Sorrento e le concessioni demaniali vince ancora il tempo supplementare

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Se la proroga diventa sistema, il confine tra interesse pubblico e rendita privata si fa sempre più sottile. Tra urgenze stagionali e regole sospese, il rischio concreto è che ciò che appartiene alla comunità diventi, nei fatti, un privilegio consolidato

A Sorrento la parola d’ordine è “continuità”. Continuità delle attività balneari, continuità occupazionale, continuità turistica. Ma anche, inevitabilmente, continuità delle concessioni demaniali marittime. – Nel corso di un incontro in Prefettura a Napoli, presieduto dal prefetto Michele di Bari, alla presenza della dirigente comunale Genoveffa Acampora (su delega del commissario straordinario Rosalba Scialla) e dei rappresentanti di Confcommercio Campania, è emersa una linea chiara,ovvero quella di procedere rapidamente alla redazione del Pad, il Piano Attuativo Demaniale, avviare le procedure di selezione pubblica e, nel frattempo, concedere una proroga “rigorosamente temporanea” per evitare contraccolpi alla stagione turistica ormai alle porte.

Il Pad, lo strumento con cui i Comuni costieri pianificano l’uso delle spiagge recependo il PUAD regionale, dovrebbe garantire almeno il 30% di aree di libera fruizione, oltre a disciplinare concessioni e stabilimenti nel segno della valorizzazione turistica e della sostenibilità ambientale. Sulla carta, un equilibrio tra impresa e diritto collettivo al mare.

Secondo Confcommercio Campania, la decisione “mette al riparo imprenditori e lavoratori da un’estate catastrofica sotto il profilo economico e sociale”. Il timore, condiviso da molti operatori, era quello di gare non pronte in tempo, stabilimenti chiusi e migliaia di posti di lavoro a rischio in un territorio che vive quasi esclusivamente di turismo. Eppure,a pari passo con una certa soddisfszione  serpeggia più di una perplessità. In quanto la proroga, seppur definita temporanea, si inserisce in una storia lunga e controversa. Una storia fatta di concessioni reiterate per anni, di occupazioni estese ben oltre i limiti originari, di contenziosi e di abusi denunciati da associazioni e comitati civici. Organizzazioni che da tempo chiedono legalità, trasparenza e soprattutto il ripristino dello stato dei luoghi laddove il demanio marittimo sia stato alterato.

Il punto non è soltanto economico. È giuridico e, prima ancora, culturale. Il demanio non è proprietà privata ma bensì è patrimonio collettivo. Ogni proroga, anche se motivata dall’urgenza, rischia di essere percepita come l’ennesimo rinvio di una resa dei conti che si trascina da decenni. – Le associazioni impegnate contro le illegalità attendono ora la pubblicazione dei bandi di gara. E pongono un quesito semplice quanto scomodo. Ovvero se nei nuovi avvisi sarà previsto anche  l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi, a prescindere dall’esito delle assegnazioni; oppure si chiuderà un occhio su trasformazioni e ampliamenti che nulla hanno di temporaneo.

Sorrento, simbolo internazionale di bellezza e accoglienza, si trova ancora una volta davanti a un bivio. Da un lato la necessità di non compromettere la stagione turistica; dall’altro il dovere di ristabilire regole certe e uguali per tutti. La proroga può essere uno strumento tecnico. Ma non può diventare un metodo.  Se l’emergenza diventa prassi, il rischio è che la tutela dell’interesse pubblico sia rimandato sempre alla prossima  occasione. – 04 marzo 2026

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