Codice dell’edilizia, dal Governo via libera alla delega per la riforma del Testo Unico

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

L’intenzione del Governo è quella di  mettere ordine in un impianto normativo che, dal 2001 a oggi, si è progressivamente complicato

Il Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2025 ha approvato, con procedura d’urgenza, il disegno di legge delega che aprirà la strada al nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, una riforma destinata a incidere profondamente su un settore da anni soffocato da norme stratificate e difficili da interpretare. La proposta arriva dai ministri Salvini, Casellati e Zangrillo e si inserisce nel solco già tracciato dal provvedimento “Salva Casa”. L’intenzione del Governo è chiara: mettere ordine in un impianto normativo che, dal 2001 a oggi, si è progressivamente complicato. Il Testo Unico dell’edilizia, nato per fare chiarezza, è diventato nel tempo un contenitore eterogeneo, appesantito da norme speciali, deroghe e continue reinterpretazioni. Urbanistica, paesaggio, sicurezza strutturale e procedimenti amministrativi convivono in un mosaico difficile da gestire per tecnici, amministrazioni e cittadini. Il nuovo Codice punta a una revisione organica, capace di coordinare meglio edilizia, urbanistica e beni culturali, aggiornare la disciplina della sicurezza delle costruzioni e riorganizzare il sistema dei titoli abilitativi.

Livelli Essenziali delle Prestazioni .   Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’introduzione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia edilizia. L’obiettivo è delimitare con maggiore precisione le competenze tra Stato e Regioni, oggi alla base di profonde difformità applicative. L’adozione dei LEP potrebbe restituire maggiore coerenza normativa e ridurre quella “geografia variabile” delle regole che spesso complica la vita di professionisti e uffici comunali. – Il Governo segnala anche l’intenzione di intervenire su uno dei temi più critici e dibattuti degli ultimi anni: la dimostrazione dello stato legittimo. Una materia complessa, soprattutto per gli immobili più datati, che ha richiesto enormi energie a tecnici e amministrazioni. -Resta però ancora da chiarire quale sarà il nuovo modello, quali documenti avranno valore probatorio. Quali margini saranno concessi agli edifici con storia edilizia stratificata. La riuscita della riforma dipenderà in larga misura proprio da queste scelte. Verso procedimenti più trasparenti – Altra promessa della delega è la semplificazione dei procedimenti relativi a permessi di costruire, SCIA e altri titoli edilizi. Ma non è ancora chiaro se la revisione riguarderà: l’aggiornamento della Tabella A del D.Lgs. 222/2016; una riforma delle categorie di intervento; oppure una nuova modulazione dei silenzi procedimentali, già toccati dalla recente legge 182/2025. Si tratta di un ambito estremamente delicato, perché ogni cambiamento impatta sulla pianificazione delle attività tecniche e sull’organizzazione degli uffici comunali, spesso già sovraccarichi. La delega segue il modello già sperimentato con il Codice dei contratti pubblici: creare un testo sistematico, aggiornabile, coerente. Tuttavia, proprio l’esperienza dei contratti dimostra che il confine tra semplificazione e iper-tecnicismo è sottile. Una codificazione poco equilibrata potrebbe generare nuova complessità invece di ridurla.

La parola passa ora al Parlamento per l’approvazione della delega, poi ai decreti legislativi che definiranno il contenuto effettivo del nuovo Codice. Saranno questi testi a stabilire se il settore edilizio entrerà davvero in una fase di maggiore chiarezza, o se la riforma rischierà di aggiungere ulteriori livelli interpretativi. Colpisce, per il momento, la scarsa partecipazione strutturata dei tecnici nella definizione dei contenuti: un elemento che potrebbe incidere sulla qualità della riforma. In attesa dei provvedimenti attuativi, per professionisti, amministrazioni e imprese si apre un periodo in cui sarà fondamentale monitorare ogni passaggio e valutare con attenzione l’impatto delle nuove regole. La capacità di interpretare correttamente la normativa resterà decisiva. – 06 dicembre 2025

Fonte, Lavori Pubblici
Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted

Notizie correlate

0
Would love your thoughts, please comment.x