Davanti al Tribunale di Torre Annunziata, la testimonianza della vicepreside ripercorre la giornata della spedizione punitiva all’interno della scuola. Il Ministero dell’Istruzione è parte civile nel processo
Torre Annunziata – Prosegue davanti al Tribunale di Torre Annunziata il processo sulla vicenda degli presunti abusi ai danni di sette studenti del plesso «Salvati», scuola media situata nel rione Scanzano a Castellammare di Stabia. Nell’ultima udienza ha testimoniato l’allora vicepreside della scuola, che ha ricostruito i drammatici momenti vissuti durante la spedizione punitiva avvenuta all’interno dell’istituto nel novembre 2024. – “Porto ancora i segni di quella mattina. Ripenso a quell’inferno che si scatenò dentro la scuola”, spiegando che la tensione era iniziata già nei giorni precedenti, quando l’insegnante di sostegno oggi imputata le aveva riferito di sentirsi presa di mira dagli alunni. La docente, attualmente agli arresti domiciliari, è imputata per violenza sessuale aggravata, induzione al compimento di atti sessuali e minacce. Con lei sono a processo altre undici persone, accusate di aver partecipato all’aggressione avvenuta all’interno della scuola dopo che alcuni genitori erano venuti a conoscenza delle presunte violenze.
La vicepreside ha riferito di non essere mai stata a conoscenza dell’esistenza delle chat e dei video che, secondo l’accusa, l’insegnante avrebbe scambiato con alcuni studenti. Ha inoltre raccontato di aver tentato di calmare i genitori presenti nell’istituto, ma al suo ritorno avrebbe trovato la porta dell’aula sfondata e l’insegnante aggredita. “Per terra c’erano ciocche di capelli. Nella confusione fui colpita anch’io”, ha dichiarato in aula.
L’inchiesta era partita proprio il giorno dell’aggressione, quando alcuni genitori denunciarono ai carabinieri i presunti abusi consegnando agli investigatori chat e video. Secondo la Procura, l’insegnante avrebbe condotto alcuni alunni, tutti minori di 13 anni, in un’aula dell’istituto dove si sarebbero verificati gli episodi contestati. Le indagini avrebbero inoltre documentato contatti attraverso una chat dai contenuti sessualmente espliciti. Il processo proseguirà nei prossimi mesi. Il Ministero dell’Istruzione si è costituito parte civile. – 05 luglio 2026

















