Gragnano, agguato di camorra, ucciso con cinque colpi di pistola

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La vittima, in permesso temporaneo dagli arresti domiciliari, era sopravvissuta a un agguato nel 2022. Indaga la Direzione Distrettuale Antimafia. Comunità sotto shock.

Gragnano– Un nuovo episodio di violenza scuote il tranquillo comune dei Monti Lattari. Nel pomeriggio di ieri, Alfonso Cesarano, 35 anni, è stato freddato sotto casa con cinque colpi di pistola esplosi da due sicari in moto. L’agguato è avvenuto intorno alle 15:30 in via Cappella della Guardia, mentre la vittima era in sella al suo scooter, grazie a un permesso temporaneo che gli consentiva di lasciare la propria abitazione nonostante fosse agli arresti domiciliari. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, a entrare in azione sarebbe stato un commando armato composto da almeno due persone a bordo di una motocicletta, con il possibile supporto di un “palo”. I testimoni riferiscono di aver udito una raffica di almeno dodici colpi: cinque di questi hanno raggiunto Cesarano in punti vitali, rendendo inutile ogni tentativo di soccorso.  Cesarano non era nuovo alle cronache giudiziarie. Nel dicembre del 2022 era già sopravvissuto a un agguato armato nel comune di Lettere, dove era stato bersaglio di un’azione simile, ma condotta con un mitragliatore Kalashnikov. Le forze dell’ordine lo ritenevano vicino al clan Di Martino, attivo nella zona per il controllo del traffico di droga e delle estorsioni. L’ipotesi principale su cui si concentrano le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia è quella di un regolamento di conti interno alla criminalità organizzata.

Il ritorno della violenza, in una zona da tempo considerata “calda” dagli inquirenti, riaccende l’allarme sulla tenuta dell’ordine pubblico e sull’effettiva presenza dello Stato in queste aree. I cittadini, ancora scossi dall’episodio, temono una nuova escalation di sangue. La scena del crimine, rapidamente transennata dalle forze dell’ordine, è diventata luogo di dolore e angoscia. A Gragnano si respira un clima di paura e incertezza. L’ennesimo fatto di sangue, è vissuto come il sintomo di una ferita ancora aperta, ovvero, quella di un territorio che fatica a liberarsi dalla morsa della camorra,  la speranza che episodi simili non facciano più parte della quotidianità. – 30 agosto 2025

Fonte: StabiaChannel.it
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