Sant’Agnello, assolti gli imputati dell’housing sociale e scongiurato lo sgombero delle famiglie

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Il Tribunale di Torre Annunziata dissequestra il complesso di via Gargiulo. Cade l’accusa di lottizzazione abusiva: sollievo per 53 nuclei familiari dopo anni di tensioni e proteste

Torre annunziata – Una sentenza destinata a lasciare il segno nella Penisola sorrentina. Il Tribunale di Torre Annunziata ha assolto in primo grado tutti gli imputati coinvolti nella vicenda dell’housing sociale di Sant’Agnello, ribaltando un impianto accusatorio che per anni aveva fatto temere il peggio a decine di famiglie residenti nel complesso di via Monsignor Bonaventura Gargiulo. – Dopo quasi otto ore di camera di consiglio, i giudici hanno escluso la sussistenza dei reati contestati, a partire dalla lottizzazione abusiva, accusa che avrebbe comportato la confisca dell’intero edificio e il conseguente sgombero degli occupanti. Il complesso edilizio è stato invece dissequestrato, aprendo una nuova fase per i 53 nuclei familiari che avevano acquistato gli appartamenti attraverso il progetto di housing sociale.

Per molte famiglie si chiude così un lungo periodo segnato da incertezza, proteste e paura di perdere la casa. Alcuni acquirenti avevano già versato anticipi compresi tra 150mila e 200mila euro. Negli ultimi mesi, inoltre, era stata predisposta un’ordinanza di sgombero, poi sospesa in attesa della sentenza, mentre in Prefettura si erano svolti incontri operativi per organizzare l’eventuale evacuazione. – La decisione del Tribunale ha completamente cambiato lo scenario. In aula, al momento della lettura del dispositivo, erano presenti diversi residenti: tra lacrime e abbracci, molti hanno accolto la sentenza come la fine di un incubo durato anni.

Il Pubblico Ministero, Andreana Ambrosino aveva chiesto condanne pesanti, come i tre anni di reclusione per l’ingegnere Antonio Elefante, ritenuto il principale promotore dell’operazione immobiliare, un anno e dieci mesi per Massimiliano Zurlo, due anni per Franco Ambrosio, ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale, e un anno e otto mesi per Pietro Iaccarino, funzionario del Comune. Era stata inoltre richiesta la confisca dell’immobile. – I giudici hanno invece accolto le tesi della difesa, sostenendo in gran parte che “il fatto non costituisce reato” e, per alcune contestazioni, che “il fatto non sussiste”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, che ha parlato di “un grande sospiro di sollievo” per l’intera comunità. “Ascoltare le famiglie, con la voce tremante tra incredulità e gioia, è stato commovente”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando la complessità umana della vicenda. – Anche l’ex sindaco Piergiorgio Sagristani, coinvolto nelle prime fasi dell’inchiesta e successivamente uscito dal procedimento dopo l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, ha commentato con soddisfazione il verdetto: “Una notizia che aspettavamo da sei lunghissimi anni. Abbiamo sempre agito nel rispetto delle regole e nell’interesse della comunità”.

Nel frattempo, a Sant’Agnello la notizia dell’assoluzione è stata accolta con manifestazioni spontanee di festa e persino con fuochi d’artificio. Un segnale evidente di quanto la vicenda abbia inciso sul tessuto sociale del paese, dove quasi ogni famiglia conosceva qualcuno coinvolto nel progetto abitativo. – Resta ora da capire se la Procura deciderà di impugnare la sentenza. Ma per il momento, almeno per le famiglie dell’housing sociale, prevale il sollievo di poter restare nelle proprie case. – 28 maggio 2026

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