiti finanziari internazionali. – 19 luglio 2026

Fonte, Ansa
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