Dalla storica sede del sodalizio, legato alla vita cittadina dal 1877, alla chiusura che impedisce anche la realizzazione del tradizionale presepe settecentesco. Il presidente Francesco Gargiulo: “Adesso dipende dall’Amministrazione comunale se questo è un arrivederci o un addio”. Una vicenda che interroga il futuro di uno dei luoghi simbolo dell’identità sorrentina.
Sorrento – C’è un pezzo di storia della nostra città che rischia di rimanere fuori dalla porta. È quello rappresentato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, il sodalizio che dal 1877 ha avuto nel Sedil Dominova la propria casa, accompagnando per quasi un secolo e mezzo la vita sociale, culturale e popolare della città. Una presenza che ha attraversato generazioni, trasformando un antico edificio monumentale in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione. Oggi, però, quella continuità si è bruscamente interrotta, lasciando aperti interrogativi che vanno ben oltre la disponibilità di un immobile comunale.

Non soltanto un circolo, ma un luogo di comunità – A intervenire sulla vicenda è l’attuale presidente della Società Operaia, Francesco Gargiulo, che affida a una riflessione pubblica il rammarico per alcune considerazioni che, negli ultimi tempi, avrebbero finito per ridimensionare il ruolo del sodalizio, descrivendo il Sedil Dominova come un semplice luogo dove si gioca a carte.
Il Sedil Dominova, nella visione della Società Operaia, non è mai stato soltanto uno spazio da frequentare, ma un luogo da vivere e condividere, dove la tradizione popolare può incontrare l’arte e la cultura senza diventare un’esperienza riservata a pochi.
Il presepe che quest’anno non ci sarà, un’altra tradizione che si interrompe – L’annuncio della Società Operaia è accompagnato da parole di profonda amarezza. Una decisione che il sodalizio definisce forzata, determinata dall’impossibilità di utilizzare la propria sede storica.
Il futuro di una memoria collettiva non può essere una questione soltanto burocratica – La questione, naturalmente, non riguarda il diritto del Comune di amministrare il proprio patrimonio immobiliare, né l’esigenza di garantire regole trasparenti e uguali per tutti nell’utilizzo degli spazi pubblici. Sono principi legittimi e necessari. Ma proprio per questo occorre interrogarsi anche sulle modalità con cui vengono perseguiti, sulla valorizzazione delle realtà storiche presenti sul territorio e sulla possibilità di non disperdere un patrimonio sociale costruito nel tempo. Il Sedil Dominova è un monumento di straordinario valore storico e artistico, testimonianza di un passato che appartiene all’intera comunità. La Società Operaia, dal canto suo, ne ha accompagnato per generazioni la storia, contribuendo a mantenerlo vivo attraverso la propria presenza e le proprie attività. Proprio questo intreccio tra luogo e associazione a rendere la vicenda particolarmente delicata. Perché una cosa è stabilire nuove regole per la fruizione di un bene pubblico, altra è ignorare il valore di una presenza storica e il contributo che essa può ancora offrire alla città.
Francesco Gargiulo conclude il suo intervento con un interrogativo che suona come un appello rivolto direttamente all’Amministrazione comunale: “Adesso dipende dall’Amministrazione comunale se questo è un arrivederci o un addio alla Società Operaia, alla sua storia e alla dignità delle migliaia di sorrentini che nei secoli l’hanno frequentata e onorata”.
Una dichiarazione che racchiude tutta l’amarezza di una comunità associativa che non vorrebbe vedere cancellata una tradizione così radicata. La Società Operaia ribadisce che le proprie porte sono sempre state aperte alla cittadinanza e alle iniziative autorizzate dal Comune, invitando anche chi ne ha criticato l’attività a conoscere direttamente quanto realizzato negli anni. Ora la questione passa anche dalla capacità dell’amministrazione di individuare una prospettiva che tenga insieme la tutela del patrimonio pubblico, la trasparenza nell’assegnazione degli spazi e la salvaguardia di una realtà che rappresenta una parte della memoria cittadina.
Sorrento ha bisogno di luoghi capaci di custodire la propria storia e mantenerla viva. Il Sedil Dominova, per quasi un secolo e mezzo, non è stato soltanto un monumento, ma anche un luogo di incontri, relazioni e iniziative popolari. Se quest’anno il presepe non ci sarà, a rischiare di scomparire non sarà soltanto una tradizione natalizia, ma anche una parte della vita associativa che ha reso questo luogo vivo e familiare a generazioni di sorrentini. Una perdita su cui istituzioni e comunità sono chiamate a riflettere, perché interrompere questa continuità significherebbe disperdere un patrimonio di storia, memoria e socialità che appartiene all’identità stessa della città. – 04 novembre 2026



















