Bacoli e la sfida del mare libero, il 90% delle spiagge aperto a tutti

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Oltre 110mila metri quadrati di arenile su 130mila destinati alla libera fruizione. Da Miseno a Baia cambia il volto del litorale flegreo. Il sindaco Josi Della Ragione: “Sarà tra le percentuali più alte d’Italia”

Bacoli –  Novanta per cento è il numero che racconta più di ogni altro la rivoluzione annunciata da Bacoli sul proprio litorale. Su circa 130mila metri quadrati di arenile fruibile, oltre 110mila saranno destinati a spiagge libere o libere attrezzate. Un cambio di rotta radicale che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, punta a restituire il mare alla libera fruizione dei cittadini e a fare di Bacoli un possibile modello nazionale. La trasformazione riguarderà l’intero litorale da Miseno e Miliscola alla Spiaggia Romana, da Marina Grande a Baia. “Sarà tra le percentuali più alte d’Italia”, annuncia il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, presentando il nuovo piano approvato dalla giunta.

Il dato assume ancora più significato se confrontato con la situazione descritta dall’amministrazione all’inizio del proprio percorso di governo. “Quando abbiamo iniziato a governare la città non raggiungevamo il 15% di spiagge libere”, ricorda Della Ragione. – Secondo il sindaco, il Comune avrebbe inoltre trovato lungo il litorale capannoni e cancelli abusivi, situazioni che avrebbero limitato la piena accessibilità degli arenili. Ora l’obiettivo è completamente diverso, arrivare al 90% di spiagge libere o libere attrezzate, con un litorale nel quale la componente destinata alla libera fruizione diventi largamente maggioritaria. Non soltanto, dunque, più spiaggia pubblica, ma una diversa idea di gestione della costa.

Ma la parola “libera” non dovrà essere sinonimo di “abbandonata”. L’amministrazione punta infatti a garantire bagni, docce e servizi essenziali, così da rendere la fruizione degli arenili pubblici più sicura, ordinata e dignitosa. Alcuni lidi, chioschi e attività presenti sulle spiagge libere saranno messi a bando. Il principio è quello di far convivere la libera fruizione con una gestione organizzata dei servizi. L’accesso al mare rimane pubblico, mentre le attività economiche potranno essere affidate attraverso procedure trasparenti. Una distinzione importante, perché la vera sfida non sarà soltanto stabilire quanta spiaggia sarà libera, ma fare in modo che quella libertà sia concreta, praticabile e sostenibile.

Il nuovo piano si accompagna a un altro obiettivo dichiarato, ovvero: cambiare il sistema di gestione del litorale. L’amministrazione vuole superare quelle che definisce situazioni consolidate e affidare le attività attraverso bandi pubblici, aprendo a imprenditori e cooperative di lavoratori. “Saremo ben lieti di accogliere imprenditori e cooperative di lavoratori”, sottolinea il sindaco. Il  messaggio politico è netto. “Il tempo dei prenditori è finito”-  afferma Della Ragione. Una frase destinata a sintetizzare la volontà di legare la valorizzazione economica del litorale a regole precise, legalità e interesse pubblico. Inoltre, chi gestirà le spiagge o i servizi pubblici dovrà garantire, secondo quanto annunciato dal Comune, il salario minimo ai propri lavoratori. La nuova gestione del litorale viene quindi presentata come un’occasione per creare occupazione regolare e condizioni di lavoro dignitose, insieme a servizi migliori per cittadini e turisti., e quindi mettere sullo stesso piano tre esigenze: diritto di accesso al mare, attività economiche e tutela del lavoro.

Una sfida che riguarda tutta l’Italia

La portata del progetto va oltre Bacoli. In Italia il rapporto tra spiagge libere, concessioni balneari e accesso al mare è da anni al centro del dibattito. Le coste sono contemporaneamente una risorsa ambientale, turistica ed economica, ma anche uno spazio pubblico al quale i cittadini devono poter accedere. Bacoli sceglie una strada particolarmente ambiziosa: destinare alla libera fruizione circa il 90% dell’arenile. Se il progetto verrà realizzato come annunciato, il Comune flegreo potrebbe diventare un caso da osservare anche fuori dalla Campania.

Tuttavia, la parte più difficile sarà trasformare il piano in realtà. La qualità del progetto si misurerà sulla pulizia delle spiagge, sulla manutenzione, sui servizi, sull’accessibilità, sulla sicurezza e sui controlli, ma soprattutto sulla capacità di garantire che le aree dichiarate libere rimangano realmente tali.  Avere il 90% di spiagge libere sulla carta è una cosa. Avere un litorale nel quale cittadini e turisti possano effettivamente accedere al mare, usufruire dei servizi e vivere gli arenili in condizioni adeguate è un’altra. Miseno, Miliscola, Spiaggia Romana, Marina Grande e Baia saranno i luoghi nei quali questa trasformazione dovrà diventare concreta.

La scommessa di Bacoli è costruire un nuovo equilibrio con  più spiaggia pubblica, servizi efficienti, lavoro regolare, gestione trasparente e rispetto delle regole. Un modello nel quale l’impresa privata non viene necessariamente esclusa, ma inserita all’interno di un sistema nel quale la priorità dichiarata resta la libera fruizione del mare. Se si riuscirà a mantenere queste promesse, Bacoli potrebbe davvero diventare un laboratorio nazionale. Non soltanto per quel 90% scritto nel nuovo piano, ma per la capacità di dimostrare che una spiaggia può essere libera, attrezzata, sicura, pulita e capace di generare lavoro senza smettere di essere uno spazio pubblico. La rivoluzione, insomma, non è soltanto una percentuale,ma l’idea che il mare debba tornare ad essere, prima di tutto, di tutti. – 13 settembre 2026

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