Il progetto tra Marina di Cassano e Sant’Agnello divide il territorio. Ma se l’obiettivo è lasciare un segno nella penisola, molti chiedono di investire piuttosto nel rilancio della storica ma obsoleta linea ferroviaria.
Penisola sorrentina – Da qualche mese circola l’ipotesi di realizzare un grande porto turistico nell’area compresa tra Marina di Cassano e Sant’Agnello. Un progetto ambizioso, attribuito a un ramo della famiglia dell’armatore Gianluigi Aponte, fondatore del gruppo MSC Mediterranean Shipping Company.
Un’opera imponente che, se realizzata, cambierebbe in modo radicale uno dei tratti più suggestivi della costa sorrentina. Eppure, nonostante l’impatto potenziale sull’ambiente e sul paesaggio, le amministrazioni coinvolte continuano a mantenere un silenzio che dura ormai da oltre cinque mesi. Nessuna presa di posizione chiara, nessuna spiegazione pubblica su vantaggi, costi e conseguenze per il territorio. – Nel frattempo il dibattito cresce. Da una parte c’è chi vede nel progetto una nuova opportunità economica per il turismo nautico di lusso. Dall’altra, una parte significativa della cittadinanza guarda con sospetto all’ennesima trasformazione di una costa già pesantemente sfruttata. – La sensazione, per molti, è che si tratti di un’infrastruttura pensata per soddisfare soprattutto una cerchia ristretta di interessi: operatori del settore, investitori e turismo di fascia altissima. Non certo la maggioranza dei residenti, che da anni convivono con problemi molto più concreti e urgenti.
Ed è proprio su determinati punti che il dibattito cambia prospettiva.
Se davvero un grande imprenditore come Gianluigi Aponte volesse lasciare un segno autentico nel territorio che lo ha visto nascere, forse la priorità dovrebbe essere un’altra. Non un nuovo porto per yacht e megabarche, ma una soluzione a una delle più grandi ferite infrastrutturali del territorio e della Campania: la storica linea della Circumvesuviana.
Se l’obiettivo è quello di lasciare un segno indelebile nella storia della Penisola Sorrentina, forse la sfida non è aggiungere un’altra infrastruttura al servizio del turismo esclusivo, ma affrontare finalmente uno dei problemi che da troppo tempo limitano il futuro di questo territorio. Una Circumvesuviana efficiente renderebbe felice l’intera comunità. Un intervento capace di restituire dignità e affidabilità a un servizio essenziale migliorerebbe la vita quotidiana di migliaia di cittadini e visitatori. Di fronte a un’iniziativa di questo tipo, capace di offrire un beneficio concreto e duraturo al territorio, difficilmente nel tempo verrebbero dimenticate le competenze, la visione e la generosità dell’armatore Gianluigi Aponte. – 16 marzo 2026

















