A Sorrento elezioni a rischio rinvio, si profila lo scenario 2028

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Dopo il commissariamento e l’arrivo della Commissione d’Accesso, l’eventuale scioglimento per infiltrazioni potrebbe far slittare il voto oltre il 2026

Sorrento – La città potrebbe tornare alle urne molto più tardi del previsto. Non più nella primavera del 2026, ma addirittura nel 2028. È questo lo scenario che inizia a prendere forma dopo gli sviluppi politico-giudiziari che hanno travolto l’amministrazione comunale negli ultimi mesi. – Dopo le dimissioni in blocco dei consiglieri comunali nel giugno 2025 — arrivate a pochi giorni dall’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, coinvolto in un’inchiesta per corruzione, il Comune è stato affidato alla gestione del commissario prefettizio Rosalba Scialla. Una fase di transizione che, in condizioni ordinarie, avrebbe dovuto condurre rapidamente al ritorno alle urne nella finestra elettorale della primavera 2026. Ma il quadro ultimamente sembrerebbe essersi  complicato.

All’inizio di marzo il Ministero dell’Interno ha disposto l’insediamento di una Commissione d’Accesso agli atti. Tre funzionari dello Stato stanno passando al setaccio documenti, delibere e procedure amministrative per accertare l’eventuale presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dell’ente. – Si tratta di un passaggio delicato e potenzialmente decisivo. L’iter è rigidamente scandito: la Commissione conduce l’indagine e redige una relazione; il Prefetto valuta il documento e trasmette le proprie conclusioni al Ministero dell’Interno; in caso di esito positivo, il Consiglio dei Ministri può deliberare lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Un’eventualità che, se confermata, avrebbe effetti profondi non solo sul piano amministrativo ma anche sui tempi della democrazia locale.

È proprio l’eventuale scioglimento per infiltrazioni a determinare il possibile rinvio delle elezioni fino al 2028. La normativa prevede infatti conseguenze precise. In caso di scioglimento, la guida del Comune passerebbe a una Commissione Straordinaria composta da tre membri, con un mandato compreso tra 18 e 24 mesi. Un periodo pensato per ristabilire condizioni di legalità e trasparenza nella macchina amministrativa.

Facendo una proiezione temporale, se il decreto di scioglimento arrivasse entro l’estate 2026, i 18 mesi minimi di gestione commissariale porterebbero la scadenza alla fine del 2027. A quel punto entrerebbe in gioco un ulteriore vincolo normativo: le elezioni comunali in Italia si tengono esclusivamente tra il 15 aprile e il 15 giugno. Questo significa che, se il periodo di commissariamento terminasse in autunno o inverno, Sorrento dovrebbe attendere necessariamente la primavera successiva. Il risultato è un calendario che slitta fino al 2028.

Non solo, la relazione della Commissione d’Accesso può anche individuare responsabilità politiche dirette o indirette nella gestione amministrativa. In questi casi, la legge prevede il provvedimento di incandidabilità per gli amministratori ritenuti coinvolti. Una misura che potrebbe ridisegnare profondamente il quadro politico locale, escludendo dalle future competizioni elettorali alcuni dei protagonisti della scena amministrativa degli ultimi anni.

Per i cittadini, lo scenario che si profila è quello di una lunga fase senza un’amministrazione eletta, con decisioni affidate a organi nominati dallo Stato. Una condizione che, se da un lato garantisce il ripristino della legalità, dall’altro sospende il normale confronto democratico. – Molto dipenderà ora dall’esito delle verifiche in corso. Se non emergeranno elementi tali da portare allo scioglimento per infiltrazioni, il ritorno alle urne nel 2026 resterà possibile. In caso contrario, Sorrento dovrà prepararsi a un’attesa ben più lunga. – 31 marzo 2026

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