Dall’inchiesta di Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano emergono nuovi particolari sulla vicenda giudiziaria e sullo scontro tra il dirigente comunale dott. Limauro e la precedente gestione commissariale. Al centro la legittimità della presenza ultracentenaria della Società Operaia nell’edificio storico
Sorrento – Il Sedil Dominova, uno dei luoghi simbolo della storia e dell’identità della città, finisce al centro di una vicenda giudiziaria e amministrativa destinata a lasciare il segno. Non soltanto per il sequestro preventivo che ha determinato la chiusura dell’edificio e l’allontanamento della Società Operaia di Mutuo Soccorso, ma soprattutto per quanto emerge dalla recente ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli, che ha ricostruito le origini di una presenza ultracentenaria, arrivando a contestarne la legittimità sul piano amministrativo.
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano in un’inchiesta firmata da Vincenzo Iurillo, i giudici avrebbero individuato nel 1877 l’inizio di una permanenza all’interno dell’edificio mai adeguatamente supportata da un titolo rilasciato dalla competente autorità comunale. Una ricostruzione che sposta indietro di circa un secolo e mezzo la questione dell’occupazione contestata e che mette in discussione anche gli atti amministrativi successivamente adottati per regolarizzare l’utilizzo del monumento. Tra questi figura il comodato gratuito del dicembre 2021, disposto durante l’amministrazione dell’allora sindaco Massimo Coppola e successivamente scaduto il 31 dicembre 2024. Un provvedimento che, secondo le contestazioni richiamate nell’ordinanza, sarebbe stato adottato senza una procedura di evidenza pubblica. Ma la vicenda non si ferma alla posizione della Società Operaia. Nelle carte esaminate dal Riesame emerge anche un contrasto significativo all’interno del Comune, durante la gestione commissariale successiva all’arresto di Coppola e allo scioglimento dell’amministrazione.
Lo scontro tra il dirigente comunale e i commissari – Uno degli aspetti più delicati riguarda il ruolo del dirigente comunale dott. Vincenzo Limauro, che si sarebbe attivato per ottenere la restituzione dell’immobile al patrimonio comunale, arrivando a disporre lo sgombero della Società Operaia. Una linea che, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, avrebbe incontrato l’opposizione della precedente gestione commissariale, rappresentata dall’ex commissaria prefettizia Rosalba Scialla e dall’ex subcommissario Eliseo Nicolì. Il Tribunale del Riesame, nelle motivazioni del provvedimento, avrebbe evidenziato una condotta ritenuta favoreggiatrice nei confronti della Società Operaia, richiamando anche l’apertura di procedimenti disciplinari a carico del dirigente comunale dopo le iniziative assunte per liberare l’edificio. Si tratta di circostanze particolarmente rilevanti, perché pongono interrogativi sulle modalità con cui è stata gestita una questione riguardante un bene pubblico di così grande valore storico e culturale. Secondo quanto riferito nell’articolo del Fatto Quotidiano, al momento la contestazione penale riguarda l’occupazione e l’invasione di edifici pubblici. Gli ex commissari non risultano indagati per tale vicenda, mentre gli approfondimenti investigativi proseguirebbero su ulteriori aspetti della gestione amministrativa.
Un patrimonio cittadino che non può rimanere fuori dalla vita di Sorrento – Adesso la questione passa anche alla nuova amministrazione guidata dal sindaco Corrado Fattorusso, chiamata ad affrontare una situazione complessa ereditata dalle precedenti gestioni. Il presidente della Società Operaia, Francesco Gargiulo, ha manifestato il proprio disappunto per l’allontanamento dall’edificio, richiamando il valore di una presenza che dura da quasi 150 anni e chiedendo al Comune di individuare una soluzione per restituire alla città un patrimonio che appartiene alla collettività. Una posizione che si accompagna a un problema concreto e immediato: il mancato allestimento del tradizionale presepe natalizio all’interno del Sedil Dominova. Una consuetudine che negli anni ha rappresentato un appuntamento particolarmente apprezzato da residenti e visitatori e che quest’anno rischia di interrompersi proprio a causa del sequestro.
La questione, però, non può essere ridotta soltanto alla possibilità di allestire un presepe o di consentire alla Società Operaia di riprendere le proprie attività. Il Sedil Dominova è un edificio storico di straordinario valore, collocato nel cuore del centro antico, e rappresenta un patrimonio che deve poter essere restituito alla fruizione pubblica, nel rispetto delle disposizioni giudiziarie e delle regole che disciplinano l’utilizzo dei beni comunali. La vicenda pone una questione che va oltre gli aspetti giudiziariovvero, conciliare il rispetto della legalità amministrativa con la salvaguardia di una tradizione che attraversa generazioni di sorrentini. La nuova amministrazione guidata dal sindaco Corrado Fattorusso, è chiamata a individuare una soluzione che garantisca trasparenza e pari opportunità nell’utilizzo degli spazi pubblici, restituendo al Sedil Dominova il suo ruolo di luogo di storia, cultura e memoria collettiva. Un obiettivo che dovrebbe unire la città, al di là delle controversie che ne hanno determinato l’attuale chiusura. – 04 novembre 2026
Fonte, Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano
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Dall’inchiesta di Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano emergono nuovi particolari sulla vicenda giudiziaria e sullo scontro tra il dirigente comunale dott. Limauro e la precedente gestione commissariale. Al centro la legittimità della presenza ultracentenaria della Società Operaia nell’edificio storico
















