Scarichi abusivi verso il Sarno, scatta il sequestro di un cantiere nautico a Torre Annunziata

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L’operazione della Capitaneria di Porto e del NOE dei Carabinieri nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. Contestati scarichi abusivi di reflui industriali e violazioni ambientali

Prosegue senza sosta l’attività di contrasto ai fenomeni di inquinamento che continuano a minacciare il fiume Sarno e il tratto costiero del Golfo di Napoli. Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri di Napoli hanno eseguito il sequestro preventivo di un cantiere nautico a Torre Annunziata. – Il provvedimento ha interessato un’azienda nei cui confronti vengono contestate presunte violazioni della normativa ambientale, tra cui lo scarico abusivo di reflui industriali e l’assenza delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, come previsto dal Testo Unico Ambientale.

L’operazione ha portato al sequestro di un’area coperta di circa 5.700 metri quadrati e di uno spazio esterno di ulteriori 3.000 metri quadrati, per una superficie complessiva di circa 8.700 metri quadrati. Durante i controlli, i militari hanno accertato che all’interno della struttura erano in corso attività di rimessaggio e cantieristica navale, comprese operazioni di levigazione e applicazione di vernici antivegetative sugli scafi delle imbarcazioni. – Determinanti per l’accertamento delle presunte irregolarità sono state le prove di continuità idraulica effettuate mediante l’impiego di traccianti. Gli accertamenti avrebbero evidenziato l’esistenza di un sistema di bypass attraverso il quale i reflui industriali prodotti nell’area esterna venivano convogliati direttamente nella rete fognaria consortile senza alcun trattamento di depurazione.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’attività sarebbe stata svolta in assenza dei necessari titoli autorizzativi ambientali. Per questo motivo è stato disposto il sequestro d’urgenza dell’intero complesso, al fine di impedire la prosecuzione delle condotte contestate e l’eventuale aggravamento delle conseguenze ambientali. – L’intervento rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una più ampia attività di controllo che da mesi interessa il bacino del Sarno e l’intera fascia costiera della penisola sorrentina. Dall’inizio del 2026, infatti, Capitaneria di Porto e NOE hanno già eseguito undici sequestri preventivi di cantieri nautici, alcuni risultati completamente abusivi. Complessivamente sono state denunciate tredici persone per reati ambientali e sottoposte a sequestro aree per circa 50 mila metri quadrati.

L’obiettivo delle indagini è individuare e rimuovere le fonti di contaminazione che continuano a compromettere uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa. Le attività investigative, svolte con il supporto tecnico dell’ARPAC e di altre forze di polizia, rientrano nel protocollo sottoscritto nel dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, insieme alle Procure Generali di Napoli e Salerno e agli enti preposti alla tutela ambientale.

Il sequestro eseguito nelle ultime ore è stato disposto in via d’urgenza dalla polizia giudiziaria e dovrà ora essere sottoposto alla valutazione del giudice per le indagini preliminari, chiamato a pronunciarsi sulla sua convalida. – 18 giugno 2026

 

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