La denuncia del WWF Terre del Tirreno accende i riflettori su controlli carenti e responsabilità opache, in un territorio sempre più esposto all’azione indisturbata di speculatori e devastatori del patrimonio arboreo
Massa Lubrense – Un altro squarcio nel già fragile patrimonio arboreo della Penisola Sorrentina. Un’altra ferita che lascia spazio a indignazione, dubbi e interrogativi senza risposta. Questa volta siamo a Massa Lubrense, dove le storiche del Villino Arbace sono state letteralmente fatte a pezzi, cancellate senza appello dal paesaggio e dalla memoria collettiva.
A denunciare l’ennesimo scempio è il WWF Terre del Tirreno, guidato dal presidente Claudio D’Esposito, che parla senza mezzi termini di un abbattimento che presenta contorni inquietanti. Due alberi secolari, descritti come sani, robusti, “pezzi di storia” radicati nel territorio, sono stati ridotti in tronchi e segatura nel giro di pochi giorni, sotto il ruggito incessante delle motoseghe. – Non solo il danno, ma anche le modalità con cui sarebbe stato consumato. Il cantiere, riferisce l’associazione ambientalista, sarebbe stato controllato a vista e addirittura schermato da un camion posto all’ingresso, quasi a voler impedire sguardi indiscreti e documentazione fotografica. Un tentativo di isolamento che però non è bastato, alcuni cittadini hanno comunque immortalato le operazioni, fornendo materiale che oggi alimenta ulteriormente le perplessità. – Secondo il WWF, mancherebbe il necessario nulla osta previsto dalla normativa per interventi di questo tipo. Se confermato, si tratterebbe di un abbattimento illegale. Un’accusa pesante, che rende ancora più grave una vicenda già difficile da digerire per una comunità sempre più spesso spettatrice impotente di interventi invasivi sul proprio territorio.
Il nodo delle perizie agronomiche – Ancora una volta, osserva l’associazione, si fa riferimento a valutazioni tecniche che avrebbero decretato la condanna a morte degli alberi. Ma di queste perizie, al momento, non c’è traccia pubblica. Nessuna possibilità di verificarne l’attendibilità, nessun confronto trasparente. Solo il risultato finale: alberi abbattuti e un vuoto impossibile da colmare. Non meno controversa appare la scelta di sostituire le araucarie con specie erbacee non autoctone, una decisione che stride con ogni logica di tutela del paesaggio e della biodiversità locale. Un intervento che non solo cancella, ma snatura. La domanda resta sospesa, inevitabile, ovvero: chi c’è dietro questa operazione? E soprattutto, con quali responsabilità?
Il WWF chiede chiarezza e rilancia un appello diretto anche all’Ordine degli Agronomi, a livello provinciale e regionale, affinché si avvii un’indagine sul comportamento di alcuni professionisti coinvolti in operazioni simili. Perché quando a cadere non sono solo alberi, ma simboli identitari di un territorio, il silenzio non è più un’opzione.
Nel frattempo, a Massa Lubrense restano ceppi e segatura. E la sensazione, sempre più diffusa, che il patrimonio arboreo della Penisola Sorrentina sia diventato terreno facile per interventi discutibili, quando non apertamente illegittimi. La sensazione è che ogni nuovo taglio non sia un caso isolato, ma parte di una deriva che merita ben più di una semplice denuncia. – 28 aprile 2026




















