Le mobilitazioni, variegate per forma e intensità, hanno avuto momenti di forte partecipazione ma, nel complesso, si sono svolte senza degenerare in scontri generalizzati.
Cortei, presidi e occupazioni spontanee hanno attraversato ieri sera le principali città italiane in risposta all’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte di navi militari israeliane. Le mobilitazioni, variegate per forma e intensità, hanno avuto momenti di forte partecipazione ma, nel complesso, si sono svolte senza degenerare in scontri generalizzati. A Roma la manifestazione più imponente, un raduno partito dalla stazione Termini alle 22 è cresciuto fino a oltre diecimila persone e ha marciato verso palazzo Chigi. Il corteo è stato temporaneamente bloccato da un cordone di polizia in piazza Barberini ma poi ha ripreso il percorso concludendosi pacificamente in piazza San Silvestro; le forze dell’ordine hanno sorvegliato scali, il ghetto ebraico e la sinagoga.
A Milano un corteo spontaneo partito da piazza della Scala ha raggiunto piazzale Cadorna dove alcuni manifestanti sono entrati nella stazione di Trenord occupando i binari per breve tempo; la marcia — cui hanno partecipato oltre 5.000 persone, è poi proseguita verso piazza Duomo senza significativi problemi di ordine pubblico. A Napoli e Pisa si sono registrate occupazioni dei binari nelle stazioni centrali: a Napoli lo scalo è rimasto bloccato, mentre a Pisa circa 500 manifestanti hanno occupato i binari al termine di un corteo pacifico. A Genova il comitato dei lavoratori portuali, insieme a Usb e Music For Peace, ha bloccato due varchi del porto e la rampa d’accesso del casello di Genova Ovest; alla mobilitazione hanno partecipato circa 3.000 persone, inclusi studenti che occupano l’università. A Torino i collettivi universitari hanno occupato Palazzo Nuovo e centinaia di persone hanno poi sfilato in corteo; si sono registrati momenti di tensione davanti alle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa, con un episodio in cui un agente è rimasto a terra dopo il lancio di una bicicletta. Bologna, Firenze, Pavia e altre città hanno visto presidi e cortei; in alcune piazze sono state montate tende con l’intenzione di prolungare le occupazioni.
Sul piano sindacale, Cgil insieme ai sindacati di base (Usb, Cub, Sgb) ha proclamato lo sciopero generale per venerdì 3 ottobre, giudicando «gravissima» l’aggressione alle navi civili e imputando al governo responsabilità nella gestione della vicenda. Il ministro Matteo Salvini ha definito i sindacati “irresponsabili” e ha valutato la possibilità della precettazione per i settori coinvolti. Le mobilitazioni lasciano aperti due fronti: la pressione di piazza favorevole alla rottura del blocco verso Gaza e la risposta politica-istituzionale, che nelle prossime ore potrebbe tradursi in nuove iniziative sindacali, misure di ordine pubblico o provvedimenti governativi. – 02 ottobre 2025

















