Per il presidente Gargiulo diffida incomprensibile, si difenderà il Sedil Dominova anche con la mobilitazione : “Vogliono cancellare 150 anni di storia, faremo nomi e cognomi e finalità occulte”
Sorrento – Si accende lo scontro istituzionale e civile attorno al Sedil Dominova, uno dei simboli più rappresentativi del centro storico di Sorrento. La diffida a liberare i locali della storica sede ha innescato una dura presa di posizione da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso che da circa 150 anni occupa quegli spazi. – Alla base del provvedimento vi sarebbero una precedente intimazione di rilascio non eseguita e il divieto di utilizzo di beni pubblici per finalità di propaganda elettorale. Una motivazione che però si scontra con la posizione dell’associazione, il cui presidente, Francesco Gargiulo, aveva annunciato l’apertura gratuita degli ambienti ai candidati, nel tentativo di rilanciare il Sedile come luogo di confronto civico, coerentemente con la sua funzione storica. – La vicenda ha già riacceso il dibattito sull’uso dei beni pubblici e, soprattutto, sul valore simbolico del Sedil Dominova, oggi al centro di una campagna elettorale che si preannuncia particolarmente accesa.
Durissime le parole di Gargiulo, che non nasconde sbalordimento per il provvedimento: “Apprendiamo con stupore e sconcerto della diffida ricevuta per liberare i locali del Sedil Dominova, un luogo che rappresenta storia, identità e memoria collettiva della nostra comunità”. Il presidente rivendica il radicamento storico della Società Operaia, sottolineando come il prossimo anno si celebreranno i 150 anni dalla fondazione: “Un traguardo che va ben oltre la recente storia amministrativa dell’ente”. – Nel mirino finiscono anche le ragioni della diffida, ritenute poco convincenti: “Dietro la richiesta di sfratto si intravedono dinamiche che nulla hanno a che fare con la tutela del patrimonio culturale, ma piuttosto con interessi che rischiano di snaturarne il valore”.
Gargiulo parla apertamente di un rischio concreto per la memoria cittadina: “C’è il serio pericolo che qualcuno voglia cancellare, pezzo dopo pezzo, la storia della Società Operaia e, con essa, una parte importante della storia di Sorrento”, puntando il dito contro “personaggi che si ammantano di cultura ma che, nei fatti, sembrano perseguire altri obiettivi”. – Il tono si fa ancora più netto sul piano politico e giudiziario: “Non ci arrenderemo. Difenderemo con forza e dignità ciò che rappresentiamo, pronti, se necessario, a chiamare i cittadini a una mobilitazione pubblica”. E ancora: “Non si può cancellare la Società Operaia e la sua storia. Chiunque ci provi se ne assumerà la responsabilità davanti ai tribunali, alla città e a tutti i cittadini”.
Parole che diventano esplicitamente accusatorie nel passaggio finale: “Non lasceremo che una banda di cialtroni si impossessi della nostra storia. Cialtroni che, nascondendosi dietro la cultura, vorrebbero realizzare vere e proprie speculazioni”. E l’avvertimento conclusivo: “Ci opporremo in tutte le sedi a questo tentativo. Se necessario organizzeremo una manifestazione pubblica. Presto svelerò nomi, cognomi e finalità occulte”.
Una presa di posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico e istituzionale nelle prossime settimane, mentre il destino del Sedil Dominova si conferma sempre più terreno di scontro tra tutela della memoria storica e gestione del patrimonio pubblico. – 24 marzo 2026


















