Sorrento, demolita una villetta abusiva dopo quasi vent’anni. Eseguito l’ordine del Tribunale di Torre Annunziata

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

Abbattuto un immobile realizzato senza titolo edilizio. Respinti negli anni ricorsi, richieste di sanatoria e tentativi di sospensione. La Procura: “Il contrasto all’abusivismo edilizio resta una priorità”

Sorrento – Dopo quasi vent’anni dalla sentenza definitiva, le ruspe sono entrate in azione nella mattinata di ieri è stata demolita una villetta abusiva adibita ad abitazione, in esecuzione di un ordine del Tribunale di Torre Annunziata. Un intervento che chiude una lunga vicenda giudiziaria e amministrativa iniziata nel 2007 e che si inserisce nell’attività di contrasto all’abusivismo edilizio portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ha indicato l’esecuzione delle sentenze definitive e il ripristino della legalità sul territorio tra gli obiettivi prioritari della propria azione.

L’immobile  era stato realizzato in assenza di titolo edilizio. La sentenza di condanna, divenuta irrevocabile nel dicembre 2007, aveva disposto la demolizione del manufatto e il ripristino dello stato dei luoghi. L’abitazione interessata dall’intervento era composta da un fabbricato principale di circa 105 metri quadrati, realizzato in muratura con copertura in legno, oltre ad alcune opere accessorie e sistemazioni esterne. Complessivamente il volume dell’immobile raggiungeva circa 400 metri cubi.

L’area sulla quale insisteva la costruzione è classificata dagli strumenti urbanistici come zona agricolo-ambientale ed è sottoposta a diversi livelli di tutela: vincolo paesaggistico previsto dal decreto legislativo 42/2004, vincolo sismico e prescrizioni del Piano territoriale paesistico. Proprio la presenza di tali vincoli ha impedito la regolarizzazione dell’opera. Le richieste avanzate dai proprietari per ottenere una sanatoria o un accertamento di conformità sono state respinte dagli uffici competenti. Anche il successivo ricorso presentato davanti al TAR Campania non ha avuto esito favorevole: i giudici amministrativi hanno confermato la legittimità del diniego espresso dal Comune di Sorrento.

Nel corso degli anni l’immobile era stato oggetto di diversi provvedimenti amministrativi e giudiziari. Gli ordini di demolizione emessi dal Comune di Sorrento non erano stati eseguiti e la vicenda è proseguita attraverso una serie di richieste, ricorsi e tentativi di sospensione della procedura. Nel 2024 la Procura aveva autorizzato anche un intervento di autodemolizione, concedendo ai proprietari la possibilità di procedere autonomamente alla rimozione delle opere abusive. L’intervento, però, era stato realizzato soltanto parzialmente: erano stati eliminati una legnaia, un piccolo manufatto in muratura, una tettoia e alcune pavimentazioni esterne, mentre il corpo principale dell’abitazione era rimasto in piedi. Per questo motivo l’autorizzazione era stata successivamente revocata ed è stato necessario procedere con la demolizione coattiva. L’ultimo tentativo di bloccare l’esecuzione dell’ordine è stato respinto il 22 giugno 2026, quando il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Torre Annunziata ha rigettato la richiesta di revoca della demolizione e di ulteriore sospensione della procedura.

Le operazioni di abbattimento sono state coordinate dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sorrento, con il supporto della Compagnia Carabinieri, della Polizia Municipale di Sorrento e dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Napoli. L’attività si è svolta in condizioni di sicurezza e ha consentito l’esecuzione del provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria.

La posizione della Procura: “Ripristinare la legalità sul territorio” – La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata ha evidenziato come l’intervento rientri in una più ampia strategia di contrasto all’abusivismo edilizio. L’esecuzione delle sentenze definitive rappresenta, secondo la Procura, uno strumento indispensabile per garantire il rispetto delle decisioni giudiziarie e tutelare quei territori caratterizzati da particolare valore ambientale e paesaggistico. La demolizione di via Santa Lucia assume quindi un significato che va oltre il singolo manufatto, riafferma il principio secondo cui una costruzione abusiva, quando la vicenda giudiziaria è definitivamente conclusa, deve essere rimossa e l’area restituita alla sua destinazione originaria.

La demolizione eseguita a Sorrento non rappresenta soltanto l’abbattimento di un edificio abusivo, ma la conclusione di un percorso durato quasi vent’anni. Dal 2007, anno della sentenza definitiva, fino all’intervento delle ruspe, la vicenda ha attraversato tutte le fasi previste dall’ordinamento: provvedimenti amministrativi, richieste di regolarizzazione, ricorsi alla giustizia amministrativa e tentativi di sospendere l’esecuzione. Il caso assume particolare rilievo anche per il contesto nel quale si è sviluppato: un territorio, quello della Penisola Sorrentina, caratterizzato da un patrimonio paesaggistico di straordinario valore e da vincoli posti proprio per evitare trasformazioni irreversibili del paesaggio. L’esecuzione dell’ordine di demolizione dopo tanti anni rappresenta dunque un segnale sul tema della tutela del territorio. Le sentenze definitive, anche quando trascorre molto tempo dalla loro emissione, restano un punto fermo e devono trovare concreta applicazione. – 17 luglio 2026

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x