Capri, risse tra barcaioli all’ingresso della Grotta Azzurra. In rete un video virale ma di uno scandalo vecchio

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Il sindaco invoca sanzioni e regole, ma la verità è che l’anarchia a mare va avanti da anni. Come al solito si è costretti a registrare l’assenza delle autorità preposte.

Capri – Ancora una volta, la tanto decantata perla del Mediterraneo finisce sotto i riflettori per motivi ben poco onorevoli. Capri, l’isola dei vip e dei tramonti da cartolina, viene oggi ricordata per una rissa tra barcaioli avvenuta all’imbocco della Grotta Azzurra. Una scena da far impallidire perfino il più tollerante dei turisti. Le immagini, riprese da alcuni visitatori attoniti, sono rimbalzate in rete diventando virali in poche ore. Urla, insulti, gesti minacciosi tra chi, in teoria, dovrebbe accogliere i turisti in uno dei luoghi simbolo dell’isola. Il tutto, manco a dirlo, sotto gli occhi increduli degli stranieri, che anziché l’incanto del mito caprese, si sono ritrovati davanti una sceneggiata da far west marittimo. – sulla questione è intervenuto il  sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta,  che ha condannato l’episodio, parlando di “incidenti deplorevoli che offendono l’immagine della nostra isola” e invocando “fortissime sanzioni”. Il sindaco ha inoltre chiesto all’Amministrazione dei Musei e Parchi Archeologici di Capri l’avvio di una procedura pubblica per assegnare il servizio di traghettamento turistico verso la Grotta Azzurra. Rilevando una situazione a dir poco” grottesca” in quanto non esiste alcuna regolamentazione contrattuale chiara sull’attività dei battellieri in quella zona. Il Comune di Anacapri, che pure gestisce la biglietteria, non ha competenza sul servizio in mare, che ricadrebbe invece sotto l’Autorità Marittima e, per l’accesso alla grotta, direttamente sotto il Ministero della Cultura. Un parere dell’Avvocatura dello Stato del 2017 indicava chiaramente la necessità di una procedura pubblica per assegnare la concessione del servizio. A distanza di otto anni i fatti incresciosi di questi giorni  dimostrano ampiamente che non è stato fatto alcun chè.  Il risultato è un far west acquatico dove i barcaioli si contendono i clienti a suon di grida e spinte, tra rivalità mai sopite, accuse reciproche e un clima da anarchia galleggiante. Non è la prima volta che accade. Chi conosce Capri sa bene che  le tensioni tra operatori del settore sono un fatto tristemente noto, eppure si è preferito girarsi dall’altra parte.

“La gestione attuale da parte della Cooperativa Battellieri Capresi è inaccettabile – ha commentato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli – Le nostre denunce sugli episodi di risse, minacce e offese sono rimaste troppo a lungo inascoltate. Finalmente qualcosa si muove”. In ogni caso i dubbi persistono  circa una eventuale soluzione che si tema possa  essere l’ennesima toppa su una falla strutturale. In quanto se di fronte a vicende incresciose (per usare un eufemismo)  l’indignazione istituzionale è doverosa, la responsabilità di quanto accade ricade anche su chi ha tollerato per anni questa gestione selvaggia. Nell’isola che vive di turismo internazionale, ci si aspetterebbe un servizio degno del suo nome, e non uno scenario da reality show in mare aperto. Capri senza alcun dubbio merita di più,  ma finché le autorità competenti continueranno a farsi scivolare addosso le responsabilità, la Grotta Azzurra rischia di diventare sempre più grigia. Stavolta non certo per colpa del mare, ma per l’indifferenza di chi dovrebbe tutelarla. – 22 agosto 2025

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