Reputazione online, il valore invisibile e come difendersi con il diritto all’oblio.L’analisi dell’Avv. Luigi Alfano

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Tra diritto all’oblio e visibilità online, il noto avvocato sorrentino illustra i rimedi giuridici e le strategie per difendere la propria immagine sul web. Una guida tra norme e soluzioni pratiche per proteggere la reputazione online

Nel mondo digitale, la reputazione è diventata un vero e proprio capitale economico. Già una ricerca internazionale evidenziava come oltre il 60% del valore di un’azienda dipenda dalla sua immagine pubblica. Un dato che oggi appare ancora più attuale, soprattutto nell’economia delle piattaforme e dei creator, dove il confine tra identità personale e business è sempre più sottile. Lo sottolinea l’avvocato criminologo Luigi Alfano, che analizza il crescente impatto delle crisi reputazionali online.

Casi recenti, come quello che ha coinvolto Chiara Ferragni, dimostrano quanto una crisi mediatica possa tradursi rapidamente in perdite economiche rilevanti. Ma come si ricostruisce una reputazione compromessa? Secondo Alfano, un elemento chiave è il cosiddetto “oblio”, ovvero la progressiva scomparsa delle notizie negative dalla visibilità immediata. – Se un tempo le informazioni erano limitate nello spazio e nel tempo, oggi restano accessibili con una semplice ricerca online. E poiché la maggior parte degli utenti si ferma ai primi risultati, ciò che compare nelle prime pagine dei motori di ricerca diventa determinante per la percezione pubblica.

Qui entra in gioco il diritto all’oblio, disciplinato dal GDPR, che consente di ottenere la cancellazione o, più spesso, la deindicizzazione di contenuti non più attuali o pertinenti. A partire dalla storica sentenza Sentenza Costeja González, è stato chiarito che le informazioni possono restare negli archivi, ma non devono necessariamente comparire tra i risultati associati al nome di una persona. – Non si tratta però di un diritto automatico, ogni richiesta viene valutata caso per caso, considerando il ruolo pubblico del soggetto, l’interesse collettivo all’informazione, l’attualità dei fatti e l’impatto sulla vita personale. Operativamente, spiega Alfano, è necessario rivolgersi prima al sito che ha pubblicato la notizia e, solo in caso di rifiuto, ai motori di ricerca, che mettono a disposizione strumenti dedicati. – Tuttavia, affidarsi esclusivamente ai rimedi giuridici può non bastare. Per questo, conclude Luigi Alfano, è fondamentale affiancare una strategia tecnica, basata su attività di ottimizzazione dei contenuti online (SEO), in grado di valorizzare informazioni aggiornate e contribuire a una rappresentazione più equilibrata dell’identità digitale.

In un ecosistema in cui tutto resta e nulla si dimentica davvero, la gestione consapevole della reputazione online diventa così una competenza imprescindibile, tanto per le imprese quanto per i singoli individui. – 23 aprile 2026

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