Sorrento – Nastro Verde, smottamento sulla SS 145. Un dissesto idrogeologico annunciato e ignorato

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Un ampio fronte ,di terreno misto a fango e pietre, si è riversato dalla scarpata sovrastante fino a invadere completamente una delle corsie della carreggiata,  fortunatamente senza danni a cose e persone. A distanza di ore dall’evento, la statale ancora  aperta con disagi per  gli automobilisti. Quello sorrentino si dimostra ancora una volta essere un territorio fragile e pertanto bisognoso di competenze adeguate

Sorrento – Un nuovo smottamento si è verificato questa mattina lungo il tratto della SS 145 “Nastro Verde”, nel Comune di Sorrento, all’altezza del km 33+150, riportando l’attenzione ,ancora una volta, sull’estrema fragilità idrogeologica dell’area. Un ampio fronte  di terreno misto a fango e pietre, alcune delle quali di grosse dimensioni, si è riversato dalla scarpata sovrastante fino a invadere completamente una delle corsie della carreggiata, rendendo impossibile,  la circolazione e fortunatamente senza coinvolgere alcun automobilista. Il fenomeno è senz’altro conseguenza delle piogge intense e pressoché ininterrotte che da due giorni interessano la Penisola sorrentina.  Segni di cedimento della scarpata già si erano verificati in passato senza che poi si è data la giusta attenzione a determinati fenomeni. Un’area classificata  P4-R4  quindi a rischio idrogeologico molto elevato,  dovrebbe essere  costantemente monitorata. In particolar modo quando le condizioni atmosferische sono impervie. Purtroppo si deve registrare che lungo il territorio sorrentino si interviene, talvolta anche in modo sommario, soltanto quando gli eventi si sono verificati, come accaduto oggi . Non solo, a distanza di ore dallo smottamento e l’ingente quantità di materiale sulla carreggiata, la strada risultava inspiegabilmente ancora aperta. Gli automobilisti, colti di sorpresa,  sono stati  costretti a tornare indietro fino al bivio con il Nastro Azzurro per imboccare percorsi alternativi. Successivamente la strada è stata finalmente chiusa dalle autorità. Sul posto  pattuglie della Polizia Municipale, un tecnico del Comune, i vigili del fuoco e personale Anas.

Un evento annunciato ma più volte ignorato –  Come anche confermato dai  residenti della zona, quanto accaduto questa mattina è tutt’altro che un episodio imprevisto. Da anni vengono segnalati movimenti anomali della scarpata e criticità strutturali, ma gli enti preposti, Comune e Anas, avrebbero effettuato soltanto sopralluoghi sporadici e interventi di rappezzo, senza mai avviare una vera indagine tecnica approfondita sulle condizioni delle opere di contenimento. Infatti, il punto interessato dal cedimento non è nuovo a fenomeni di dissesto, già nell’autunno del 1963 due ampi smottamenti, estesi per circa un centinaio di metri, riversarono sulla strada una notevole quantità di materiale, bloccando la circolazione per settimane. In seguito, l’Anas intervenne con la realizzazione di un’opera di mitigazione: gabbioni metallici riempiti con pietre, una soluzione permeabile e resistente, efficace per decenni. Ma quelle strutture, oggi, mostrano segnali evidenti di usura. Negli anni si sono registrate rotture della rete metallica e cedimenti parziali, riparati solo con interventi tampone. Due anni fa si verificò un nuovo smottamento sul versante ovest, proprio a ridosso della struttura dei gabbioni. Anche allora fu segnalato il problema, senza che seguisse un’analisi strutturale approfondita.

La pioggia come innesco, la mancata manutenzione come causa – Le abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni hanno fatto il resto. In una zona classificata come Zona Rossa, dove il rischio è massimo e il territorio particolarmente vulnerabile anche a causa di innumerevoli sorgenti d’acqua, una corretta attività di monitoraggio costante, manutenzione programmata e prevenzione sarebbe stata necessaria. Ma così non è stato. Lo smottamento odierno, infatti, sembra essere stato favorito dal cedimento della ormai compromessa struttura dei gabbioni, che non ha più retto alla pressione dell’acqua e del terreno impregnato.

Un territorio fragile che chiede competenze – L’evento odierno dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme, l’ennesimo, per chi amministra un territorio morfologicamente delicato come quello sorrentino. Il tema del dissesto idrogeologico non può essere affrontato solo con interventi emergenziali, ma richiede competenze tecniche adeguate; monitoraggi periodici e non sporadici; interventi strutturali programmati; una gestione preventiva, soprattutto in un’epoca di cambiamenti climatici estremi.

La collina lungo il Nastro Verde continua a ricordarci che ignorare i segnali del territorio significa esporsi a rischi sempre maggiori. E che il dissesto idrogeologico non è un’emergenza improvvisa, ma un fenomeno annunciato che pretende responsabilità, visione e interventi concreti. – 22 novembre 2025

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