Massa Lubrense, Marina del Cantone tra sequestri e incertezze, quando la legalità diventa negoziabile

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Dopo il sequestro di varie strutture, il confronto tra Comune e balneari lascia aperti spiragli inquietanti sul rispetto delle regole

Massa Lubrense – In un incontro tra il Comune e i rappresentanti dei balneari sono stati affrontate le conseguenze dei recenti sequestri di nove strutture tra stabilimenti balneari e ristorazione a Marina del Cantone. Una situazione senza precedenti, che mette a rischio la stagione estiva in uno dei tratti più iconici della penisola sorrentina, tradizionalmente meta di turismo legato al mare e all’accoglienza di qualità. – I sequestri, disposti nell’ambito di procedimenti giudiziari ancora in corso, hanno generato forte preoccupazione nell’indotto economico locale, con possibili ripercussioni su presenze turistiche, occupazione stagionale e servizi. L’amministrazione comunale ha ribadito la volontà di dialogare con i balneari, chiarendo però i limiti entro i quali può operare rispetto alle decisioni della magistratura. Gli operatori, da parte loro, hanno chiesto tempi certi e indicazioni chiare per poter programmare la stagione e garantire sicurezza e accoglienza.

Ma dietro il confronto istituzionale emergono situazioni alquanto preoccupanti. Se i sequestri sono stati disposti, significa che alcune strutture hanno violato norme e regolamenti e quindi sottoposte a giudizio. Eppure, dalle parole dei rappresentanti comunali sembra filtrare la speranza che le attività possano proseguire, nonostante le irregolarità, lasciando intravedere un modus operandi che rischia di premiare chi non rispetta le regole. Una dinamica che solleva interrogativi proprio sulla capacità delle istituzioni locali di tutelare la legalità. Una realtà pericolosa per un territorio come la Penisola sorrentina, dove chi rispetta la legge resta penalizzato, mentre  chi non la rispetta trova spiragli. Una tendenza che rischia di far diventare la Penisola sorrentina il territorio del compromesso, dove la legalità è “flessibile” e la regola resta un optional.

Se i controlli non sono rigorosi e le istituzioni non scelgono da che parte stare, il futuro turistico e sociale della costa è in serio pericolo. Non si tratta più di dialogo o mediazione ma è una questione di legge, ordine e tutela di chi lavora correttamente. –  La penisola sorrentina, territorio fragile e di grande pregio turistico, non può permettersi ambiguità. Senza decisioni chiare e controlli rigorosi, il rischio è che il rispetto delle regole resti un’eccezione, penalizzando chi opera correttamente e minando la credibilità e il futuro del settore turistico locale. – 21 gennaio 2026

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