Bimbo in attesa di trapianto al Monaldi, al vaglio la catena di conservazione dell’organo

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Il cuore destinato a un bimbo di due anni è stato giudicato non idoneo prima dell’intervento, la Procura sequestra il sistema di trasporto e iscrive sei sanitari nel registro degli indagati

Napoli – Proseguono le indagini sul mancato trapianto di cuore al bambino di due anni e quattro mesi ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo, poi risultato danneggiato. Sei sanitari risultano attualmente indagati.

Il piccolo, affetto da una grave patologia cardiaca, era stato inserito nella lista per un trapianto urgente. Nei giorni scorsi era arrivata la disponibilità di un cuore compatibile, trasportato a Napoli per l’intervento. Tuttavia, una volta giunto in sala operatoria, l’organo sarebbe stato giudicato non idoneo al trapianto perché danneggiato. L’operazione non è stata quindi eseguita. Il bambino si trova ora in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva. L’episodio ha immediatamente aperto un’inchiesta per chiarire se vi siano state criticità nelle fasi di prelievo, conservazione o trasporto dell’organo.

Al centro degli accertamenti c’è il box utilizzato per il trasferimento del cuore: un sistema tecnologico progettato per garantire la conservazione dell’organo a temperatura controllata e in condizioni ottimali fino al momento del trapianto. Il contenitore è stato sequestrato dai Nas per consentire una perizia tecnica approfondita. Gli inquirenti intendono verificare se il sistema abbia funzionato correttamente, se vi siano stati malfunzionamenti o eventuali errori nelle procedure di utilizzo. La consulenza tecnica sarà affidata a specialisti nominati dalla Procura, che analizzeranno sia il dispositivo sia l’intera catena di trasporto.

Nel registro degli indagati sono stati iscritti sei operatori sanitari. L’iscrizione, atto dovuto in questa fase, consentirà loro di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili e di nominare propri consulenti. L’obiettivo dell’indagine è ricostruire con precisione ogni passaggio: dal prelievo dell’organo fino al suo arrivo in ospedale. – Il caso ha suscitato forte emozione e riportato l’attenzione sull’estrema delicatezza delle procedure legate ai trapianti, che richiedono coordinamento perfetto tra equipe mediche, strutture sanitarie e sistemi di trasporto. I protocolli prevedono tempi strettissimi e condizioni rigorose di conservazione, fondamentali per garantire la vitalità dell’organo. Sarà ora l’esito delle perizie a chiarire se il danneggiamento sia avvenuto durante il trasporto o in una fase precedente, e se vi siano responsabilità individuali o criticità organizzative. Nel frattempo, il bambino resta ricoverato in terapia intensiva al Monaldi, sotto costante monitoraggio medico, in attesa di sviluppi clinici e giudiziari che possano fare piena luce sulla vicenda. – 14 febbraio 2026

Fonte e foto, Ansa
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