Sant’Agnello, Gratteri al Festival del Giornalismo: “La cocaina alimenta le mafie del mondo”. L’allarme su fentanyl, dark web e giovanissimi

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Dalla cocaina che alimenta le economie criminali globali al rischio fentanyl, fino all’evoluzione tecnologica delle mafie e all’emergenza giovanile. Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri protagonista della serata del Festival del Giornalismo e del Libro d’Inchiesta ideato da Vincenzo Iurillo

Una piazza gremita, un confronto serrato e temi che toccano da vicino la sicurezza, la criminalità organizzata e il futuro delle nuove generazioni. È stata una delle serate più intense del Festival del Giornalismo e del Libro d’Inchiesta, la rassegna ideata dal giornalista del Fatto Quotidiano Vincenzo Iurillo, che sulla terrazza panoramica della Marinella di Sant’Agnello, l’altra sera, ha ospitato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri.

Al centro dell’incontro il volume Cartelli di sangue, scritto da Gratteri insieme al giornalista e docente universitario Antonio Nicaso, punto di partenza per una riflessione più ampia sull’evoluzione delle organizzazioni criminali, sempre più internazionali, tecnologiche e capaci di infiltrarsi nell’economia legale. – Ad accogliere il magistrato sono stati il sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, insieme a rappresentanti dell’amministrazione comunale, davanti a un pubblico numeroso che ha seguito con attenzione oltre due ore di dialogo.

La cocaina, il vero motore economico delle mafie –  Per Gratteri il traffico internazionale di cocaina continua a rappresentare la principale fonte di ricchezza delle organizzazioni criminali. “Le cosche investono gli enormi proventi del narcotraffico nell’economia reale”, ha spiegato il procuratore, sottolineando come quei capitali vengano spesso impiegati anche per acquisire mezzi di comunicazione, televisioni e giornali, con l’obiettivo di orientare l’opinione pubblica e rafforzare il proprio potere economico e sociale. – Nel suo intervento il procuratore ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale, soffermandosi sul ruolo dell’America Latina nella produzione e nella distribuzione mondiale della cocaina. Ha definito l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti «una violazione del diritto internazionale», evidenziando invece come l’Ecuador rappresenti oggi uno dei principali snodi del narcotraffico mondiale, da cui transiterebbe gran parte della cocaina destinata ai mercati statunitensi ed europei.

“Preoccupante anche la situazione della Colombia, dove – ha spiegato – la produzione sarebbe aumentata sensibilmente grazie all’utilizzo di coltivazioni geneticamente modificate, capaci di garantire raccolti molto più frequenti rispetto al passato. In diversi Paesi sudamericani, inoltre, i narcotrafficanti riescono ormai a esercitare un’influenza diretta anche sulla politica, partecipando alle competizioni elettorali”.

L’allarme fentanyl: “Speriamo non diventi conveniente” – Tra i passaggi più significativi della serata quello dedicato al fentanyl, l’oppioide sintetico responsabile di migliaia di morti negli Stati Uniti e sempre più al centro dell’attenzione anche in Italia. Gratteri non nasconde la preoccupazione, ma individua anche un possibile elemento di contenimento. – “Possiamo solo sperare che gli spacciatori comprendano che non rappresenta un buon affare”, ha osservato. “La cocaina garantisce profitti molto più elevati e un consumatore può restare tale per decenni; chi assume fentanyl, invece, spesso ha un’aspettativa di vita di pochi anni”.

Droghe sempre più potenti e ragazzi sempre più giovani – Il procuratore ha poi acceso i riflettori sull’abbassamento dell’età dei consumatori e sulla trasformazione delle sostanze stupefacenti.

“Le droghe leggere, come venivano definite in passato, praticamente non esistono più” –  ha affermato, spiegando inoltre  che “la cannabis oggi presenta concentrazioni di principio attivo nettamente superiori rispetto a qualche decennio fa”. L’aspetto che più allarma riguarda però l’età dei ragazzi. “Si inizia già durante la scuola media e, in alcuni casi, anche la cocaina fa ormai la sua comparsa tra i giovanissimi”. – Per Gratteri il contrasto non può essere affidato esclusivamente alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma richiede un impegno condiviso di famiglie, scuola e istituzioni. Ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della dispersione scolastica, particolarmente elevato nell’area napoletana, indicando nell’investimento sull’istruzione una delle principali strategie di prevenzione.

Stese, videosorveglianza e nuove tecnologie –  Guardando alla situazione di Napoli, Gratteri ha parlato anche delle cosiddette “stese”, le incursioni armate utilizzate dai clan per affermare il controllo del territorio. Negli ultimi anni, ha ricordato, il sistema di videosorveglianza cittadino è stato notevolmente potenziato, passando da circa 600 a 1.400 telecamere. Un incremento importante che, secondo il procuratore, ha contribuito a rendere più efficaci le indagini e a individuare con maggiore rapidità i responsabili dei reati. Gratteri, ha inoltre evidenziato come la Procura di Napoli possa contare su un organico quasi completo rispetto ad altre realtà italiane, grazie anche all’assegnazione di personale altamente qualificato.

Il dark web, nuova frontiera delle mafie –  La criminalità organizzata, tuttavia, evolve continuamente. Secondo Gratteri, oggi i clan utilizzano sempre più frequentemente il dark web e strumenti informatici avanzati per gestire traffici illeciti, riciclaggio e comunicazioni riservate. Emblematicoha ricordato –  il caso del narcotrafficante Raffaele Imperiale, considerato uno dei primi boss ad aver sfruttato in modo sistematico le nuove tecnologie per coordinare i propri affari criminali a distanza. – Per questo motivo anche le forze investigative si stanno adeguando, rafforzando le competenze nel settore della cybersicurezza, destinata a diventare uno dei principali terreni di sfida nella lotta alla criminalità organizzata.

In chiusura Gratteri ha annunciato la sua partecipazione al prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Napoli dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Ho molte cose da dire in quella sede”, ha affermato, lasciando intendere che il confronto sulle strategie di contrasto alla criminalità organizzata è destinato a proseguire anche nelle prossime settimane. – L’incontro di Sant’Agnello ha confermato ancora una volta la capacità del Festival del Giornalismo e del Libro d’Inchiesta di trasformare la presentazione di un libro in un’occasione di approfondimento civile, offrendo al pubblico strumenti di lettura su fenomeni complessi che, dal narcotraffico internazionale alla criminalità digitale, incidono sempre più direttamente sulla vita quotidiana del Paese. – 06 luglio 2026

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