Tangentopoli a Sorrento, il giudice respinge il patteggiamento di Coppola e Guida. Dal 6 ottobre si apre il processo

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Il giudice ha ritenuto non congrua la pena di cinque anni. Tra i profili più delicati dell’inchiesta anche il presunto sistema corruttivo legato alle mense scolastiche e la qualità del cibo destinato ai bambini , una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica

Sorrento – Mentre nell’aula consiliare del Comune  si celebrava il primo Consiglio comunale dell’era del sindaco Fattorusso, da Torre Annunziata arrivava una notizia destinata a riaccendere il dibattito sulla più grave vicenda giudiziaria che abbia investito Palazzo Municipale negli ultimi decenni.

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata ha infatti rigettato la richiesta di patteggiamento presentata dall’ex sindaco Massimo Coppola e da Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il Sensitivo”. Una decisione maturata dopo circa sei ore di camera di consiglio che cambia il corso del procedimento. – L’accordo raggiunto tra la Procura e i difensori prevedeva una pena di cinque anni di reclusione per entrambi gli imputati, il massimo consentito per il patteggiamento. Il giudice, tuttavia, ha ritenuto la pena non congrua, respingendo la richiesta e disponendo la prosecuzione del procedimento con il rito abbreviato. Il processo prenderà il via il prossimo 6 ottobre davanti a un diverso magistrato, come previsto dal codice di procedura penale.

Una decisione che rappresenta un passaggio tutt’altro che ordinario. Il rigetto di un patteggiamento concordato tra accusa e difesa è infatti un’eventualità relativamente rara e presuppone che il giudice non ritenga adeguata la pena proposta rispetto alla gravità dei fatti contestati. Le imputazioni mosse all’ex sindaco Coppola sono numerose e particolarmente pesanti: episodi di corruzione, turbativa d’asta, induzione indebita e peculato, nell’ambito di quella che gli inquirenti hanno definito il “Sistema Sorrento”, un presunto meccanismo di gestione illecita degli appalti pubblici che ha profondamente scosso la vita amministrativa della città.

Tra i filoni dell’inchiesta figura anche quello relativo agli appalti della refezione scolastica affidati alla cooperativa Prisma. Si tratta di uno degli aspetti che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica, perché riguarda un servizio essenziale destinato ai bambini delle scuole cittadine. – Secondo l’impostazione accusatoria della Procura, infatti, anche la gestione degli appalti delle mense scolastiche rientrava tra gli episodi contestati nel presunto sistema corruttivo. Un elemento che va oltre il mero profilo amministrativo, poiché investe direttamente un servizio pubblico particolarmente delicato, nel quale la trasparenza delle procedure dovrebbe garantire, prima di tutto, la qualità e la sicurezza dell’alimentazione destinata agli alunni.

È proprio questo uno degli aspetti che inevitabilmente alimentano la riflessione pubblica. Pur non essendo ancora note le motivazioni del rigetto del patteggiamento, e quindi non essendo possibile attribuire con certezza al giudice una specifica valutazione su uno dei singoli capi d’imputazione, è difficile non osservare come la contestata vicenda della refezione scolastica rappresenti uno dei punti di maggiore impatto sociale dell’intera inchiesta. Quando un presunto sistema corruttivo investe un settore che riguarda quotidianamente centinaia di bambini e le loro famiglie, il disvalore percepito dall’opinione pubblica assume inevitabilmente un peso particolare.

La decisione del Tribunale restituisce dunque centralità al processo, che dovrà ora accertare nel merito le responsabilità degli imputati. Il rito abbreviato consentirà comunque una definizione più rapida rispetto al dibattimento ordinario, pur garantendo al giudice una piena valutazione del consistente materiale investigativo raccolto dalla Procura.

Per Sorrento si apre così una nuova fase. Mentre la città prova a voltare pagina con l’insediamento della nuova amministrazione comunale, il principale procedimento giudiziario legato al cosiddetto “Sistema Sorrento” è tutt’altro che concluso. Dal prossimo 6 ottobre l’attenzione tornerà inevitabilmente nelle aule del Tribunale di Torre Annunziata, dove il processo dovrà chiarire definitivamente le responsabilità dei protagonisti di una vicenda che ha segnato profondamente la storia recente della città. – 15 luglio 2026

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