Caro Rosario Lotito, questa volta la coerenza non l’ho capita

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Caro Rosario,

scrivo queste righe non soltanto come direttore di una testata giornalistica che ogni giorno si impegna a raccontare con equilibrio e senso critico la vita sociale, politica e amministrativa del territorio sorrentino, ma anche come cittadino che vive questa terra e ne condivide speranze, difficoltà e aspettative. Soprattutto, però, ti scrivo come persona e come Amico che ti conosce da molti anni, che ha seguito, e spesso condiviso, il tuo percorso umano e politico, apprezzandone in più occasioni l’impegno, la passione e la determinazione che hai sempre rivendicato come tratto distintivo della tua azione pubblica.

Proprio per questo motivo sento il dovere di rivolgermi direttamente a Te.

Ho letto e riletto, con attenzione il post con il quale hai spiegato la tua decisione di sostenere Ferdinando Pinto al ballottaggio, dopo aver firmato l’apparentamento della lista “Costruiamo insieme la Sorrento del futuro” con Corrado Fattorusso. E devo confessarti che una parola, più di tutte, ha attirato la mia attenzione: coerenza.

L’hai richiamata più volte. Hai spiegato che la tua scelta nasce dalla fedeltà ai tuoi valori, alle battaglie che hai sempre condotto e alla tua visione della città. Una spiegazione che rispetto, perché nessuno può mettere in discussione il diritto di un uomo di seguire la propria coscienza. Ma proprio perché ti conosco da anni, e proprio perché ho imparato ad apprezzare il tuo modo diretto di affrontare le questioni, oggi faccio fatica a comprendere il ragionamento che hai proposto ai cittadini. La domanda è semplice: Se ritenevi sbagliato l’apparentamento con Fattorusso, perché firmarlo? O meglio, se la tua convinzione era quella di sostenere Pinto, perché contribuire in maniera decisiva a rendere possibile un accordo politico che andava nella direzione opposta?

Tu stesso hai spiegato che la tua firma era indispensabile. Senza di essa, l’apparentamento non si sarebbe concretizzato. Ed è qui che nasce il dubbio che in queste ore molti cittadini stanno esprimendo, non soltanto sui social ma nelle conversazioni quotidiane: dov’è la coerenza?

Perché la coerenza, almeno come l’ho sempre intesa, non è soltanto restare fedeli alle proprie idee. È soprattutto fare in modo che le proprie azioni siano conseguenti a quelle idee. –

Se avessi seguito Attardi nell’accordo con Fattorusso, nessuno avrebbe potuto contestarti nulla sotto questo profilo. Sarebbe stata una scelta politica legittima. Se invece ritenevi quella strada incompatibile con i tuoi principi, allora forse la scelta più coerente sarebbe stata un’altra: non firmare. – Una decisione certamente più difficile, forse più scomoda, ma probabilmente più comprensibile agli occhi dell’opinione pubblica.

In quel caso l’apparentamento non sarebbe andato in porto. Si sarebbero aperti altri scenari. Attardi avrebbe potuto riconsiderare la sua posizione, valutare altre opzioni oppure lasciare libertà di voto agli elettori, una soluzione, forse la più naturale e che probabilmente molti cittadini avrebbero  accolto con favore.

Invece oggi ci troviamo davanti a una situazione che appare paradossale, in quanto, hai contribuito a costruire politicamente un accordo con Fattorusso e, nello stesso momento, hai deciso di sostenere Pinto. Comprenderai che per molti questa non è coerenza, ma una contraddizione. E te lo scrivo senza alcuna ostilità.

Anzi, forse proprio perché conosco il tuo percorso e le battaglie che hai combattuto negli anni, mi sarei aspettato una scelta più netta, più coraggiosa e più lineare.

La politica è fatta di mediazioni, certo. Ma ci sono momenti nei quali bisogna scegliere da che parte stare fino in fondo, assumendosi tutte le conseguenze di quella scelta. Tu hai sempre rivendicato di essere un uomo libero. Ed è proprio agli uomini liberi che spesso i cittadini chiedono qualcosa in più:  la chiarezza.

Non so se questa tua decisione porterà vantaggi politici a qualcuno. Saranno gli elettori a stabilirlo. So però che in queste ore molti sorrenti si stanno interrogando sulla vicenda e che la parola “coerenza”, che avrebbe dovuto spiegare tutto, è forse quella che ha lasciato più dubbi. Con la stima personale che non è mai venuta meno e che continuerà a non venire meno, anche quando non condivido una scelta. Perché l’amicizia e il rispetto consentono anche di dirsi, con sincerità, ciò che si pensa.

E oggi, caro Rosario, quello che penso è che questa volta la coerenza che rivendichi faccio davvero fatica a vederla. Un abbraccio . – 31 maggio 2026 – salvatorecaccaviello

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