Tra interesse pubblico e sviluppo turistico, il progetto del nuovo porto divide il territorio e riaccende il dibattito sulla gestione della costa sorrentina.Ma per il Primo cittadino santanellese , la direzione è chiara, preservare la costa e limitare ulteriori interventi infrastrutturali
Penisola sorrentina – Nel dibattito sul progetto di realizzazione di un nuovo porto turistico a Marina di Cassano, tra Piano di Sorrento e Sant’Agnello, il sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, esprime una posizione netta e critica nei confronti dell’iniziativa promossa da una società riconducibile all’imprenditore Gianluigi Aponte.
Il progetto, che prevede la realizzazione di un’infrastruttura portuale su demanio pubblico, viene interpretato dal primo cittadino come un’operazione che, pur presentata come opportunità per il territorio, risponderebbe principalmente a interessi privati. Secondo Coppola, il rischio è quello di trasformare un tratto di costa già fragile in uno spazio ulteriormente artificializzato, con un impatto significativo sull’ecosistema e sulla fruizione collettiva del mare. – Al centro della posizione del sindaco vi è il tema dell’uso del litorale. L’idea di fondo è che la costa debba restare un bene accessibile a tutti, soprattutto alle famiglie residenti, e non progressivamente occupato da strutture a gestione privata. In questa visione, il mare viene descritto come uno spazio pubblico che rischia di essere sempre più limitato da concessioni e infrastrutture dedicate a una clientela selezionata.
Il progetto portuale viene quindi letto come una trasformazione profonda dell’assetto costiero, più che come un semplice ampliamento dell’offerta turistica. Tra le criticità evidenziate, anche il possibile ridimensionamento della spiaggia di riferimento e la creazione di un bacino con scambio idrico limitato con il mare aperto.
Sul piano economico, il sindaco solleva dubbi sull’effettivo ritorno per la comunità locale. L’ipotesi è che un porto destinato principalmente a imbarcazioni di lusso avrebbe un utilizzo limitato come semplice base di ormeggio, senza un reale indotto diffuso su commercio, ristorazione e ospitalità del territorio. Da qui la critica principale con il rischio di cedere un bene pubblico permanente in cambio di benefici economici considerati marginali o concentrati su pochi attori.
Nel confronto pubblico, le posizioni si sono irrigidite anche sul piano del linguaggio. Alla definizione del sindaco come espressione di “eccesso di visione” o “delirio di onnipotenza”, Coppola contrappone una lettura speculare del conflitto, da un lato l’interesse privato, dall’altro la difesa del bene collettivo. – Secondo tale interpretazione, la critica non riguarda la figura dell’imprenditore in sé, ma la logica secondo cui un’opera privata su suolo pubblico verrebbe presentata come beneficio automatico per la comunità. – Nella posizione del sindaco emerge anche una proposta diversa di sviluppo territoriale, non nuove grandi infrastrutture, ma la riqualificazione dell’esistente e una maggiore restituzione degli spazi costieri alla collettività. Tra le ipotesi richiamate, la progressiva trasformazione delle concessioni balneari verso spiagge più accessibili e una gestione meno privatizzata del litorale.
Una partita ancora aperta – Il progetto del porto a Marina di Cassano resta quindi al centro di un confronto acceso tra sviluppo turistico e tutela del territorio. Una discussione che, al di là dello scontro politico, tocca temi strutturali per tutta la Costiera Sorrentina: il rapporto tra economia del mare, sostenibilità ambientale e diritto di accesso agli spazi pubblici. Per il sindaco Antonino Coppola, almeno per ora, la direzione è chiara: preservare la costa e limitare ulteriori interventi infrastrutturali. Resta da vedere quale sarà l’evoluzione del progetto e se sarà possibile trovare un punto di equilibrio tra le diverse visioni in campo. – 15 maggio 2026



















