Per l’esponente di Europa Verde,il 30% di spiaggia libera deve essere garantito concessione per concessione. La vera domanda è se chi non può permettersi uno stabilimento avrà concretamente più possibilità di andare al mare
L’estate volge al termine, ma a Sorrento si torna a discutere di un tema destinato ad avere effetti concreti sulle prossime stagioni balneari, ovvero, quanto spazio del litorale sarà realmente disponibile alla libera fruizione dei cittadini. Al centro del confronto c’è il nuovo Piano Attuativo Demaniale (PAD) del Comune di Sorrento, approvato con la delibera di Giunta comunale n. 30 del 21 agosto 2026. Un provvedimento che ridisegna l’organizzazione delle aree demaniali e che arriva mentre, a livello regionale, il PUAD stabilisce una quota minima del 30% di costa destinata alla libera fruizione.

Per Lotito, infatti, il principio del 30% non dovrebbe essere applicato semplicemente calcolando una quota sull’intera costa comunale. «Il 30% deve essere garantito spiaggia per spiaggia, concessione per concessione», sostiene l’esponente ambientalista. In altre parole, secondo la sua proposta, ogni singola porzione di arenile affidata in concessione dovrebbe conservare almeno il 30% della propria superficie alla libera fruizione. Una posizione che punta a rafforzare il principio secondo cui la concessione demaniale non equivale a una proprietà privata e che mare, battigia e demanio marittimo restano beni pubblici.

Per la Pignatella, ad esempio, l’area è attualmente interessata da ordinanze di interdizione e la previsione della spiaggia libera attrezzata è collegata alla messa in sicurezza e alla conseguente rimozione dei provvedimenti che ne impediscono l’accesso. Anche per la Riviera Massa, la futura destinazione alla libera fruizione è legata al ripristino dell’arenile, oggi interessato da fenomeni di erosione.
Marina Piccola, uno dei nodi da chiarire – Particolare attenzione, secondo Lotito, merita invece Marina Piccola. La delibera stabilisce che per gli spazi demaniali non specificamente destinati alla balneazione, con particolare riferimento a Marina Piccola e Marina Grande, dovranno essere predisposti specifici piani particolareggiati. Saranno questi strumenti a definire l’assetto funzionale delle aree e i criteri per le successive procedure ad evidenza pubblica. Ed è proprio su questo punto che l’esponente di Europa Verde invita a non dare per scontato l’esito finale: la previsione contenuta nella delibera, osserva, non significa automaticamente che tutte queste aree diventeranno spiagge libere attrezzate. Occorrerà verificare quali spazi saranno destinati alla balneazione, quali ad altri utilizzi e quali saranno effettivamente accessibili senza il pagamento di servizi.
Un’altra questione riguarda le aree raggiungibili esclusivamente attraversando proprietà private. Il PAD prevede che eventuali concessioni siano subordinate alla definizione di strumentigiuridici,come servitù, convenzioni o atti d’obbligo , in grado di garantire l’accesso pubblico e non discriminatorio alla battigia.
Il cittadino potrà davvero andare al mare gratis? – Tale, per Lotito, il punto centrale del dibattito. Al di là delle percentuali, delle concessioni e delle sigle tecniche, la verifica dovrà essere fatta sulla possibilità concreta per un cittadino di usufruire del proprio mare. – “Una persona che vive a Sorrento, se non può permettersi uno stabilimento balneare, avrà realmente più possibilità di andare al mare?”, è l’interrogativo posto dall’esponente di Europa Verde. E ancora: “potrà raggiungere facilmente la spiaggia? Entrare gratuitamente? Stendere il proprio asciugamano? Portare il proprio ombrellone? Fare il bagno senza essere obbligata ad acquistare un servizio?” Domande che, secondo Lotito, dovranno trovare una risposta concreta nell’attuazione del nuovo PAD.
Il confronto, dunque, non riguarda soltanto la quantità di metri quadrati destinati alla libera fruizione, ma il modo in cui questi spazi saranno effettivamente accessibili e utilizzabili dai cittadini.
“Il mare è di tutti”, ribadisce Lotito, indicando nella tutela della libera fruizione non soltanto una questione ambientale, ma anche un tema di equità sociale, soprattutto per quelle famiglie che non possono sostenere i costi di una giornata in uno stabilimento balneare. – Ora spetterà all’attuazione del Piano e alle successive procedure amministrative dimostrare se le previsioni contenute nel PAD si tradurranno davvero in più accesso pubblico al mare per i cittadini di Sorrento. – 03 settembre 2026


















